22/08/2017, 11.23
PAKISTAN
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L'esempio di suor Ruth Pfau nei libri di testo pakistani

di Kamran Chaudhry

La suora di origini tedesche ha speso la sua vita per curare i lebbrosi del Pakistan. I funerali di Stato celebrati il 19 agosto a Karachi. Far conoscere agli studenti l’esempio della religiosa per allontanare le sirene del terrorismo.

Lahore (AsiaNews) – La Chiesa cattolica del Pakistan chiede al governo di aggiungere un capitolo sulla vita della dottoressa Ruth Pfau nei libri di testo, in modo da ricordare la sua grande opera sociale in favore dei malati di lebbra. Le gerarchie ecclesiastiche hanno dato il proprio consenso all’iniziativa promossa da un’associazione di studenti. L’obiettivo è far conoscere alle generazioni future il contributo della suora, membro della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, deceduta il 10 agosto all’età di 87 anni. Shahid Rehmat, direttore esecutivo della Youth Development Foundation (Ydf), afferma ad AsiaNews: “Suor Ruth ha aiutato gli intoccabili del nostro Paese, curando persone di ogni fede. Il miglior modo per promuovere il suo ministero è educare i nostri figli ai suoi principi di amore per l’umanità, uguaglianza e fratellanza”.

Rehmat è intervenuto durante una veglia di preghiera in ricordo della suora, definita la “Madre Teresa del Pakistan”. La fiaccolata si è svolta il 20 agosto al Liberty Chowk di Lahore. Vi hanno preso parte circa 50 persone, sia cristiani che musulmani, che hanno esposto striscioni con le scritte “#Balanced Education” [istruzione equilibrata – ndr] e “#ReadAboutRuthPfau” [leggere di Ruth Pfau – ndr].

Secondo il direttore della Ydf, suor Ruth “ha curato le malattie fisiche, ma grazie al suo esempio, noi possiamo disfarci delle malattie del discorso dell’odio, della violenza, dell’ignoranza e della discriminazione religiosa. La luce per i lebbrosi può illuminare le tenebre della mentalità dominante”. L’attivista ritiene che la società pakistana abbia “dimenticato le minoranze religiose perché i libri di testo non raccontano più le storie dei politici e delle personalità non islamiche. La storia incompleta che viene insegnata nelle nostre scuole produce solo cittadini faziosi, che non hanno interesse [a difendere] i diritti delle minoranze”.

Il 19 agosto scorso si sono svolti i funerali della dottoressa nella cattedrale di san Patrizio a Karachi. Per lei, il governo di Islamabad ha voluto organizzare una cerimonia di Stato, un riconoscimento del tutto inusuale per un cittadino straniero in un Paese a maggioranza islamica. La bara di suor Ruth è stata avvolta nella bandiera pakistana e portata a braccio dai soldati dell’esercito. I suoi resti riposeranno nel cimitero cristiano di Gora Qabristan, sempre a Karachi. In precedenza, la zona attorno alla cattedrale era stata chiusa al traffico e ai fedeli è stato chiesto di non portare telefoni cellulari e di registrarsi sul libro delle presenze.

P. Jamil Albert, sacerdote francescano presente alla veglia di preghiera a Lahore, ha detto: “Siamo grati ai leader del Paese per aver riconosciuto l’opera della nostra sorella, che tutti noi dovremmo seguire. Lei è stata una madre per tutti”. “Purtroppo – ha aggiunto con amarezza – abbiamo davvero poche storie positive nel nostro Paese. I terroristi cercano di reclutare i nostri giovani. Ma noi possiamo ispirare gli studenti con la storia di una suora che ha scelto di lasciare il proprio Paese [la Germania, ndr] per aiutare il nostro”.

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