15/09/2009, 00.00
IRAQ
Invia ad un amico

Kirkuk, libero il medico cristiano da un mese nelle mani dei rapitori

Samir Gorja, 50 anni e padre di due figli, è stato rilasciato dietro pagamento “di un riscatto importante”. Egli presenta segni di torture in tutto il corpo. Per la sua liberazione cristiani e musulmani avevano lanciato un appello congiunto. Arcivescovo di Kirkuk: “un vero testimone di Cristo”.
Kirkuk (AsiaNews) – Samir Gorja, medico 50 enne cristiano da un mese nelle mani dei sequestratori, è stato liberato nel tardo pomeriggio di oggi. Lo confermano fonti di AsiaNews a Kirkuk, che riferiscono di “torture e abusi” subiti nel corso della prigionia; l’uomo, infatti, presenta “profonde ferite in tutto il corpo, sulle braccia, le mani, il dorso, il petto: è stato torturato”. Per la sua liberazione “la famiglia ha pagato un riscatto importante”, anche se non è stata specificata la somma versata ai sequestratori.
 
Mons. Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk, si è subito recato in ospedale per visitare il medico cristiano, di cui ha sempre sottolineato “la grande fede: un vero testimone di Cristo”, come lo ha definito spesso.
 
Il 29 agosto scorso, durante una cena organizzata da mons. Sako per l’inizio del Ramadan, un centinaio di personalità di primo piano cristiane e musulmane (sciite e sunnite) avevano lanciato un appello congiunto per la sua liberazione. ““Musulmani e cristiani – ha sottolineato durante la cena l’arcivescovo – condannano questo sequestro e tutte le azioni che non fanno il bene del Paese”.
 
Samir Gorgia, 50enne sposato e padre di due figli, un maschio e una femmina, è stato rapito verso le 9 di sera del 18 agosto, mentre rientrava a piedi nella sua abitazione. Durante le concitate fasi del sequestro è stato ucciso un passante, anch’egli di fede cristiana. “Anche in questo caso – racconta la fonte di AsiaNews – si tratta di una persona ben conosciuta. È un medico specialista, noto e apprezzato da tutti” per la dedizione al lavoro.
 
Fonti di AsiaNews in Iraq confermano che alla base dei rapimenti, perpetrati da bande locali, vi sono “motivi economici”. I cristiani – da sempre punto di riferimento culturale ed economico del Paese – vengono rapiti “per ottenere un riscatto” da esponenti della criminalità organizzata o malviventi che agiscono per denaro.(DS)
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Kirkuk, ucciso infermiere cristiano. Mons. Sako: situazione “preoccupante”
05/10/2009
Mons. Louis Sako: I musulmani ci chiedono di favorire la riconciliazione nazionale
02/09/2009
Kirkuk: liberato il giovane insegnante cristiano, con l’aiuto dei musulmani
22/05/2009
Mons. Sako: quello di Bagrad è stato un tentativo di sequestro finito in tragedia
16/01/2009
Kirkuk, banda armata sequestra un insegnante cristiano
14/05/2009