17/10/2019, 08.46
HONG KONG - CINA
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Kowloon: Jimmy Sham, leader delle proteste, attaccato con martelli e chiavi inglesi

di Paul Wang

Ha riportato ferite alle braccia e alla testa. A fine agosto è stato colpito in un ristorante con mazze da baseball e coltelli. Finora almeno 9 personalità del movimento anti-estradizione hanno subito attacchi da teppisti sconosciuti. Il governo condanna l’attacco come “inaccettabile”. Ancora insulti e interruzioni per Carrie Lam.

Hong Kong (AsiaNews) – Il leader del Fronte civico per i diritti umani, fra i promotori delle grandi proteste nel territorio, è stato attaccato da un gruppo di uomini con martelli e chiavi inglesi, lasciandolo sanguinante sulla strada con ferite alla testa e alle braccia. Alcuni passanti che han cercato di difenderlo sono stati minacciati a loro volta.

L’attacco è avvenuto ieri sera verso le 7.30 nella Arran Lane a Tai Kok Tsui (Kowloon), mentre Sham si recava a un incontro del suo gruppo a Mong Kok. Il Fronte è fra gli organizzatori delle maggiori proteste anti-estradizione, fra cui quella del 16 giugno scorso, che ha radunato 2,3 milioni di persone. Le manifestazioni del Fronte sono anche fra le più pacifiche.

Sham è pure candidato alle elezioni del Consiglio di distretto a Shatin.

Non è la prima volta che Sham viene attaccato: lo scorso 28 agosto, in un ristorante nel quartiere di Jordan, lui e un suo conoscente sono stati picchiati da alcuni uomini mascherati che brandivano coltelli e mazze da baseball. Dallo scorso agosto, almeno nove personalità del fronte democratico hanno subito attacchi da teppisti sconosciuti.

Ricoverato all’ospedale Kwong Wah, Sham oggi sta recuperando ed è stato visto parlare con il suo avvocato, seduto su una sedia a rotelle. In un suo messaggio sui social, egli ringrazia tutti e dice di voler “guarire presto per continuare ad insistere sulle nostre cinque domande e sul nostro volere pacifiche, razionali e non violente proteste”.

“Cinque domande, non una di meno” è divenuto lo slogan del movimento anti-estradizione, che riassume le richieste fatte al governo di Hong Kong, fra cui varare un’inchiesta indipendente sull’uso eccessivo della forza da parte della polizia e garantire una piena democrazia al territorio.

Secondo i membri del Fronte, l’attacco è un tentativo di intimidire la gente di Hong Kong per frenarla nel partecipare a manifestazioni non violente, come quella che si prepara per domenica 20 ottobre.

Essi denunciano che le violenze rischiano di provocare nuovi scontri fra manifestanti e polizia.

Il governo di Hong Kong ha condannato l’attacco come “totalmente inaccettabile”.

Intanto, quest’oggi al Legco (il parlamento di Hong Kong), il capo dell’esecutivo Carrie Lam ha cercato di rispondere alle domande sul suo Policy Address di ieri. Ma anche oggi è stata interrotta più volte da parlamentari pro-democratici che l’accusano di essere responsabile delle divisioni e delle violenze nel territorio e di avere “le mani insanguinate”. Almeno 10 parlamewntari sono stati allontanati dall’aula.

Ieri, per la prima volta nella storia di Hong Kong, Carrie Lam non ha potuto pronunciare il suo discorso nel parlamento, ma ha dovuto diffonderlo via video, a causa delle proteste di molti parlamentari.

Foto: Telegram

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