24/04/2009, 00.00
CINA - STATI UNITI
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La moglie dell’avvocato attivista Gao Zhisheng si appella al Congresso Usa

Gao da mesi è stato portato via dalla polizia cinese ed è scomparso, si ignora persino dove sia detenuto. Ora la moglie chiede agli Usa di intervenire.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Lettera aperta di Geng He, moglie dell’avvocato difensore dei diritti Gao Zhisheng, che chiede al Congresso Usa di premere su Pechino affinché dica almeno dove è detenuto.

Nella lettera, rivelata ieri dal gruppo Human Rights in China, la donna spiega che il 4 febbraio la polizia ha prelevato Gao nel villaggio di Xiaoshibanqiao (Shaanxi): da allora non ne ha notizie, non sa nemmeno dove sia detenuto e si dice “estremamente preoccupata” per la sua salute.

“Io sono sola e isolata – scrive Geng – e posso solo fare appello a voi perché facciate pressione sul governo cinese perché cessi la persecuzione contro mio marito e dica al mondo dove si trova e come sta”.

Geng con i due figli (in una recente foto) è fuggita dalla Cina e ha eluso la polizia viaggiando a piedi e in motocicletta e pagando un mercante di schiavi per essere guidata. Dalla Thailandia è volata l’11 marzo negli Stati Uniti, dove ha ricevuto lo status di rifugiata.

Gao Zhisheng era membro stimato del Partito comunista e lodato come uno dei migliori avvocati del Paese. Poi ha difeso i diritti di minatori, cristiani sotterranei, seguaci del Falun Gong contro la autorità. Nel 2007 l’avvocato ha scritto una lettera aperta al Congresso Usa denunciando le violazioni contro i diritti umani in Cina, ma poi è stato arrestato e torturato per settimane, anche con scariche elettrice ai genitali e bruciature di sigaretta nel corpo.

In passato Washington ha più volte fatto pressioni su Pechino per il rispetto dei diritti umani. Si aspetta ora di vedere la risposta del Congresso dopo che, a febbraio, il nuovo Segretario di Stato Hillary Clinton, nel suo primo viaggio ufficiale in Cina, ha chiarito che nei rapporti tra i due Paesi i diritti umani in Cina non devono essere una distrazione dalle questioni più vitali come il commercio e l’ecologia e si è augurata una maggiore collaborazione fra le due potenze nell’affronto della crisi economica.

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