03/04/2017, 10.53
TERRA SANTA
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La “piccola presenza cristiana” in Terra Santa ha bisogno del sostegno di tutta la Chiesa

Le offerte raccolte saranno inviate a sostegno della comunità di Terra Santa. Con le crisi in Medio Oriente e le persecuzioni dei cristiani aumentano le spese “straordinarie” e la Colletta non basta. L’appello del prefetto della Congregazione per le Chiese orientali per la “piccola presenza cristiana in Medio Oriente” che “bisogno di sentire il sostegno e la vicinanza di tutta la Chiesa”. Il Custode: “amore per le pietre vive della Terra Santa”.

Gerusalemme (AsiaNews) – “Vivere oggi la fede cristiana in Medio Oriente, lo sappiamo, non è affatto facile”, ed è per questo motivo che “la piccola presenza cristiana” ha “bisogno di sentire il sostegno e la vicinanza di tutta la Chiesa”. Questo l’appello di card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, per la tradizionale Colletta del Venerdì Santo.

Voluta in particolare da Paolo VI, attraverso l’esortazione apostolica Nobis in animo del 25 marzo 1974, la donazione viene raccolta in tutte le Chiese cattoliche del mondo e copre il 75% dei fondi della Custodia di Terra Santa. I territori che ne beneficiano del sostegno dalla Colletta sono numerosi: Gerusalemme, Palestina, Israele, Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia, Eritrea, Turchia, Iran e Iraq.

Tuttavia, come si evince dal “rapporto sommario” delle spese del 2015-16, pubblicato dalla Congregazione, le donazioni non sono sufficienti.

Nel 2015-16 la Colletta ha raccolto 1.833.339,20 euro e 5.275.601,56 dollari americani, insufficienti a coprire le numerose spese: solo i sussidi per l’attività scolastica sono ammontati a 3 milioni di dollari, 1,4 dei quali indirizzati alla Bethlehem University, che forma 3mila studenti. I sussidi ordinari per le Chiese di Terra Santa sono stati di quasi 2 milioni dollari e 19mila euro.

A queste spese si sono aggiunte quelle “straordinarie” – più di 800mila dollari e 20mila euro – “a causa della follia umana e le atrocità del cosiddetto stato dell’Islam” che “hanno costretto molti cristiani a lasciare i propri paesi, specialmente la Siria e l’Iraq”. Al centro, le “necessità dei cristiani rimasti in questi paesi” e il bisogno di assicurare “una vita dignitosa a chi è rifugiato nei paesi limitrofi, come Libano e Giordania”.

Per questo motivo, la Congregazione chiede “una maggiore cooperazione e un impegno generoso dei cristiani di tutto il mondo verso i loro fratelli e sorelle della Terra Santa e del Medio Oriente”.

L’economo della Custodia di Terra Santa, padre Ramzi Sidawi, ha sottolineato in un’intervista l’importanza delle opere pastorali e sociali della Custodia a Betlemme, Gerusalemme e Nazareth. Fra queste, “la questione delle case che la Custodia dà in affitto alla gente locale”, in particolare a Gerusalemme, un modo “aiutarli a rimanere in questa terra”. La residenza a Gerusalemme, infatti, concede ai palestinesi un documento che gli permette di lavorare e spostarsi. Ma accontentare tutti è difficile perché “appena si diffonde la voce che una casa è stata liberata, arrivano decine di richieste, ma non possiamo darla se non a una sola famiglia”.

Intervistato da AsiaNews, il Custode di Terra Santa, p. Francesco Patton, ribadisce l’importanza della colletta per la vita e il servizio della Custodia, insieme a tutte le donazioni che la Terra Santa riceve nel corso dell’anno da “persone che la amano”. In particolare, p. Patton ricorda le attività pastorali e di carità, a beneficio non solo dei Cristiani cattolici di Terra Santa, ma anche delle altre comunità. Fra gli esempi, gli appartamenti assegnati ai locali, “in particolare le coppie di giovani sposi”, le scuole e le opere di misericordia basilari. 15 le scuole della Custodia, frequentate da 10mila bambini, “anche musulmani”.

“Ci sono le attività delle parrocchie – spiega p. Patton – non solo quelle più grandi di Gerusalemme, Betlemme e Nazareth, ma anche Acco, Cana e Gerico”. Inoltre, i 50 santuari della Custodia tenuti aperti, al servizio dei pellegrini: una risorsa per i locali, cristiani e non, per creare un “piccolo circolo economico virtuoso”.

Fra le opere di mantenimento dei luoghi sacri, si ricorda l'opera di restauro dell’Edicola del Santo Sepolcro di Gerusalemme conclusa di recente. La Custodia ha annunciato, in un comunicato stampa congiunto, che la Santa Sede ha stanziato un milione di dollari per il restauro dell’area circostante all’Edicola e per la Basilica della Natività di Betlemme: “La cura e l’attenzione per questi due Luoghi Santi, che da secoli alimentano la fede della Chiesa e quella di innumerevoli pellegrini, sono segno ed espressione dell’amore per Cristo stesso”.

Per p. Patton le donazioni del Venerdì Santo rappresentano il simbolo di un amore per la Terra Santa: “Chi dona ama la comunità cristiana, quella che noi chiamiamo le ‘pietre vive’ della Terra Santa, e ama le pietre dei santuari, rese anch’esse ‘vive’ delle preghiere dei pellegrini”.

 

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