22/11/2014, 00.00
INDONESIA
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Jakarta crea una task force per combattere la mafia del settore energetico

di Mathias Hariyadi
Burocrazia, corruzione e malaffare hanno spinto i prezzi verso l’alto. Sotto la lente di ingrandimento i contratti per la fornitura di petrolio e gas. Pur avendo molti giacimenti, il Paese importa dall’estero per soddisfare il proprio fabbisogno energetico. Necessarie trasparenza e lotta alle infiltrazioni mafiose.

Jakarta (AsiaNews) - Il governo indonesiano del presidente Joko "Jokowi" Widodo, attraverso il ministro dell'Energia e delle riserve minerarie Sudirman Said, annuncia la nascita di una squadra di esperti nella lotta contro la cosiddetta "mafia del gas e del petrolio". Essa ha potuto operare per anni nella più completa impunità, determinando i prezzi e il valore di acquisto del greggio tramite la compagnia statale Pertamina, che opera attraverso la Petral, con base a Singapore. Burocrazia, corruzione e malaffare hanno spinto i prezzi verso l'alto, ripercuotendosi così sulle tasche dei cittadini per il vantaggio di pochi. 

Faisal Basri, economista, a capo della nascitura task force, pur con toni blandi a parole promette invece, nei fatti, una lotta a tutto campo; egli sottolinea che questa mafia ha potuto operare impunita "per anni" perché non vi è stata una applicazione "trasparente" dei protocolli. Tra i vari fattori, sottolinea l'esperto e docente all'università di Indonesia, vi è anche "il processo di compravendita" del carburante e "la segretezza che circonda le operazioni di acquisto delle forniture". 

L'economista e la sua squadra opereranno alle dipendenze del ministero dell'Energia, col compito di controllare e rivedere tutti i passaggi che portano all'acquisto di gas e petrolio. Per prima cosa, avverte, è necessario creare istituzioni forti che operano nel campo economico all'insegna della trasparenza, eliminando infiltrazioni e opportunismo. 

Il ministro Sudirman Said spiega che in tutto l'arcipelago vi sono vasti giacimenti di gas e petrolio, tuttavia il Paese continua a importare dall'estero per soddisfare il proprio fabbisogno; una pratica che ha creato forti scompensi al bilancio nazionale e bloccato nuovi progetti di sviluppo. Nei prossimi sei mesi la task force antimafia, creata in via ufficiale lo scorso fine settimana, dovrà fornire osservazioni e direttive utili per imprimere una decisa inversione di tendenza. 

In particolare, gli esperti saranno chiamati a "rivedere" tutte le licenze ai vari livelli e nei vari canali distributivi, studiare le normative in tema di approvvigionamento energetico e rafforzare istituti e leggi per la lotta alla corruzione. Sotto la lente della squadra anticorruzione finiranno anche le attività della Petral e degli altri istituti che "nasconderebbero affari e attività opache" come ha spiegato il ministro. 

 

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