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    » 04/01/2017, 09.18

    CINA

    L’emergere della fazione di Wang Qishan

    Willy Lam

    La lotta contro la corruzione sta solidificando un’alleanza fra Xi Jinping e Wang Qishang. Ma si assiste anche alla nascita di due nuove fazioni nel frastagliato panorama del Partito comunista. La lotta contro la corruzione, che spinge la popolazione ad applaudire Xi, sta consumando aspetti dello “Stato di diritto”. Dall’esperto di politica cinese Willy Lam, per gentile concessione della Jamestown Foundation (Traduzione a cura di AsiaNews).

    Hong Kong (AsiaNews) -  “I mandarini possono appiccare grandi incendi, ma la gente comune non può neppure accendere una candela”: questo proverbio viene spesso usato per descrivere gli stravaganti privilegi di cui godono le autorità. Dopo il recente Sesto Plenum del Partito comunista cinese (Pcc) il Comitato centrale ha conferito a Xi jinping il nobile titolo di “Cuore della leadership”; il presidente ha di nuovo messo in guardia contro le cricche di “carrieristi e cospiratori” nel Partito. Eppure due alti funzionari stanno facendo proprio questo. Il presidente stesso e il suo principino alleato Wang Qishang, un membro del Comitato permanente del Politburo (Pbsc) che dirige la Commissione centrale per le ispezioni disciplinari (Ccdi), hanno creato proprie fazioni per far crescere la loro influenza nel Partito., Xi ha affidato alte cariche nel governo e nel Pcc a dozzine di suoi ex-subalterni del Zhejiang e del Fujian (vedi China Brief, novembre 11). Anche Wang, che rinnoverà di sicuro il proprio mandato quinquennale al Pbsc durante il 19esimo Congresso del Partito previsto il prossimo anno [nel 2017], ha esteso rapidamente il proprio impero burocratico.

    Due promozioni, annunciate subito dopo il Sesto Plenum, dimostrano la forza dell’embrionale fazione Wang Qishan, composta in parte da funzionari che hanno lavorato e contribuito nel Partito alla gestione del portafoglio anticorruzione. A novembre Chen Wenqing (陈文清), un vice segretario del Partito al Ccdi, è stato eletto ministro della Sicurezza nazionale, considerato dagli intellettuali liberali come “il Kgb cinese”. Inoltre, anche Huang Shuxian (黄树贤), un altro subalterno di Wang al Ccdi, è stato nominato ministro degli Affari civili. Per quattro anni Wang ha diretto il ministero della supervisione – un’ala del Ccdi che si occupa di dipendenti pubblici – prima di essere trasferito agli Affari civili (Phoenix TV, 8 novembre; People’s Daily, 7 novembre).

    Alcuni funzionari assegnati da Wang a sovrintendere le indagini di corruzione nelle province, sono stati ricompensati con alte cariche regionali. Il miglior esempio è forse quello di Huang Xiaowei (黄晓薇), un membro del Comitato permanente del Ccdi che nel 2014 è stato “paracadutato” nella provincia dello Shanxi in qualità di responsabile del Consiglio provinciale del Partito per una governance pulita. La provincia dello Shanxi è stata a lungo ritenuta una “zona disastrata dalla corruzione”. È stata anche la base della “grande tigre” Ling Jihua – braccio destro dell’ex presidente Hu Jintao che all’inizio del 2016 è stato condannato a morte per corruzione ed abuso di potere. Lo scorso settembre Huang è stato promosso vice capo del Partito nello Shanxi, dopo aver condannato con successo quasi 30 funzionari (Chinenews.com, 23 novembre; Caixin.com, 23 novembre; Ta Kung Pao [Hong Kong], 10 ottobre 2014).

