16/06/2008, 00.00
FILIPPINE
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Jolo: bomba alla cattedrale, rafforzate le misure di sicurezza

di Santosh Digal
Gli artificieri hanno fatto brillare un ordigno collocato nei presi della chiesa, nella piazza principale della città; ancora ignoti gli autori e il movente alla base del gesto. A Sibugay ritrovato il cadavere di uno dei ribelli islamici implicati nel sequestro di p. Giancarlo Bossi.

Jolo (AsiaNews) – Giro di vite in tema di sicurezza a Jolo, nella provincia di Sulu teatro di una guerra sanguinaria fra l’esercito filippino e i gruppi ribelli islamici, dopo il ritrovamento di una bomba nella piazza centrale della città, a poca distanza dalla cattedrale, nella serata di sabato. Secondo una radio locale gli artificieri hanno rimosso l’ordigno e lo hanno fatto brillare, mentre le forze di polizia hanno aperto una indagine per capire chi possa aver piazzato la bomba e quale sia il movente alla base del gesto.

Nel frattempo un leader dissidente del Fronte Moro di liberazione islamico (MILF), accusato di aver preso parte al sequestro di p. Giancarlo Bossi, missionario del PIME rapito a Payao nel giugno del 2007, è stato ucciso nei pressi di Sibugay, a Zamboanga. Il tenete colonnello Romeo Brawer Jr, portavoce dell’esercito, riferisce che il comandante Akiddin Akiddin Abdusalam è stato assassinato in una imboscata attorno alle 4 di sabato pomeriggio nella città di Kabansalan.

Il fatto di sangue riporta alla mente i drammatici giorni del rapimento del missionario italiano, per 39 giorni nei mani dei suoi sequestratori: una liberazione pagata a caro prezzo dal Governo, che nelle operazioni di ricerca dell’ostaggio ha perso diversi uomini. Il 10 luglio dello scorso anno, 14 membri del corpo dei marines sono caduti in un’imboscata tesa dai ribelli islamici nella provincia di Basilan: 10 di loro erano stati sgozzati.   

 

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