Kathmandu, buddisti asiatici di fronte alle sfide della modernità
“Il buddismo – afferma Ramesh Dhungel organizzatore dell’incontro – nasce nel passato e con questa conferenza vogliamo discutere i cambiamenti necessari per adeguare la religione alle sfide della modernità”.
Alla due-giorni hanno partecipato leader religiosi, studenti e ricercatori provenienti da Nepal, India, Thailandia, Corea del Sud, Myanmar, Giappone, Sri Lanka e Bhutan, Paesi dove la fede religiosa si confronta sempre di più con i problemi sociali legati a guerre e sviluppo economico.
Junichiro, monaco buddista giapponese, afferma che “tutte le religioni possono trasmettere alla gente un messaggio di pace e solidarietà”. “In questi giorni – racconta - mi hanno colpito molto i messaggi di vicinanza e aiuto per le vittime dello tsunami inviati dai vari leader religiosi in particolare da papa Benedetto XVI”. Il monaco sottolinea che la cultura della pace si raggiunge solo attraverso la religione e per diffonderla è necessaria la cooperazione fra la varie fedi.
Baran Yadav, presidente del Nepal, ha sottolineato nel suo discorso di apertura il ruolo fondamentale della religione nel portare pace e solidarietà nel mondo, soprattutto nei Paesi come il Nepal per anni devastati dalla guerra.
“Lo spirito del buddismo è diffondere la pace”, ha affermato. “Lo sviluppo e la creazione di una società senza paura e il messaggio di Bhudda hanno avuto un ruolo fondamentale nella Costituzione democratica del Nepal”. “Tuttavia – ha aggiunto – anche se Bhudda è nato in Nepal, il Paese non è ancora in pace e tutti dovremo impegnarci per raggiungerla”.




