16 Aprile 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 19/07/2012 12:22
SIRIA
Mentre a Damasco ancora si combatte, cresce la preoccupazione per i depositi di armi chimiche
Il timore è che in caso di collasso del regime finiscano nelle mani di al Qaeda. I ribelli preannunciano l'attacco alla sede della televisione di Stato. Assad e la moglie avrebbero lasciato la capitale. Scarse possibilità di misure concrete dalla riunione di oggi del Consiglio di sicurezza.

Beirut (AsiaNews) - Colonne di fumo si levano oggi su Damasco, a segnalare gli intensi combattimenti in corso ancora stamattina. Dopo l'attentato di ieri in cui sono morti il ministro della Difesa, il suo vice e il capo dell'unità di crisi, i ribelli hanno annunciato l'intenzione di attaccare la sede della tv di Stato. Ai dipendenti dell'emittente è stato lanciato un ultimatum perché lascino "immediatamente" l'edificio.

Ieri, secondo il Syrian Observatory for Human Rights ci sarebbero state più di 214 vittime: 124 civili, 62 militari e 28 ribelli.

Quanto sta accadendo a Damasco è visto da più parti come un possibile segnale di un possibile prossimo crollo del regime. Voci non controllate sostengono che il presidente Bashar al-Assad ha lasciato la città per rifugiarsi nella più sicura Latakia, mentre sua moglie sarebbe a Mosca.

La situazione ha spinto il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon a dire che il Consiglio di sicurezza deve "prendersi le sue responsabilità e svolgere un'azione collettiva e concreta" ."Il popolo siriano - ha aggiunto - ha sofferto troppo a lungo. Lo spargimento di sangue deve finire adesso".

L'appello difficilmente troverà una risposta. Spostata a oggi, la riunione del Consiglio di sicurezza appare infatti dominata dal contrasto tra coloro che continuano a dare sostegno al regime di Assad - Mosca e Pechino - e quanti vorrebbero minacciare il governo di ulteriori sanzioni, l'Occidente e i Paesi arabi.

Accanto agli scenari dei combattimenti e dei contrasti politici, un nuovo fronte di timori è costituito dalle armi chimiche in possesso dell'esercito siriano. La preoccupazione che "possano finire in mani non amiche" è stata espressa da re Abdallah di Giordania, intervistato dalla CNN. Il riferimento è a quei gruppi di al Qaeda la presenza dei quali è ritenuta certa in Siria.

Le armi chimiche preoccupano anche gli Stati Uniti. Oggi il New York Times scrive che il consigliere del presidente Obama per la sicurezza nazionale, Thomas Donilon è in Israele e starebbe discutendo la possibilità di un intervento dell'esercito di Gerusalemme contro i depositi militari siriani. (PD)

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
18/07/2012 SIRIA
A Damasco si combatte nelle strade, all'Onu sulle formule
20/07/2012 SIRIA
Continua la battaglia di Damasco e i ribelli conquistano posti di frontiera
30/08/2013 SIRIA-ONU-USA
Onu: Prove 'considerevoli' sull'uso di armi chimiche. Gli Usa sempre più soli
29/08/2013 USA-SIRIA
Obama 'sicuro' che Damasco ha usato armi chimiche; ma è indeciso sul da farsi
28/08/2013 SIRIA
Fermare l'attacco contro Damasco prima che sia troppo tardi
di Bernardo Cervellera

In evidenza
SIRIA
Gesuita siriano: Mi manchi, p. Frans. Hai ispirato tutti noi
di Tony Homsy*Un giovane sacerdote della Compagnia ricorda la vita e l'operato di p.Frans van der Lugt, ucciso a Homs dopo aver rifiutato di abbandonare la popolazione piagata da fame e guerra: "Ha dato e continua a dare tutto per la Chiesa, per la Siria, per la pace. La sua testimonianza e le sue doti ne hanno fatto un missionario e un testimone del Vangelo eccezionale". Per gentile concessione del "thejesuitpost" (traduzione a cura di AsiaNews).
FRANCIA - IRAQ
Patriarca caldeo: il futuro fosco dei cristiani d'Oriente, ricchezza in via di estinzione per Occidente e Islam
di Mar Louis Raphael I SakoLe guerre in Iraq, Libia e Afghanistan hanno peggiorato la condizione dei popoli, in particolare le minoranze. Le politiche fallimentari promosse dall'Occidente. Cresce il fondamentalismo, la Primavera araba svuotata dagli estremismi. Il ruolo delle autorità musulmane nella tutela di diritti e libertà religiosa. La presenza dei cristiani in Medio oriente è fondamentale per i musulmani.
CINA-EU
Xi Jinping torna dall'Europa sazio di contratti e di silenzi
di Bernardo CervelleraIl presidente cinese ha firmato accordi per decine di miliardi di euro con Francia, Germania, Olanda, Belgio. Ma non ha mai voluto incontrare i giornalisti per una conferenza stampa. Al Collegio dell’Europa a Bruges, egli sogna una Via della Seta per un volume di commercio pari a 1000 miliardi. Ma mette in chiaro che in Cina il monopolio del potere rimane al Partito. Fine del sogno delle riforme politiche per la Cina. Ma gli internauti non sono d’accordo con lui.

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate