19/02/2014, 00.00
INDIA
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La controversa nascita del Telangana, il 29mo Stato dell'India

L'Andhra Pradesh Reorganisation Bill è passato nella Camera bassa del Parlamento, e ora attende il voto in Camera alta. Il decreto, che sancisce la divisione dell'Andhra Pradesh e la creazione di un nuovo Stato, continua a suscitare molte perplessità e polemiche. I fautori dell'indipendenza denunciano le condizioni di arretratezza della regione di Telangana, per colpa dell'Andhra. I detrattori sostengono che con la scissione lo sviluppo di entrambe le parti ne risentirà.

Hyderabad (AsiaNews/Agenzie) - Entro la fine di febbraio, l'India potrebbe salutare la nascita del suo 29mo Stato: il Telangana, una delle tre regioni dell'Andhra Pradesh. Ieri la Lok Sabha (Camera bassa) ha passato l'Andhra Pradesh Reorganisation Bill. Domani toccherà alla Rajya Sabha (Camera alta) esprimersi sul decreto. Il provvedimento è al centro di forti discussioni e polemiche: molto criticato soprattutto da alcuni esponenti del Congress (partito di governo), che pure ne ha fatto un suo cavallo di battaglia negli ultimi mesi. A confermare lo scontro che suscita questo decreto sono anche le dimissioni presentate oggi da Kiran Kumar Reddy, chief minister dell'Andhra Pradesh, che ha deciso di lasciare non solo la sua carica, ma anche il suo posto nel Congress, di cui fa parte.

"Sono contrario - ha dichiarato Reddy nel motivare la sua decisione - alla divisione dei telugu [gruppo etnolinguistico di maggioranza in Andhra Pradesh, ndr] per salvare voti e poltrone". Tra le critiche mosse contro il Congress, infatti, vi è una certa fretta nel voler approvare "a tutti i costi" il decreto, per apparire vicino alle istanze del popolo in vista delle elezioni generali del prossimo maggio. Un atteggiamento che si scontra, tra l'altro, con il fatto che tra i più fermi sostenitori dell'Andhra Pradesh Reorganisation Bill c'è il Bharatiya Janata Party (Bjp), partito nazionalista indù leader dell'opposizione, che in più occasioni ha usato questo tema per discutere con il Congress.

La questione Telangana - e il movimento indipendentista che ne è derivato - risale al 1956, quando le regioni Telangana e Andhra vengono fuse insieme per formare lo Stato dell'Andhra Pradesh, con capitale Hyderabad. Già allora il popolo di Telangana manifesta delle perplessità: se da una parte la sua economia è meno sviluppata, dall'altra la regione è ricca di risorse, rappresentate soprattutto dal delta dei fiumi Krishna e Godavari. Andhra però è più sviluppata dal punto di vista culturale ed educativo, e può usare questo suo vantaggio per sfruttare Telangana.

Il popolo viene rassicurato con il cosiddetto "Patto tra gentiluomini", firmato appunto nel 1956 dai leader delle due regioni. Nell'accordo si promette di distribuire in maniera equa risorse ed entrate, rappresentanza politica, e di fornire a tutto lo Stato uguali strutture sanitarie ed educative.

Tuttavia, secondo i sostenitori dell'indipendenza le promesse fatte nel Patto non sono state onorate, lasciando così la regione di Telangana in una condizione generale di arretratezza, sfruttata dalla parte più colta, educata e avanzata dello Stato. Le proteste del movimento indipendentista si sono intensificate a partire dal 2004, con manifestazioni talvolta degenerate in gesti violenti.

Qualora la Rajya Sabha dovesse passare l'Andhra Pradesh Reorganisation Bill, mancherà solo la ratifica del presidente dell'India, Pranab Mukherjee, perché nasca il 29mo Stato del Paese. In quel caso, Telangana comprenderà 10 dei 23 distretti dell'attuale Andhra Pradesh, inclusa Hyderabad. La città inoltre sarà capitale "condivisa" dai due Stati per i prossimi 10 anni, per poi restare al Telangana. L'Andhra Pradesh dovrà invece sviluppare una nuova capitale.

Nel annunciare le sue dimissioni, Kiran Reddy ha ben spiegato il perché lui (e altri) non approvano la divisione: "Non sono contrario alle aspirazione del popolo di Telangana, ma alla decisione di dividere lo Stato, perché non è negli interessi delle due regioni. Lo sviluppo ne risentirebbe con effetto immediato, e le annose dispute in materia di energia, irrigazione, istruzione, impiego e altri settori diventerebbero una questione dibattuta con cadenza regolare". 

 

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