25/03/2020, 08.49
AFGHANISTAN
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Kabul, attacco a un tempio sikh: 11 morti e 200 ostaggi

L’operazione è in corso nel quartiere di Shorbazar. Nel Paese i sikh sono un’esigua minoranza religiosa di appena 300 famiglie. I talebani negano ogni responsabilità. Stallo al vertice allontana ancora le prospettive di pace. Dipartimento di Stato Usa riduce gli aiuti.

Kabul (AsiaNews/Agenzie) – Questa mattina alcuni attentatori hanno assaltato un tempio sikh a Kabul, mentre i fedeli erano riuniti in preghiera. Secondo le prime ricostruzioni, almeno tre uomini con addosso una cintura esplosiva sarebbero entrati nel Dharamshala (area dedicata al culto) nel quartiere di Shorbazar, e avrebbero aperto il fuoco contro i presenti. Al momento si contano 11 morti e si teme la presenza di almeno 200 ostaggi tenuti prigionieri.

L’attacco è iniziato alle 7.45 di stamane ed è ancora in corso. Tariq Arian, portavoce del ministero dell’Interno, fa sapere che le forze di sicurezza stanno operando nell’area del complesso religioso e si muovono con prudenza per evitare l’aumento delle vittime.

Per ora nessun gruppo islamico ha rivendicato l’assalto e il portavoce dei talebani ha negato ogni responsabilità. In Afghanistan i sikh rappresentano un’esigua minoranza religiosa, con appena 300 famiglie. Secondo Narender Singh Khalsa, deputato che rappresenta la minoranza in Parlamento, gli attentatori volevano provocare il maggior numero di morti, perché all’ora dell’attacco il luogo di culto era pieno di fedeli.

Per gli esperti, la violenza è una conseguenza delle tensioni al vertice che bloccano il Paese da mesi, dopo il risultato delle urne che ha assegnato la vittoria al presidente uscente Ashraf Ghani. Lo sfidante Abdullah Abdullah, Chief executive del governo, reclama per sé la vittoria e sta bloccando le trattative per la pace tra governo di Kabul e militanti talebani, dopo la storica intesa di Doha tra Stati Uniti e fondamentalisti e l’inizio del ritiro delle truppe Usa.

A riprova del clima incandescente tra le diplomazie internazionali, due giorni fa il segretario di Stato Usa Mike Pompeo è arrivato a Kabul per una “visita urgente”, con l’obiettivo di ricomporre la frattura tra i due leader e seguire le tappe per il cammino di pace stabilite in Qatar. Poche ore dopo, ha lasciato la capitale senza un accordo per superare lo stallo. L’esito è stato annunciato ieri: il Dipartimento di Stato americano ridurrà di un miliardo di dollari gli aiuti al governo afghano.

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