09/01/2009, 00.00
FILIPPINE

Manila, decide di migliaia di fedeli alla processione del Nazareno Nero

Santosh Digal
La statua è arrivata nelle Filippine nel maggio del 1606 e rappresenta una delle tradizioni popolari più sentite per i cattolici del Paese. I pellegrini le attribuiscono poteri miracolosi. Per evitare incidenti le autorità hanno modificato il percorso, mentre oltre 1500 poliziotti e presidi satellitari garantivano la sicurezza dei fedeli.

Manila (AsiaNews) – “Guardare all’immagine del Cristo nero è fonte di forza e di coraggio per affrontare le fatiche di ogni giorno”. È il commento di Myrena Castro, 43 anni e madre di tre bambine, una delle decine di migliaia di persone che hanno partecipato oggi a Manila alla tradizionale festa del “Nazareno Nero”. La donna, casalinga di professione e sposata con un venditore di cibo in strada, sottolinea come “meditare sulle sofferenze patite da Gesù” sia un sollievo per affrontare con maggiore serenità e vigore la “preoccupazione quotidiana di garantire cibo e istruzione” alle figlie.

Il 9 gennaio di ogni anno le strade della capitale filippina sono invase da una folla di fedeli che celebrano il “Nazareno Nero”, una delle tradizioni popolari più vive fra i cattolici del Paese. Una statua di legno nero che rappresenta il Cristo che porta la croce verso il Calvario sfila per le vie di Manila, seguita da decine di migliaia di fedeli che attribuiscono alla raffigurazione poteri “miracolosi”.

Alle 7 di questa mattina il cardinal Gaudencio Rosales, arcivescovo di Manila, ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica alla quale hanno partecipato circa 50 fra vescovi e preti. Il porporato ha spiegato la speciale devozioni dei filippini per il “Nazareno Nero” ricordando come essi si identifichino “in Lui in mezzo a tanta povertà e sofferenze”. A seguire, la processione per le vie della capitale.

La statua del Nazareno Nero è arrivata nelle Filippine il 31 maggio del 1606, quando i primi missionari agostiniani misero piede a Manila. Costruita in Messico, rappresenta il Salvatore inginocchiato sotto il peso della croce. La fama di essere miracolosa deriva dall’incendio che distrusse la nave dei missionari, lasciando la statua intatta.

Per evitare il ripetersi di incidenti – lo scorso anno sono morte due persone nella calca – il percorso è stato modificato in modo da contenere la marea umana che partecipa all’evento; durante il tragitto, infatti, i fedeli cercano di conquistare un punto di osservazione privilegiato per vedere il passaggio della statua e, per i più fortunati, toccarla. A garantire la sicurezza vi erano più di 1500 agenti di polizia che hanno usato apparecchi satellitari per tracciare il percorso e presidi sanitari.

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