    Altri membri della fazione Wang Qishan in rapida crescita, sono promettenti funzionari che hanno lavorato con il carismatico principino quando serviva nel settore delle finanze. Fra il 2008 e il 2013 Wang è stato vice premier addetto alle finanze; un top manager della China Construction Bank e della People’s Bank of China dal 1989 al 1997; vice governatore del Guangdong addetto alle finanze dal 1998 al 2000. Molti dei subalterni di Wang sono diventati maggiori responsabili del mondo bancario. Ad esempio Tian Huiyu, segretario di Wang quando quest’ultimo dirigeva la China Construction Bank, è presidente della China Merchants Bank a partire dal 2013 (Straits Times [Singapore], 10 novembre; Xinhua, 8 maggio 2013). Wang ha anche giocato un ruolo nell’assegnare alte cariche nell’amministrazione regionale a molti dei suoi protetti. Un esempio primario degli associati finanziari di Wang che hanno avuto successo è Jiang Chaoliang (蒋超良), segretario del Partito della provincia di Hubei. Un ex alto esecutivo dell’Agricoltural Bank of China e della Communications Bank, la collaborazione a stretto contatto di Jiang con Wang è iniziata a metà degli anni ’90 (New Evening Post [Beijing], 30 ottobre; Apple Daily [Hong Kong], 29 ottobre).

    Un altro sottoinsieme della fazione Wang Qishan è composto da suoi compari e subordinati di quando Wang è stato sindaco di Pechino dal 2003 al 2007. Ad esempio Lin Duo, governatore del Gansu, è stato prima vice segretario e poi segretario del Patito nel distretto Xicheng di Pechino, quando Wang era a capo del governo municipale centrale della capitale. Prima della sua promozione nel Gansu, all’inizio del 2016, Lin ha lavorato come membro del Consiglio provinciale del Liaoning, dove è stato addetto alla disciplina del Partito. Si dice che Wang abbia messo una buona parola sulla promozione di Lin per aver egli risolto svariati casi di corruzione nella provincia nordorientale (DWnews.com [Beijing], 21 aprile; United Daily News [Taipei], 30 marzo).

    Dato che la lotta contro la corruzione è senza dubbio la più popolare politica del presidente Xi,  forse non c’è da stupirsi che il “cuore della leadership” abbia permesso a Wang di trasformare l’apparato anti-corruzione in un formidabile feudo burocratico. Negli ultimi quattro anni, lo staff del Ccdi ha più che triplicato il proprio organico. Il Ccdi ha ricevuto trattamenti speciali in molti modi. Il dipartimento per l’organizzazione centrale del Partito, guidato dal membro del Politburo Zhao Leji, ha l’autorità per gestire tutti gli affari del personale dell’intero apparato del Partito-Stato. In modo simile, il dipartimento centrale per la propaganda del Partito, guidato dal membro del Politburo Liu Qibao, dovrebbe seguire i lavori relativi alla pubblicità per tutte le unità del Partito e del governo. Nonostante queste norme, solo al Ccdi è stato dato il permesso dal Pbsc di stabilire le proprie unità di organizzazione e propaganda (CCDI website, 27 dicembre 2014; Sohu.com, 28 marzo 2014). Inoltre, secondo fonti cinesi in contatto con quest’autore, il Ccdi ha ricevuto l’autorizzazione dal presidente Xi per mettere in piedi un’unità di polizia disciplinare. Mentre il Ccdi ha sempre avuto un numero limitato di investigatori, esso è carente di forze di polizia che diano battaglia alle “grandi tigri” sia a livello locale che nazionale. Prima dello stabilimento della propria forza di polizia, l’organo centrale di anticorruzione doveva affidarsi solo a funzionari del dipartimento di polizia del ministero della pubblica sicurezza e al procuratorato per portare a termine una gran quantità di missioni anticorruzione. [1]

    Dopo il sesto Plenum, il cui tema è promuovere disciplina e comportamenti morali fra i funzionari del Partito e gli impiegati statali, il Ccdi ha ottenuto permessi dal Comitato centrale del Partito di incrementare ancora di più il proprio potere. Un gruppo centrale per una ricerca approfondita del sistema di supervisione, guidato da Wang, è stato stabilito con il compito di creare comitati di supervisione in tutte le unità statali. Xinhua ha citato una direttiva dell’Ufficio generale del Pcc in cui dice che l’obiettivo di un nuovo sistema di supervisione era “costruire un organo nazionale anticorruzione sotto la leadership del Partito … [nel quale] le autorità mobiliteranno più risorse per l’anticorruzione e costruiranno un sistema che assicura che i funzionari non oseranno e non potranno essere corrotti.” I comitati di supervisione dovrebbero assumere i poteri e le funzioni sia del Ministero della supervisione, sia degli uffici di anticorruzione presenti nel sistema di procuratorato nazionale. Comitati “pilota” per la supervisione sono stati già collocati nella municipalità di Pechino e nelle province dello Shanxi e del Zhejiang. Mentre l’esatto quadro di riferimento dei comitati di supervisione devono essere ancora comunicati, non c’è quasi dubbio che essi accresceranno l’autorità del Ccdi – e di Wang (Ta Kung Pao, 27 novembre; China.org.cn, 26 novembre; Xinhua, 7 novembre).

