02/05/2016, 10.04
SIRIA - USA - ONU
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La diplomazia internazionale "al lavoro" per fermare i combattimenti ad Aleppo

Il segretario di Stato Usa a Ginevra per mediare un fragile cessate il fuoco nella capitale del nord. In programma incontri con l’inviato speciale Onu e i ministri degli Esteri di Giordania e Arabia Saudita. Il prossimo round di colloqui indiretti in programma a Ginevra dal prossimo 10 maggio. 

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - Il segretario di Stato americano John Kerry è a Ginevra, in Svizzera, sede dei colloqui indiretti Onu per la pace in Siria, per discutere le modalità per sostenere il fragile cessate il fuoco parziale nel Paese. Il capo della diplomazia statunitense ha in programma incontri urgenti sulla situazione attuale con l’inviato speciale delle Nazioni Unite Staffan de Mistura e i ministri degli Esteri di Giordania e Arabia Saudita. Obiettivo fermare i combattimenti, in particolare nella città di Aleppo dove in una decina di giorni sono morti oltre 250 civili. 

In precedenza un alto funzionario russo della Difesa aveva annunciato negoziati per raggiungere un cessate il fuoco nella “capitale del nord” della Siria. Washington chiede a Mosca di esercitare pressioni sull’alleato a Damasco, per fermare quelli che definisce “bombardamenti indiscriminati”. 

Il governo siriano e Mosca rispondono che gli attacchi intendono colpire i miliziani del Fronte di al Nusra, gruppo jihadista affiliato ad al Qaeda, escluso dalla tregua Onu di fine febbraio, e responsabile secondo molti dell’escalation di violenze ad Aleppo. 

“Sono ore critiche” ha affermato Kerry giungendo a Ginevra, per questo “cerchiamo la collaborazione della Russia”. Il segretario di Stato Usa ricorda la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che chiede un cessate il fuoco e assistenza umanitaria su tutto il territorio nazionale. “Ovviamente, questo non è successo in passato e non sta accadendo ora” ha concluso il capo della diplomazia di Washington. 

In risposta un alto ufficiale dell’esercito russo ha confermato “negoziati attivi” in corso per stabilire “un regime di calma nella provincia di Aleppo”. Intanto fonti locali riferiscono che ieri nella città la situazione era di poco migliorata, sebbene si siano registrati alcuni raid aerei governativi e colpi di mortaio dalle aree in mano ai ribelli. 

Un nuovo round di colloqui di pace sulla Siria sotto l’egida delle Nazioni Unite dovrebbe iniziare il prossimo 10 maggio, sempre a Ginevra. 

Nell’ultimo periodo si sono intensificati i combattimenti nel nord della Siria, nella provincia e nella metropoli di Aleppo, seconda per importanza del Paese. L’area è divisa in due settori, quello ovest sotto il controllo governativo e la parte orientale nelle mani dei ribelli. Le violenze mettono in grave pericolo la fragile tregua in vigore dal 27 febbraio scorso, che aveva permesso un miglioramento della situazione umanitaria e fatto sperare in una cessazione - a breve - delle ostilità. 

Ieri papa Francesco al termine del Regina Caeli ha rinnovato il proprio appello alla pace nel Paese, esortando “tutte le parti coinvolte nel conflitto a rispettare la cessazione delle ostilità e a rafforzare il dialogo in corso, unica strada che conduce alla pace”. Dal 2011 la Siria è martoriata da un conflitto che, dal marzo 2011, ha causato almeno 270mila morti e milioni di sfollati, originando un’emergenza umanitaria senza precedenti. Fra le aree più colpite la città di Aleppo, dove jihadisti dello Stato islamico e miliziani di al Nusra (affiliati ad al Qaeda) combattono contro gruppi ribelli e soldati governativi. Una lotta senza quartiere, che finisce per colpire soprattutto la popolazione civile come ha raccontato ad AsiaNews il parroco p. Ibrahim Alsabagh. 

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