19/11/2012, 00.00
INDIA
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L'addio di un milione di indiani a Bal Thackeray, storico leader nazionalista indù

di Nirmala Carvalho
Il fondatore dello Shiv Sena si è spento il 17 novembre a 86 anni. Carismatico e controverso, con il suo partito rivendicava l’identità del popolo indù originario del Maharashtra (i marathi), contro tutte le altre minoranze etniche e religiose. Legato al Bharatiya Janata Party (Bjp, ultranazionalista) dal 1980, ha sostenuto le violenze di Mumbai tra indù e musulmani e la demolizione della moschea di Babri Masjid ad Ayodhya. Con la Chiesa cattolica, si era scontrato su una legge che proponeva di controllare le scuole materne.

Mumbai (AsiaNews) - Più di 1 milione di persone ha affollato ieri le strade di Mumbai, per dare l'ultimo saluto a Balasaheb Thackeray, carismatico e controverso fondatore del partito nazionalista Shiv Sena, morto a 86 anni dopo una lunga malattia il 17 novembre scorso. Nella giornata di ieri, per evitare disordini, la polizia ha blindato la capitale del Maharashtra, in particolare la zona intorno alla residenza del defunto, Matoshree, nel ricco quartiere di Bandra East. In serata, secondo la tradizione indù, il figlio Uddhav ha acceso la pira funebre su cui è stato cremato il corpo del padre. Grande protagonista di alcune delle pagine più violente e razziste contro le minoranze della storia dell'India, Thackeray è stato ricordato dal primo ministro Manmohan Singh come "un consumato comunicatore, la cui statura politica in Maharashtra era unica". Per lui, ha aggiunto il premier, "gli interessi del Maharashtra erano molto importanti, e ha sempre lavorato per inculcare un sentimento di orgoglio nella sua gente".

Nato nel 1926, Bal Thackeray inizia la sua carriera come vignettista politico. Nel 1966 - ad appena sei anni dalla creazione dello Stato del Maharashtra - fonda lo Shiv Sena ("esercito di Shiva"), partito nazionalista che rivendica l'orgoglio marathi  e salvaguarda gli interessi degli abitanti del Maharashtra. Thackeray raccoglie consensi facendo leva su questioni sociali come la disoccupazione giovanile e la discriminazione sul posto di lavoro. Con tali premesse, nel 1980 è quasi naturale vedere lo Shiv Sena legarsi al Bharatiya Janata Party (Bjp), partito ultranazionalista indù, e abbracciare l'ideologia hindutva. Dal 1995 al 1999, il partito è alla guida del Maharashtra: anche se lo chief minister è Manohar Joshi, la mano di Bal Theckaray è dietro ogni azione promossa in quegli anni dallo Shiv Sena.

"Il peso di Bal Theckaray - nota ad AsiaNews Ram Puniyani, intellettuale e attivista - è legato a due fattori. Da una parte, vi erano i suoi sostenitori, che si identificavano nella sua politica di 'figlio della terra', diretta contro gli abitanti di altri Stati; dall'altra, vi erano quelli spaventati dalla violenza dei suoi seguaci". Nel 2002 e nel 2008, Thackeray ha incitato i suoi sostenitori a formare delle squadre suicide indù, per scagliarsi ed eliminare i musulmani.

Per fomentare le azioni violente, spiega Puniyani, "egli ha incentrato la sua politica solo su questioni di identità. L'altra faccia della medaglia era il sostegno all'ideologia hindutva: ancora una volta basata sull'identità, quella indù, e rivolta contro le minoranze". Secondo l'attivista, "il suo coinvolgimento nella demolizione della Babri Masjid, la moschea di Ayodhya, compiuta dai nazionalisti indù (1992) e nei disordini tra indù e musulmani a Mumbai (1992-1993) lo mostrano in modo evidente".

In oltre 40 anni di presenza sulla scena politica indiana, la strada di Bal Theckaray ha incrociato anche quella della Chiesa cattolica. Nel 1996, il Maharashtra Pre-School Centres (Regulation of Admission) Act - legge che propone di riservare il 50% dei posti nelle scuole materne ai bambini che vivono vicini alla scuola, non più scelti dal consiglio scolastico - scatena la reazione della Chiesa.La mossa è considerata un modo per controllare i prestigiosi istituti cristiani. L'allora arcivescovo di Mumbai, il card. Ivan Dias, si fa promotore di una campagna per fermare l'attuazione della legge, riferendosi all'art. 30 della Costituzione, che dà alle minoranze il diritto di fondare e amministrare le proprie scuole. Nella diocesi, la Chiesa gestiva circa 136 istituti.

Secondo fonti locali, Thackeray aveva chiesto un incontro privato nella sua casa con il porporato. Tuttavia, il card. Dias declinerà l'invito, spiegando che Thackeray sarebbe stato sempre il benvenuto all'arcivescovado di Mumbai. Poco dopo, la proposta di legge verrà richiusa in un cassetto e mai approvata.

 

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