    Durante la conferenza stampa tenutasi il giorno dopo il Sesto Plenum, Deng Maosheng, un antico funzionario dell’Ufficio generale del Pcc ha puntualizzato che nel Partito non ci sono normative stringenti riguardo le età di pensionamento per i funzionari di alto grado. Deng ha asserito che la convenzione qishang baxia (七上八下, i funzionari sopra i 68 anni non possono più far parte del PBSC) non è stata altro che un “sentito dire” (VOA Chinese, 1 novembre; RTHK [Hong Kong], 30 ottobre). Dato che Wang avrà 69 anni al tempo del 19esimo Congresso del Partito, l’affermazione di Deng si è rivelata un’ottima scusa per Wang di servire per altri cinque anni al Pbsc. In più, dal 2014, il dipartimento per l’organizzazione centrale, ha reiterato che per promozione di quadri promettenti non bisogna dare eccessivo peso all’età o ai tassi di crescita del Pil entro la loro giurisdizione (Nikkei Asian Review, 11 novembre ; Xinhua, 2 settembre 2014).

    Ci sono molte ragioni per cui Xi vorrebbe Wang nel Pbsc come minimo fino al 20esimo Congresso del Partito nel 2022. Sebbene negli ultimi quattro anni il  [tema sul] “Cuore della leadership” abbia avuto un discreto successo nel mettere insieme una fazione legata a Xi Jinping, essa non può ancora essere paragonata alla fazione di Shanghai (guidata dall’ex presidente Jiang Zemin) o alla fazione della Lega dei giovani comunisti (capeggiata dall’ex presidente Hu Jintao) in termini di numeri, influenza e copertura geografica. La condivisione delle risorse delle fazioni di Xi e Wang comporta che Xi avrà più possibilità di promuovere membri di queste due cricche “lealiste” al Comitato centrale e al Politburo che sarà varato nel 19mo Congresso del Partito.

    Conclusione

    In conclusione, il “fenomeno Wang Qishan” non fa bene presagire sull’avanzamento dello “Stato di diritto con caratteristiche cinesi”. Il Ccdi è diventato uno dei più potenti “feudi” del Partito. Le sue attività anticorruzione, sebbene applaudite dai cittadini medi, sono condotte al di fuori dei quadri di legalità nazionale. La commissione non è nemmeno soggetta al controllo di nessuna Assemblea nazionale del popolo [il parlamento cinese] o dalla Corte Suprema del popolo (Hong Kong Economic Journal, 10 ottobre; Apple Daily [Hong Kong], 30 giugno 2014). La possibilità che Wang possa sfidare norme ben stabilite come il raggiungimento dell’età di pensionamento, è un altro duro colpo alle riforme istituzionali intraprese dal patriarca Deng Xiaoping all’inizio degli anni ’80.

    Allo stesso modo, i quadri liberali e gli intellettuali temono che Xi continuerà ad affidarsi all’arma dell’anticorruzione impugnata dal potentissimo Ccdi di Wang per intimidire ed eliminare oppositori dell’implacabile e auto-esaltato “Cuore della leadership”. Ma una tale tattica minerebbe la sua spinta verso lo Stato di diritto. La campagna anticorruzione ha gonfiato la popolarità di Xi e l’alleanza strategica tra lui e i gruppi di potere di Wang appare stabile. Per adesso, entrambi i gruppi hanno bisogno l’uno dell’altro. Ma il crescente potere di Wang alla fine, potrebbe fare di lui una minaccia.

    Note

    1. Intervista dell’autore a due funzionari di Pechino vicini al ministero della supervisione e alla commissione centrale per l’ispezione disciplinare; 25 e 30 novembre.

     

    • Vedi di più a: https://jamestown.org/program/emergence-wang-qishan-faction/#sthash.FSwxs2n7.dpuf
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