15/07/2017, 09.00
MALAYSIA
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Kuala Lumpur, lavoratori stranieri arrestati. La preoccupazione dei parlamentari Asean

Detenuti oltre 3.300 lavoratori senza regolari documenti. La Malaysia ha dato il via alla politica di tolleranza zero un giorno dopo la scadenza del termine per la registrazione. Mu Sochua, dell’Assemblea cambogiana: “Non colpire ulteriormente delle persone vulnerabili”. Nel Paese vi sono due milioni di lavoratori migranti registrati e almeno altri due milioni illegali. Dall'inizio di quest'anno, più di 30mila lavoratori senza documenti sono stati rimandati nei loro Paesi d'origine.

Kuala Lumpur (AsiaNews/Agenzie) – I parlamentari del sud-est asiatico hanno invitato la Malaysia a trattare in modo equo i lavoratori senza documenti e a rispettare i loro diritti umani. Kuala Lumpur è impegnata in una campagna contro l’immigrazione che, secondo le statistiche del governo, questo mese ha portato all’arresto di oltre 3.300 stranieri. Il Dipartimento per l’immigrazione della Malaysia afferma infatti che, alle 22.00 dello scorso 12 luglio, durante le operazioni iniziate il 1 luglio, gli agenti delle forze dell’ordine avevano arrestato 3.323 lavoratori senza regolari documenti.

I detenuti sono per lo più provenienti da Paesi del sud-est e dell'Asia meridionale. Essi comprendono 1.230 bangladeshi, 825 indonesiani, 273 cittadini di Myanmar, 119 vietnamiti, 123 thailandesi e 95 filippini. A riferirlo sono i funzionari del dipartimento. La Malaysia ha dato il via alla sua politica di tolleranza zero un giorno dopo la scadenza del termine, fissato dal governo, per la registrazione dei lavoratori con le autorità dell’immigrazione.

I parlamentari dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico per i diritti umani (Asean - Aphr) hanno rilasciato una dichiarazione che esprime preoccupazione per il giro di vite in corso in Malesia. “Il desiderio di ridurre il numero di lavoratori illegali nel Paese non può mai essere una scusa per colpire ulteriormente delle persone vulnerabili”, ha dichiarato Mu Sochua, membro del consiglio di amministrazione e dell'Assemblea nazionale cambogiana. Il gruppo si descrive come un collettivo di parlamentari regionali costituito da deputati in carica, ex ed in pensione, appartenenti alle 10 nazioni del blocco Asean.

Secondo i parlamentari regionali, il governo malaysiano aveva registrato solo 161mila migranti senza documenti attraverso il proprio Programma di carte elettroniche temporanee per lavoratori stranieri. Si tratta di un'iniziativa per dare l'opportunità a tutti i datori di lavoro, che hanno assunto lavoratori stranieri senza permessi di lavoro per la mancanza di manodopera in alcuni settori dell’economia, di registrare i propri dipendenti. Mustafar Ali, il direttore generale del dipartimento immigrazione, ha dichiarato lo scorso 12 giugno che, a causa delle assunzioni illegali, sono stati arrestati anche 63 impresari. Ali ha affermato che, dall'inizio di quest'anno, più di 30mila lavoratori senza documenti sono stati rimandati nei loro Paesi d'origine.

Secondo le organizzazioni non governative, in Malesia, Paese con 32 milioni di abitanti, risiedono due milioni di lavoratori migranti legalmente registrati e almeno altri due milioni illegali. La maggior parte degli immigrati senza documenti è impiegata nel settore delle costruzioni, nelle piantagioni di olio di palma, nelle fabbriche e nei servizi di pulizia, lavori che i malaysiani descrivono come “pericolosi, difficili e sporchi”. Dopo che la sua economia ha registrato una forte crescita negli ultimi anni, la Malaysia, una federazione di 13 stati e tre territori federali, ha subito un aumento del numero di lavoratori a basso reddito, provenienti soprattutto da Vietnam, Indonesia, Nepal, Myanmar e Bangladesh.

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