21/03/2008, 00.00
MYANMAR
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Monaci in esilio invitano a nuove proteste anti-regime

In vista del referendum costituzionale di maggio, la All Burma Monks Association ritiene insufficiente l’astensione o il voto contrario per “boicottare” la giunta. Ad AsiaNews l’appello di alcuni birmani: “Non dobbiamo temere la verità”.
Yangon (AsiaNews) – I monaci birmani all’estero invitano la popolazione e i religiosi in Myanmar e fuori ad unirsi in una nuova ondata di manifestazioni pacifiche contro il regime. Secondo esponenti della All Burma Monks Association (Abma) - l’organizzazione che ha guidato le proteste di settembre represse nel sangue dalla giunta - astenersi o votare “no” al referendum costituzionale, voluto dai generali per maggio prossimo, non basta come forma di protesta. Bisogna tornare in piazza per dimostrare la contrarietà dei birmani alle politiche del governo militare.
 
Il sito Mizzima news riferisce oggi di un comunicato dell’Abma in cui si invitano tutti gli attivisti per la democrazia, i bonzi, la gente comune e gli studenti in tutto il mondo e dentro la Birmania a manifestare il 26 aprile con coraggio per “boicottare il regime e i suoi piani”. La consultazione popolare di maggio deve approvare il testo della nuova Costituzione voluta dai militari e redatta senza un confronto con le forze dell’opposizione.
 
Un appello per non rimanere in silenzio, ma avere “la forza di dire e affrontare la verità”, è arrivato oggi ad AsiaNews da alcuni birmani in forma anonima. Nella mail, raccontano che la situazione interna nel loro Paese va peggiorando e invitano con urgenza i loro connazionali ad alzare di nuovo la voce contro le ingiustizie: “Da gennaio i soldati semplici sono irraggiungibili anche dalle loro famiglie per via delle preparazioni per la festa dell’esercito, il 27 marzo; le caserme sono blindate per non far uscire notizie; i Karen (comunità etnica birmana, tra cui molti cristiani) continuano ad essere sterminati; moltissimi sono i morti in incidenti sul lavoro per costruire nuove città, ponti e strade. Per quanto ancora avremo paura di parlare?”.
 
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