06/03/2009, 00.00
CINA
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La “solita” politica cinese: dissidenti agli arresti per l’Assemblea nazionale del popolo

Sono autori di petizioni, democratici, difensori dei diritti umani: usciranno dopo la fine dell’Anp. Condannato a 4 anni di carcere Yuan Xianchen per avere difeso i diritti dei minatori e chiesto più democrazia.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La polizia ha messo agli arresti o sotto sorveglianza dissidenti e attivisti per i diritti umani, prima dell’Assemblea nazionale del popolo (Anp) iniziata ieri a Pechino. Intanto il 4 marzo la corte di Jixi (Heilongjiang) ha condannato l’attivista Yuan Xianchen a 4 anni di carcere per “istigazione alla sovversione contro il potere dello Stato”.

Yuan, arrestato il 24 maggio 2008, ha aiutato i minatori di Didao (Jixi) a chiedere alla miniera il denaro che spetta loro. Tra i suoi “crimini” c’è la diffusione di una richiesta di maggiore democrazia, fuori del palazzo dell’Anp nel 2005. Egli è colpevole anche di aver rilasciato  interviste a media esteri e di aver aiutato Yang Chunlin a raccogliere migliaia di firme nell’Heilongjiang per la petizione: “Abbiamo bisogno di diritti umani, non di Olimpiadi”. Yang è già stato condannato a 5 anni di carcere.

René Xia, di Chinese Human Rights Defenders, denuncia che la condanna è fondata su confessioni estorte a Yuan con la tortura e che la Corte non ha voluto compiere indagini in merito come chiesto dalla difesa.

Intanto Human Rights in China denuncia numerosi arresti, subito prima dell’Anp. Fra questi Feng Jusheng e Chen Heying del villaggio di Wuma, vicono Changzhi (Shanxi), che hanno guidato la protesta contro le autorità locali accusate di avere venduto illegalmente terreni dei contadini. I due hanno preparato una “lettera aperta” firmata dai contadini e inviata ai delegati dell’Anp. La mattina del 3 marzo la polizia li ha portati via e poco dopo sono stati condannati ciascuno a 15 giorni di detenzione amministrativa, che può essere irrogata senza un regolare processo. Usciranno dopo la fine del congresso.

Il 2 marzo a Pechino la polizia ha posto agli arresti domiciliari e malmenato Wang Xiuzhen, 64 anni, che dal 1998 presenta petizioni per ottenere serie indagini su un investimento truffaldino nel quale molti lavoratori hanno perso decine di milioni di dollari. Wang, ricoverata in ospedale per le percosse, potrà uscire dopo la fine del congresso, il 18 marzo.

Sono stati messi sotto stretta sorveglianza, tra gli altri, il dissidente Jiang Qisheng, i membri delle chiese domestiche Hua Huiqi (nella foto) e Xu Yonghai, il fondatore del Partito democratico cinese Zha Jianguo.

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