06/08/2004, 00.00
BANGLADESH
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La Caritas chiede aiuti per scongiurare una crisi umanitaria

Le acque si ritirano ma sale il bisogno di fondi per interventi di ricostruzione e primo soccorso

Dhaka (AsiaNews) – Il livello delle acque sale e con esso il numero delle vittime e dei fondi necessari ai soccorsi. In Bangladesh i morti sono arrivati a 638, ma quello che più preoccupa le autorità e le organizzazioni internazionali sono i 30 milioni di senzatetto e il loro destino dopo le alluvioni di questa stagione.

La Caritas internazionale ha lanciato ieri un nuovo appello di 3 milioni dollari per portare a termine i programmi di primo soccorso e ricostruzione nel Paese.

Due terzi del territorio nazionale sono sommersi dalle inondazioni e sempre maggiore diventa l'emergenza acqua e cibo tra la popolazione colpita. Più di un milione e mezzo di persone nei 4.994 rifugi allestiti per i soccorsi, combatte ogni giorno contro al mancanza di acqua potabile, cibo e servizi sanitari.

Il World Food Programme (WFP) ha avvertito il Governo del Bangladesh di una possibile crisi umanitaria dopo le inondazioni. Il Paese non ha sufficienti riserve alimentari per fronteggiare le necessità del post-monsone. Per supplire a questo, l'organismo Onu ha previsto un programma di emergenza, che partirà tra due settimane ed è  rivolto a circa 5 milioni di persone. Intanto, le malattie provocate dall'utilizzo di acqua sporca continuano a mietere vittime tra gli alluvionati, soprattutto bambini, facendo salire il livello d'allarme per i rischi di vaste epidemie. I pazienti, dall'inizio delle inondazioni a luglio, sono 100 mila, circa 7.464 solo dal 3 agosto, di cui 7 i morti. I disturbi più frequenti sono diarrea, dissenteria e colera, ma anche malattie respiratorie come la polmonite, o della pelle come la scabbia. La situazione è aggravata, poi, dalla mancanza di tavolette per purificare l'acqua, sali per via orale (ORS), soluzioni di cloro, da distribuire ai malati e non. Forti febbri, itterizia e malattie legate all'apparto digerente sono alcuni dei nuovi disturbi che, in questi giorni, cominciano a registrarsi nelle zone colpite.

Tra i bambini, l'assenza di cibo adeguato alla loro età, di medicine e prodotti per l'igiene di base, causa gravi malattie legate alla malnutrizione. 

I danni non sono solo in termini di vite umane. Le violente piogge hanno provocato ingenti perdite economiche in tutto il Paese. La stagione monsonica di quest'anno, la più disastrosa dal 1988, ha causato danni per circa 7, 2 miliardi di dollari. Il ministero dell'agricoltura ha reso noto che le perdite nel settore agricolo ammontano a circa 3,7 miliardi di dollari, mentre nel campo dell'industria tessile e dell'abbigliamento a 500 milioni di dollari. Colpiti dal disastro anche il campo dell'allevamento, della pesca e delle coltivazioni in serra. Gli agricoltori dovranno comprare, nelle zone non inondate, i semi di Aman (riso) ad un prezzo 4 o 5 volte superiore del normale. L'acqua ha distrutto circa 30mila serre (costruite per incrementare i guadagni dell'agricoltura) e altre 85 mila solo in modo parziale, lasciando senza lavoro 100 mila persone e causando danni per 4 milioni di dollari.

Alla luce di questi dati, il Governo è costretto a rivedere i suoi piani finanziari per il 2004 e spostare fondi verso le costruzioni di nuove strade, linee ferroviarie e abitazioni. Per questo tipo di operazioni le autorità del Paese hanno lanciato un appello alla comunità internazionale, non potendo contare solo sulle proprie forze.

I prezzi di riso, olio commestibile e legumi sono saliti alle stelle nelle zone più remote. Qui la popolazione è la più povera e la mancanza di lavoro non permette loro neppure di guadagnarsi il necessario per sopravvivere. Gli agricoltori più bisognosi sono costretti a vendere pollame e bestiame a prezzi stracciati, per non morire di fame.

Per iniziare gli interventi di ricostruzione si attende il ritiro delle acque, fenomeno che però porta con sé anche preoccupazione. In zone come Chandpur, Sirajganj, Gaibhanda, Kurigram, Bagura, Manikganj e Munshiganj Bhola, infatti, le acque che si ritirano, creano erosione, frane e  distruzione di abitazioni.

L'appello Caritas

La Caritas, dopo aver rivisto i programmi iniziali, ha avvertito: "Per evitare una crisi umanitaria in Bangladesh, servono 3 milioni di dollari da investire in nuovi interventi a breve e a lunga scadenza".

Primo soccorso

Attualmente i soccorsi distribuiscono prodotti di prima necessità a 31.700 famiglie dei 25 distretti più colpiti del Paese. I 6 uffici regionali della Caritas a Baribal, Dhaka, Dinajpur, Khulna, Mymensingh e Rajshahi  forniscono a ogni famiglia 15 kg di riso, 3 kg di legumi, 1 litro di olio di soia e 1 kg di sale. I nuovi piani prevedono di arrivare a servire 44.188 famiglie entro il 25 agosto. Previsto, inoltre, un potenziamento delle 35 unità che distribuiscono medicinali di base.

Data la situazione critica, tutti i membri della Caritas impegnati nel Paese (circa 3.398) hanno deciso di donare il proprio salario giornaliero all'organizzazione.

Interventi di ricostruzione

Il peggiorare delle condizioni in Bangladesh, ha portato la Caritas a rivedere i piani iniziali relativi alle opere di ricostruzione. Il programma prevede la riparazione di strade, ponti, abitazioni e fognature. Il nuovo programma prevede, inoltre, la costruzione di 8mila case a basso costo, anziché 5mila iniziali, appena le acque si ritireranno. La precedenza verrà data alle famiglie più povere, in particolare a vedove e anziani. (MA)

 

Chiunque voglia contribuire ai soccorsi Caritas in Bangladesh può eseguire un bonifico bancario sul conto N. 710-26967, American Express bank Ltd., SWIFT Code No. AEIBBDDX Motijheel Commercial Area, Dhaka-100, Bangladesh.

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