11/11/2014, 00.00
INDONESIA
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Jakarta, i vescovi lanciano una raccolta fondi per sostenere migliaia di seminaristi

di Mathias Hariyadi
Promossa dal movimento laico Gotaus, l’iniziativa intende favorire la formazione degli studenti più poveri. In Indonesia vi sono 5.600 giovani all’interno dei 37 seminari minori sparsi per l’arcipelago. Almeno 3.600 di loro necessita di un aiuto economico. Migliaia di fedeli hanno risposto alla chiamata.

Jakarta (AsiaNews) - Sostenere una raccolta fondi promossa da Gotaus, per permettere a migliaia di seminaristi - in particolare quelli provenienti da famiglie più povere - di tutto l'arcipelago indonesiano di completare il percorso di studi. Con questo spirito la mattina del 9 novembre scorso i vescovi hanno interrotto per un momento i lavori dell'annuale conferenza della Conferenza episcopale (Kwi) e hanno visitato la parrocchia di san Matteo apostolo a Kosambi Baru, West Jakarta. A guidare la delegazione composta da 31 prelati vi era il presidente Kwi e arcivescovo di Jakarta mons. Ignatius Suharyo. 

In Indonesia vi sono almeno 5.600 seminaristi, che studiano all'interno dei 37 seminari minori sparsi per l'arcipelago. E la maggior parte di loro, spiega mons. Dominikus Saku, capo della Commissione sui seminari, proviene da famiglie indigenti o di basso profilo; gli studenti in alcuni casi devono lottare persino per poter raccogliere il denaro sufficiente per coprire il sostentamento, un pasto caldo e acqua potabile. 

Sarebbero almeno 3600 i seminaristi che necessitano di un aiuto economico per proseguire negli studi; a questo si aggiunge anche il problema dei docenti, che in molti casi abbandonano la cattedra per motivi personali o alla ricerca di condizioni economiche migliori. 

I vescovi indonesiani e i vertici di Gotaus - movimento laico a sostegno dei seminari minori - hanno promosso la visita alla parrocchia di san Matteo con lo scopo di raccogliere fondi e finanziare il percorso di studi dei futuri sacerdoti. E in migliaia hanno risposto all'appello, partecipando in massa alla solenne celebrazione eucaristica concelebrata da tutti e 31 i vescovi presenti, assieme al parroco p. Susilo. Durante e al termine della messa i membri del movimento cattolico hanno promosso raccolte e donazioni speciali per finanziare i seminari. 

La raccolta fondi si è svolta in un clima di festa, che ha coinvolto tanto i parrocchiani quanto i vescovi che ne hanno approfittato per scattare foto e immortalare questo momento così significativo nella vita della comunità. Accogliendo l'invito di Papa Francesco, i prelati indonesiani hanno inoltre promesso di abbandonare le loro "zone di conforto" per andare incontro alla gente senza troppi formalismi.

In Indonesia, nazione musulmana più popolosa al mondo, i cattolici sono una piccola minoranza composta da circa sette milioni di persone, pari al 3% circa della popolazione. Nella sola arcidiocesi di Jakarta, i fedeli raggiungono il 3,6% della popolazione. La Costituzione sancisce la libertà religiosa, tuttavia la comunità è vittima di episodi di violenze e abusi, soprattutto nelle aree in cui è più radicata la visione estremista dell'islam, come ad Aceh. Essi sono una parte attiva nella società e contribuiscono allo sviluppo della nazione o all'opera di aiuti durante le emergenze, come avvenuto per in occasione della devastante alluvione del gennaio 2013. 

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