24/11/2008, 00.00
INDIA
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Kerala, alla processione di Cristo Re si prega per la fine delle violenze anti-cristiane

Migliaia di fedeli hanno sfilato per le vie della città chiedendo libertà religiosa in India e maggiore protezione per la comunità cristiana. A Chennai 28 movimenti femminili hanno indetto una manifestazione chidendo giustizia per Suor Meena, la religiosa stuprata dai fondamentalisti indù.

Kollam (AsiaNews/Agenzie) – Il 23 novembre migliaia di fedeli della diocesi di Kollam, nel Kerala, hanno partecipato alla tradizionale Kristhu Raj rally – la processione di Cristo Re  – per chiedere la fine delle violenze contro i cristiani in India.

La processione è un appuntamento tradizionale per la diocesi di Kollam, una delle più antiche del Paese; la giornata di ieri (vedi foto) è divenuta anche occasione per invocare la libertà religiosa in India, manifestare solidarietà alla comunità cristiana dell’Orissa e per chiedere maggiore protezione per i cristiani, vittime di crimini che restano spesso impuniti.

Alla manifestazione hanno aderito fedeli provenienti da 102 parrocchie: essa ha preso il via dalla scuola di Sant’Aloisio e si è conclusa al Convitto femminile di San Giuseppe, dove i leader religiosi hanno tenuto un comizio. Durante il percorso i fedeli hanno intonato slogan e canti accompagnati da una schiera di curiosi, molti dei quali non cristiani, che seguono da sempre la processione di Cristo Re.

Mons. Stanley Roman, vescovo di Kollam, ha sottolineato che “l’armonia fra i fedeli di religioni diverse è stata il marchio di fabbrica del Kerala nel passato”, mentre oggi vi sono “molti problemi”. “Non dobbiamo permettere all’infezione di diffondersi”, afferma il prelato. “Al contrario dobbiamo identificarne le cause” e promuovere il concetto di “amore, giustizia e verità”.

Il 22 novembre a Chennai, nel Tamil Nadu, oltre 2000 persone – molte le donne e i fedeli non cristiani – hanno aderito a una seconda marcia di protesta contro le violenze anti-cristiane in Orissa. La manifestazione è stata indetta da 28 gruppi femminili del Women’s initiative for secular India (Wisi) e vi hanno aderito attori, scrittori, suore e gente comune, che hanno sfidato la pioggia battente percorrendo le vie della città. I dimostranti hanno chiesto alla magistratura indagini approfondite per punire gli autori dello stupro ai danni di suor Meena Barwa.

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