07/02/2018, 08.49
MALDIVE

Maldive, dietrofront della Corte suprema dopo l’arresto di due giudici

Nel Paese permane lo stato d’emergenza e sono sospesi una ventina di diritti costituzionali. I tre giudici rimanenti hanno revocato la scarcerazione degli oppositori politici. Cina, Usa, India e Regno Unito invitano i propri cittadini a non recarsi nello Stato.

Malè (AsiaNews/Agenzie) – La Corte suprema delle Maldive ha deciso di ritirare la decisione di scarcerare nove oppositori politici, tra cui l’ex presidente in esilio Mohamed Nasheed. Il dietrofront è a opera dei tre giudici rimanenti dell’organo supremo, dopo l’arresto del presidente Abdulla Saeed e del giudice Ali Hameed, ora ricoverato in condizioni critiche forse per un malore in seguito alla detenzione. L’attuale presidente Abdulla Yameen Abdul Gayoom, si è congratulato con la Corte e dichiarato la “vittoria”.

I tre giudici hanno rilasciato una dichiarazione in cui un affermano che l’ordinanza di rilascio è stata revocata “alla luce delle questioni sollevate dal presidente”. Yameen ieri era apparso in televisione sostenendo di voler indagare su un “colpo di Stato” contro di lui e che non aveva “altra scelta se non quella di investigare sui giudici” rimossi.

Intanto nel Paese permane lo Stato d’emergenza con la sospensione di una ventina di diritti costituzionali. Le sedute del Parlamento sono interrotte a data da definire. I parlamentari infatti, se riuniti, potrebbero votare l’impeachment contro il capo di Stato.

La situazione è precipitata la scorsa settimana, quando i giudici all’unanimità hanno stabilito il rilascio degli oppositori appartenenti al Maldivian Democratic Party (Mdp) e la riapertura dei processi a loro carico. Inoltre la sentenza definiva come “incostituzionale” il dibattimento che ha portato Nasheed, primo presidente democraticamente eletto nel 2008, alla condanna per terrorismo. Quest’ultimo, dopo l’inatteso verdetto, si preparava a rientrare nella capitale e competere alle elezioni presidenziali previste per la fine dell’anno.

Con lo stato d’emergenza in vigore, la polizia ha la possibilità di effettuare arresti senza doverne specificare il motivo e i raduni pubblici sono banditi.

Intanto i membri dell’opposizione hanno chiesto l’intervento della comunità internazionale. Gli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per le vicende in corso. Cina, Regno Unito, India e Usa hanno diramato allerte di viaggio e invitato i propri cittadini a non partecipare a proteste o raduni. Nelle Maldive la stagione turistica è in pieno svolgimento. Il settore muove un giro d’affari annuo di circa 2,7 miliardi di dollari (2,2 miliardi di euro).

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