26/02/2008, 00.00
CINA-HONG KONG-G. BRETAGNA
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Miliband ammette che in democrazia i governanti vanno scelti dal popolo

Il ministro britannico degli Esteri, sollecitato dai democratici sul dibattito sul suffragio universale a Hong Kong, cerca di non “compromettersi”. Ma infine dice che è democratico solo un sistema dove “il popolo sceglie i suoi governanti” e il governo “è responsabile verso il popolo”.

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – “E’ il popolo che sceglie i propri governanti”. David Miliband (nella foto), segretario britannico agli Esteri in visita a Hong Kong e in Cina, sollecitato sul dibattito per il sistema elettorale da scegliere per la zona, cerca di non prendere posizione e rifiuta “facili definizioni di democrazia”. Ma infine dice che un sistema elettorale è davvero rispettoso del suffragio universale, “se è  un sistema dove il popolo decide il proprio governo, e [nel quale] è chiara la responsabilità del governo verso la popolazione”.

A Hong Kong si attende che la Cina consenta il suffragio universale per l’elezione del Capo esecutivo nel 2017 e per il Consiglio legislativo (il parlamento) nel 2020 ma i democratici temono che Pechino imponga un modello elettorale che le riservi l’effettiva scelta dei candidati. Per di più pochi giorni fa il governo ha proposto di aumentare i seggi riservati ai diversi settori commerciali nelle elezioni del Comitato esecutivo (il governo) per il 2012. Già oggi molti membri del Consiglio legislativo sono eletti dai diversi settori commerciali, che, quindi, hanno un peso molto maggiore dei milioni di cittadini. I democratici accusano che Pechino riesce poi a controllare il voto di questi settori, orientandoli a scegliere candidati di suo gradimento.

I democratici hanno chiesto a Miliband se possa considerarsi democratico un sistema nel quale il settore commerciale ha priorità sulla popolazione nella scelta dei candidati per le principali cariche. La Gran Bretagna, prima di lasciare il suo protettorato su Hong Kong a favore della Cina, ha negoziato con Pechino una sorta di minicostituzione per la zona (la c.d. Basic Law) che le consentisse di avere un governo democratico. Da allora Pechino ha sempre cercato di svuotare di significato questo sistema, con interpretazioni molto particolari della Basic Law, e Londra, che ne è stata coautrice, non è mai voluta intervenire anche soltanto per dare chiarimenti. Anche il ministro ha cercato di evitare qualsiasi presa di posizione, anche se poi ha ribadito che democrazia significa scelta del popolo. Ha anche invitato il parlamento locale “a costruire il consenso per raggiungere l’obiettivo del promesso suffragio universale per il 2017 e il 2020”.

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