3 Marzo 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 19/07/2012
SIRIA
Mentre a Damasco ancora si combatte, cresce la preoccupazione per i depositi di armi chimiche
Il timore è che in caso di collasso del regime finiscano nelle mani di al Qaeda. I ribelli preannunciano l'attacco alla sede della televisione di Stato. Assad e la moglie avrebbero lasciato la capitale. Scarse possibilità di misure concrete dalla riunione di oggi del Consiglio di sicurezza.

Beirut (AsiaNews) - Colonne di fumo si levano oggi su Damasco, a segnalare gli intensi combattimenti in corso ancora stamattina. Dopo l'attentato di ieri in cui sono morti il ministro della Difesa, il suo vice e il capo dell'unità di crisi, i ribelli hanno annunciato l'intenzione di attaccare la sede della tv di Stato. Ai dipendenti dell'emittente è stato lanciato un ultimatum perché lascino "immediatamente" l'edificio.

Ieri, secondo il Syrian Observatory for Human Rights ci sarebbero state più di 214 vittime: 124 civili, 62 militari e 28 ribelli.

Quanto sta accadendo a Damasco è visto da più parti come un possibile segnale di un possibile prossimo crollo del regime. Voci non controllate sostengono che il presidente Bashar al-Assad ha lasciato la città per rifugiarsi nella più sicura Latakia, mentre sua moglie sarebbe a Mosca.

La situazione ha spinto il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon a dire che il Consiglio di sicurezza deve "prendersi le sue responsabilità e svolgere un'azione collettiva e concreta" ."Il popolo siriano - ha aggiunto - ha sofferto troppo a lungo. Lo spargimento di sangue deve finire adesso".

L'appello difficilmente troverà una risposta. Spostata a oggi, la riunione del Consiglio di sicurezza appare infatti dominata dal contrasto tra coloro che continuano a dare sostegno al regime di Assad - Mosca e Pechino - e quanti vorrebbero minacciare il governo di ulteriori sanzioni, l'Occidente e i Paesi arabi.

Accanto agli scenari dei combattimenti e dei contrasti politici, un nuovo fronte di timori è costituito dalle armi chimiche in possesso dell'esercito siriano. La preoccupazione che "possano finire in mani non amiche" è stata espressa da re Abdallah di Giordania, intervistato dalla CNN. Il riferimento è a quei gruppi di al Qaeda la presenza dei quali è ritenuta certa in Siria.

Le armi chimiche preoccupano anche gli Stati Uniti. Oggi il New York Times scrive che il consigliere del presidente Obama per la sicurezza nazionale, Thomas Donilon è in Israele e starebbe discutendo la possibilità di un intervento dell'esercito di Gerusalemme contro i depositi militari siriani. (PD)

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
18/07/2012 SIRIA
A Damasco si combatte nelle strade, all'Onu sulle formule
20/07/2012 SIRIA
Continua la battaglia di Damasco e i ribelli conquistano posti di frontiera
30/08/2013 SIRIA-ONU-USA
Onu: Prove 'considerevoli' sull'uso di armi chimiche. Gli Usa sempre più soli
29/08/2013 USA-SIRIA
Obama 'sicuro' che Damasco ha usato armi chimiche; ma è indeciso sul da farsi
28/08/2013 SIRIA
Fermare l'attacco contro Damasco prima che sia troppo tardi
di Bernardo Cervellera

In evidenza
EGITTO - ISLAM
Le parole di al-Tayeb e di al-Sisi un grande passo per una rivoluzione dell'islam
di Samir Khalil SamirIl grande imam di Al-Azhar ha denunciato le interpretazioni basate sulla lettera del Corano e della sunna, brandite dai fondamentalisti e dai terroristi islamici; sostiene l'urgenza di una riforma dell'insegnamento dell'islam fra i laici e gli imam; domanda la fine della scomunica (takfir) reciproca fra sunniti e sciiti. E il presidente egiziano al-Sisi ha deciso di combattere lo Stato islamico dopo la decapitazione di 21 cristiani copti, che egli ha definito "cittadini egiziani" a parte intera.
ARABIA SAUDITA - ISLAM
Imam di Al-Azhar: Per fermare l'estremismo islamico occorre una riforma dell'insegnamento religiosoPer Ahmed al-Tayeb è urgente stilare un nuovo curriculum di studi per evitare una "cattiva interpretazione" del Corano e della sunna. Il terrorismo islamico mette in crisi l'unità del mondo musulmano. Il "nuovo colonialismo globale alleato al sionismo mondiale". Il discorso del re saudita.
HONG KONG - CINA - VATICANO
Card. Zen: Sembra che qualcuno voglia farci tacere
di Card. Joseph Zen Ze-kiunIl diffuso ottimismo sul miglioramento del dialogo fra Santa Sede e Cina sembra non avere fondamento. Alcune "tendenziose" interviste a vescovi cinesi, frenati nella libertà di parlare. Le questioni fondamentali sono sempre aperte: chi nomina i vescovi; cosa fare dell'Associazione patriottica. La guida della Lettera di Benedetto XVI ai cattolici cinesi, citata anche da papa Francesco. Un non accordo è meglio di un cattivo accordo. Cosa è successo a mons. Cosma Shi Enxiang? E a mons. Giacomo Su Zhimin? Un'animata riflessione del vescovo emerito di Hong Kong, campione della libertà religiosa in Cina.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate