16 Gennaio 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 23/12/2008, 00.00

    IRAQ

    Kirkuk, il Natale più forte delle persecuzioni



    Il desiderio più ricorrente per le famiglie irachene è “partecipare alla messa di mezzanotte”. Problemi legati alla sicurezza non lo permettono, ma resta la speranza per il futuro. Preghiere, scambi di auguri con i “fratelli musulmani” e la condivisione del cibo della festa sono il segno di un obiettivo condiviso: il ritorno alla normalità.

    Kirkuk (AsiaNews) – Per la comunità cristiana di Kirkuk il regalo di Natale più atteso “è la partecipazione alla Messa di mezzanotte”. Un desiderio che anche quest’anno non potrà essere esaudito: le celebrazioni notturne sono vietate per questioni legate alla sicurezza. Resta però la speranza che “un giorno il Paese ritrovi la pace” e la “libertà”: questa è la ragione di fondo che spinge le famiglie a restare – fra difficoltà e sofferenze – ed a testimoniare con la loro vita il senso più profondo della festività natalizia.

    In questi giorni di Avvento AsiaNews ha incontrato tre famiglie di Kirkuk (di cui non pubblichiamo i nomi, per evidenti motivi di tutela della loro incolumità), grazie alle quali si può cercare di capire l’atmosfera che si respira in attesa del Natale e il significato della festa in una zona segnata da conflitti e violenze. “A Natale le famiglie si riuniscono per partecipare alla Messa”, racconta una donna. “Anche se non è più possibile celebrare la funzione della mezzanotte, è pur sempre bello vedere così tante persone che si riuniscono a contemplare il volto di Dio nel Bambino del presepe”. La messa solenne di mezzanotte – celebrata in realtà alle 5.30 del pomeriggio del 24 e trasmessa in diretta televisiva da un canale satellitare –  è il momento più importante per le famiglie di Kirkuk, dopo la quale “c’è il tradizionale scambio di auguri: serenità per le famiglie e pace per tutto l’Iraq”.

    Nei giorni che precedono la festa, le famiglie raccontano l’emozione con la quale si “vive l’attesa, si addobba l’albero e si prepara il presepio in tutte le case”. Vi è poi la consuetudine di “scambiarsi visite tra famiglie, recitare preghiere in comune e condividere il cibo, un elemento fondamentale”. Per il pranzodi Natale vengono preparate delle pietanze “speciali per l’occasione: il dolce tradizionale della festa, la Klecia, un composto a base di farina cotta e datteri che viene cucinato con giorni di anticipo. Poi vi sono i piatti a base di carne di agnello e le bevande. Sono tutti elementi che rendono il Natale un momento unico”, raccontano i cristiani di Kirkuk.

    La ricorrenza anche qui è una speciale occasione di festa per i bambini, per i quali vi sono "momenti di svago e di gioco nella settimana fra Natale e Capodanno; tra questi l’arrivo di Babbo Natale, che distribuisce doni e dolciumi. E poi feste a tema per i giovani e le donne, momenti attesi e che vedono una grande partecipazione”.

    Quello che la gente descrive, non è altro che il tentativo di “vivere in normalità” che è spesso negata alle famiglie cristiane irachene, costrette a subire violenze e persecuzioni pur non mancando le “testimonianze di solidarietà e affetto da parte di una parte preponderante della comunità musulmana”. Una vicinanza che viene confermata dagli scambi di auguri che i “fratelli musulmani” rivolgono ai cristiani in occasione del Natale. E dalle attenzioni verso i più bisognosi, con “la distribuzione gratuita di 400 polli alle famiglie povere della città, perché anche loro possano festeggiare il Natale”.

    All’interno della comunità cristiana “non si vive un clima di paura. La festa, al contrario, si trasforma in un momento di rinnovata speranza: siamo pronti a celebrare il Natale – raccontano – con gioia. La preghiera diventa un mezzo per alleviare le sofferenze e per farci sentire vicini ai cristiani di tutto il mondo, che ricordano la nascita di Gesù. La nostra voce urla con forza ‘Siamo ancora qui’ per testimoniare Cristo, certi del fatto che non siamo soli”.

