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    » 11/09/2012, 00.00

    INDONESIA

    Ministro, sindaco e islamisti chiudono la Yasmin Church. Leader cristiano: una vergogna

    Mathias Hariyadi

    In una riunione decisa la cacciata della comunità protestante, nonostante la regolarità dei permessi e una sentenza della Corte costituzionale. Esclusi dal vertice proprio i leader della Yc, che puntano il dito contro il titolare degli Interni. Presentata una denuncia alle forze dell’ordine, sostenuta dalle Chiese indonesiane e da attivisti pro diritti umani.

    Jakarta (AsiaNews) - "È una vergogna". Così Bona Sigalingging, portavoce della GKI Yasmin Church, definisce l'incontro a porte chiuse fra il ministro degli Interni indonesiano, i vertici della municipalità di Bogor, nel West Java, e il leader di un movimento estremista islamico. Il raduno ha sancito la cacciata della comunità protestante dal proprio luogo di culto, nonostante la regolarità dei permessi di costruzione e una sentenza della Corte costituzionale. In risposta, i vertici del movimento cristiano hanno presentato una denuncia formale alla magistratura contro l'amministrazione locale e il sindaco Diani Budiarto.

    L'incontro si è tenuto lo scorso 8 settembre e ad esso hanno preso parte Gamawan Fauzi, ministro indonesiano degli Interni, Ahmad Iman, capo del gruppo estremista islamico Forkami, e il sindaco di Bogor Diani Budiarto. Una decisione, quella del ministero, che ha provocato sconcerto in seno alla comunità cristiana: oltre che essere esclusi dal tavolo delle trattative, i fedeli hanno dovuto subire in modo passivo il volere dei due fronti - l'amministrazione locale e il movimento estremista Forkami - che più di ogni altro hanno "perseguitato" la minoranza religiosa negli ultimi mesi.

    Interpellato da AsiaNews Bona Sigalingging, portavoce della Yc, bolla come "una vergogna" la decisione di invitare il leader di Forkami. È il "famoso gruppo islamico radicale", aggiunge, che "ha alimentato la tensione" e più volte "ci ha cacciato a forza dalla nostra chiesa". I vertici della Yc ricordano che la decisione di chiudere il luogo di culto è contraria alle sentenze della Corte costituzionale e del difensore civico (l'Ombudsman) e per questo hanno presentato una denuncia alle forze dell'ordine. L'ennesimo ricorso alla giustizia ordinaria è sostenuto, anche in questo caso, dal Sinodo indonesiano delle Chiese (Pgi) e dal Gruppo di lavoro sui diritti umani, che parla di "doppia faccia" del governo in tema di libertà religiosa.

    L'iter per la costruzione di una chiesa in Indonesia - cattolica o protestante - è complicato e possono trascorrere da cinque a dieci anni prima di ottenere tutte le autorizzazioni. Il procedimento è regolato dall'Izin Mendirikan Bangunan (Imb), delibera scritta che permette l'apertura di un cantiere ed è rilasciato dalle autorità locali. La vicenda si complica se si tratta di un luogo di culto cristiano: serve infatti il nulla osta di un certo numero di residenti nell'area in cui viene costruito l'edificio e del gruppo per il dialogo interreligioso del posto. E spesso subentrano "non meglio precisate motivazioni" che spingono i funzionari a bloccare i progetti, dietro pressioni di movimenti radicali islamici.

    A fine maggio, i fedeli della Yasmin Church hanno festeggiato la Pentecoste a Jakarta davanti al palazzo presidenziale. I cristiani si sono radunati nei pressi della dimora del capo dello Stato indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono perché privati dei loro luoghi di culto. Da tre anni, infatti, non possono accedere alla chiesa, sigillata per volere delle autorità locali e del sindaco Diani Budiarto, che ha denunciato presunte irregolarità nel rilascio dell'Imb.

     

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