18/03/2016, 08.56
LIBANO - ONU
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Libano, il patriarca Rai: Anti costituzionale un Paese senza presidente, subito al voto

Nuovo monito del capo della Chiesa maronita contro lo stallo istituzionale. Il cardinale ha aggiunto che “il patriarcato non ha candidati, non ne indica nessuno e non mette il veto su alcun nome”. Profonda preoccupazione anche da parte del Consiglio di sicurezza Onu. Pericolo di “instabilità” politica, sociale ed economica. 

Beirut (AsiaNews/Agenzie) - Il patriarca maronita Beshara Rai ha lanciato un nuovo appello per l’elezione del presidente della Repubblica libanese, carica vacante da oltre 21 mesi, sottolineando che ogni tentativo di prolungare il vuoto istituzionale è contro la Costituzione. La Carta, ha sottolineato ieri il cardinale, prevede che “in caso di vuoto il Parlamento dovrebbe riunirsi immediatamente ed eleggere il presidente… Questa è la vera interpretazione”. “Rifiutiamo la situazione attuale - aggiunge il porporato - perché viola la Costituzione, e non accetteremo altra interpretazione”. 

Dal maggio 2014, quando è scaduto il mandato di Michel Suleiman, il Paese dei cedri è senza presidente; in questi mesi il Free Patriotic Movement, Hezbollah e loro alleati hanno a più riprese boicottato il voto per il rinnovo della carica, facendo mancare il quorum.

Essi affermano che il boicottaggio è “legale da un punto di vista costituzionale”. 

Sulla vicenda è intervenuto ancora una volta il capo della Chiesa maronita, chiarendo che “il patriarcato non ha candidati, non ne indica nessuno e non mette il veto su alcun nome”. Il presule invita i politici a “non scommettere su forze straniere o su un miracolo”, ma di riunirsi in Parlamento “ed eleggere un presidente”, perché questa è “la nostra posizione oggi”. 

I due principali schieramenti del Paese sono divisi fra il sostegno a Suleiman Franjieh e a Michel Aoun. Finora non si è riusciti a raggiungere un accordo per sbloccare la situazione. 

Intanto anche il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite lancia un appello alle forze politiche libanesi, per l’elezioni “il prima possibile” del nuovo capo di Stato. Esprimendo “profonda preoccupazione” per lo stallo, i Paesi membri evocano il pericolo di “instabilità” politica, sociale ed economica nel caso in cui questa situazione dovesse prolungarsi oltremisura. 

Il comunicato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è giunto all’indomani della relazione presentata dal Coordinatore speciale per il Libano Sigrid Kaag sull’effettiva applicazione della Risoluzione 1701 - cessazione delle ostilità fra Israele ed Hezbollah e ritiro delle truppe israeliane - e del bilancio aggiornato delle operazioni di peacekeeping nel Paese. 

L’organismo Onu rivolge infine un appello alla comunità internazionale perché sostenga il Libano nell’opera di assistenza ai rifugiati, garantendo al contempo la stabilità della nazione. 

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