    Mons. Louis Sako, arcivescovo della diocesi di Kirkuk, attraverso AsiaNews lancia un messaggio di auguri ai fedeli: “Per me Natale – sottolinea il prelato – significa rinascere ogni giorno nella difficoltà quotidiana. La festa ci invita ad amare, ad accogliere, a condividere senza barriere. Con questa forza profonda che sorge della nostra fede, possiamo davvero realizzare la pace”.(DS)

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    22/12/2008 IRAQ
    Vescovi irakeni: Ecco il nostro Natale fra speranze e sofferenze
    I vescovi iracheni raccontano ad AsiaNews il clima nel Paese alla vigilia della festa. Rispetto ai tempi di Saddam Hussein vi è una maggiore libertà, ma resta il pericolo di violenze. I prelati sottolineano gli elementi positivi sulla via del dialogo e chiedono al governo passi concreti nella tutela dei diritti.

    13/03/2009 IRAQ
    Kirkuk, cristiani e musulmani pregano per mons. Rahho e per i martiri irakeni
    Oggi è il primo anniversario dal rapimento e dalla morte dell'arcivescovo di Mosul. La comunità locale ha affollato la chiesa per onorare la memoria del presule. Alla funzione sono intervenuti anche diversi musulmani. Arcivescovo di Kirkuk: Oltre 700 uccisi, anche bambini. Il sangue dei martiri irakeni è un invito a “cooperare per la riconciliazione nazionale”.

    04/12/2012 IRAQ
    Avvento a Kirkuk: giovani in aiuto di bambini poveri cristiani e musulmani
    L’adesione all’iniziativa voluta dall’arcivescovo “ha davvero sorpreso tutti”. Parte dei fondi destinati anche ai malati dell’ospedale pediatrico, ai bisognosi di cure e medicine. Mons. Sako: portare “la gioia di Cristo nei loro cuori” a Natale, un messaggio di “speranza, dinamismo e condivisione”.

    12/12/2011 IRAQ
    Kirkuk: Avvento e Natale, segni della presenza di Cristo fra gli uomini
    Una radio trasmette in tutta la diocesi un messaggio di speranza; anche i musulmani possono capire le radici della fede cristiana. I giovani hanno organizzato incontri di meditazione e preghiera. Un gruppo ha allestito un presepe in una tenda beduina. Vertice a Washington fra al Maliki e Obama, a pochi giorni dal ritiro completo delle truppe Usa.

    02/12/2013 IRAQ - VATICANO
    Mar Sako: il Papa in Iraq, una "necessità" per i cristiani che sperano nel "miracolo" siriano
    Il Patriarca caldeo testimonia il "bisogno" di solidarietà e vicinanza alla comunità cristiana irakena. I musulmani apprezzano "i gesti simbolici" di papa Francesco e ne esaltano il carattere "profetico". Per Mar Sako la presenza cristiana in Medio oriente è "essenziale" ed è necessario preservarne "l'identità". L'ordinazione di un sacerdote e sei nuovi diaconi fonte di speranza in questo periodo di Avvento.



    In evidenza

    CINA - VATICANO
    I nuovi leader all’Assemblea dei cattolici: dominano la vecchia guardia e i vescovi illegittimi

    Elizabeth Li

    Riconfermati Ma Yinglin e Fang Xingyao a presidenti del Consiglio dei vescovi e dell’Associazione patriottica rispettivamente. Sempre esaltati i principi di indipendenza, autonomia, autogestione e sinicizzazione. Nessun “segnale positivo” come sperato dal Vaticano.


    CINA-VATICANO
    All’Assemblea dei rappresentanti cattolici cinesi si loda “indipendenza e autonomia”

    Bernardo Cervellera

    All’incontro sarebbero presenti 59 vescovi, oltre al direttore dell’amministrazione statale per gli affari religiosi e membri del Fronte unito. I futuri cambi nella leadership del Consiglio dei vescovi e dell’Associazione patriottica. Nell’osanna all’autonomia (dalla Santa Sede) un segnale non positivo. Il Global Times ribadisce le precondizioni per il dialogo. Una Chiesa di Stato. Le critiche del card. Joseph Zen e di Giustizia e Pace di Hong Kong. Una cattolica: Questa assemblea è uno schiaffo in faccia al Vaticano.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®