29/12/2017, 10.54
FILIPPINE
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Mindanao, due alti ufficiali dell’esercito tra gli accusati per l’omicidio di p. Tentorio

Almeno 20 soldati appartenenti al 57mo battaglione di stanza a Makilala hanno pianificato l’uccisione. P. Fausto era malvisto da esercito, uomini d’affari e politici locali per la sua attività a favore dei tribali contro lo sfruttamento delle miniere.

Manila (AsiaNews) – Svolta nell’inchiesta per l’assassinio del missionario del Pime p. Fausto Tentorio,  yavvenuto sei anni fa nell’isola di Mindanao. Il Dipartimento di Giustizia (Doj) dispone una nuova denuncia per omicidio contro due ufficiali dell’esercito e molti altri, tra cui due membri della tribù Manobo identificati dalla parlamentare Nancy Catamco, rappresentante distrettuale del North Cotabato.

P. Fausto Tentorio (foto), sacerdote 59enne per oltre 32 anni nelle Filippine, è stato ucciso la mattina del 17 ottobre 2011, mentre si preparava a partire dalla parrocchia di Nostra Signora del Perpetuo soccorso ad Arakan, in North Cotabato, per un incontro del clero della diocesi a Kidapawan. Per la sua attività a favore dei tribali Manobo minacciati dallo sfruttamento delle miniere, p. Tentorio era mal visto dall'esercito. Secondo i militari, egli avrebbe avuto legami con i ribelli maoisti del New People’s Army (Npa), che più di una volta avevano elogiato il suo operato. Nel 2003, esponenti delle forze armate avevano tentato di ucciderlo, mentre si trovava in una delle sue visite ai tribali dell’Arakan Valley, a Kitaotao. In quell’occasione, i tribali gli avevano fatto da scudo umano, salvandogli la vita.

Descrivendolo come “puro e semplice omicidio”, lo scorso 27 dicembre il vice procuratore statale Peter Ong ha dichiarato che la presunta affiliazione di Tentorio con i gruppi di sinistra “non è rilevante” nella nuova inchiesta condotta sull'uccisione del sacerdote. Il segretario alla Giustizia Vitaliano Aguirre II aveva in precedenza ordinato a Ong di riesaminare il caso, poiché l’incriminazione di diverse persone implicate nell'omicidio era in fase di stallo. “Speriamo di aver in qualche modo dato giustizia a Padre Tentorio”, ha detto Ong ai giornalisti.

Il vice procuratore riferisce che almeno 20 soldati appartenenti al 57mo battaglione dell'esercito di stanza nella città di Makilala, nella provincia di North Cotabato, hanno preso parte alla pianificazione dell'uccisione di p. Tentorio. Egli è poi stato ucciso da un solo assassino all'interno del complesso della parrocchia fuggito con un complice a bordo di una motocicletta. L'Npa ed il Moro Islamic Liberation Front (Milf) avevano in precedenza sostenuto le accuse dei residenti locali che uomini d’affari e militari avessero orchestrato l'omicidio di p. Tentorio. I sospetti sono caduti anche su un politico ed il capo della polizia locale. “Non hai motivo di uccidere una persona che non sia un combattente. È un semplice omicidio”, ha sottolineato Ong. “Non c’entra la politica. Il suo assassinio non ha nulla a che fare con l'Npa. È un semplice omicidio”.

Le persone denunciate dal Dipartimento di Giustizia sono: il colonnello dell'esercito Joven Gonzales; il maggiore Mark Espiritu; Jimmy Ato, esecutore materiale dell’omicidio, e suo fratello Robert Ato; Jan Corbala; Nene Durado; Kaing Labi; Joseph Basol; Edgar Enoc; Romulo Tapgos,; William Buenaflor ed un certo alias Katong. Si sospetta che i fratelli Ato fossero membri di un gruppo paramilitare chiamato "Bagani", utilizzato dalle truppe governative per combattere i maoisti. Ong chiarisce tuttavia che le accuse dovranno essere verificate attraverso una regolare indagine preliminare.

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