11/08/2008, 00.00
THAILANDIA
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L’ex premier Thaksin resta in Gran Bretagna per evitare processi "politici"

Dal suo esilio volontario l’ex primo ministro fa sapere che non farà ritorno in Thailandia per rispondere delle accuse di corruzione e abuso di potere. Egli avrebbe dovuto comparire oggi davanti ai giudici di Bangkok e ribadisce che si tratta di “accuse a sfondo politico”.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – L’ex premier Thaksin Shinawatra, in esilio volontario nel Regno Unito, non farà ritorno in Thailandia. Lo ha comunicato lo stesso Thaksin alla stampa sottolineando che lui e la moglie resteranno in Inghilterra, Paese nel quale vi è una “democrazia consolidata” e non vi sono rischi di procedimenti a suo carico per finalità politiche. L’ex primo ministro avrebbe dovuto comparire questa mattina in un tribunale di Bangkok per rispondere delle accuse di corruzione per le quali è incriminato, ma egli insiste che si tratta di imputazioni "a sfondo politico” volute con lo scopo di estrometterlo dalla leadership del Paese.

Thaksin è stato incriminato, con la moglie, il loro figlio adottivo e la segretaria, per avere evaso tasse per milioni di dollari nel 1997, attraverso complicate cessioni di azioni societarie. Lo scorso 31 luglio i giudici hanno condannato la moglie dell’ex premier, Pojaman Shinawatra, a tre anni di carcere per evasione fiscale: secondo il magistrato la donna avrebbe nascosto al fisco oltre 16 milioni di dollari. Thaksin, al momento del colpo di Stato del 2006 che l’ha rovesciato dalla carica di primo ministro, era considerato il quarto uomo più ricco del Paese e aveva saputo costruire un vero e proprio impero economico nel settore delle telecomunicazioni. Le sue proprietà, che ammontano a circa due miliardi di dollari, sono state congelate in attesa delle sentenza in merito alle accuse di corruzione e abuso di potere; il suo partito, Thai Rak Thai, è stato dichiarato illegale all’indomani del golpe militare che lo ha deposto mentre il premier è stato inibito per cinque anni dalla vita politica thailandese.

Dal suo esilio inglese egli si è “scusato” con il “suo popolo” per il mancato rientro in patria, ma spera di potervi tornare un giorno “per morire nella mia terra”. Nel frattempo si gode la gabbia dorata nella quale si è rinchiuso, avendo egli numerose proprietà nel Regno Unito, comprese partecipazioni azionarie nella squadra del Manchester City.

 

 

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