03/05/2018, 15.15
THAILANDIA
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Mons. Joseph Vuthilert Haelom, un nuovo vescovo per una nuova diocesi

di Paolo Fossati

Lo scorso 25 aprile, papa Francesco ha eretto la nuova diocesi di Chiang Rai. Gli oltre 16mila cattolici appartengono a minoranze etniche che vivono in un contesto di povertà ed emarginazione, sia sociale che geografica. La situazione economica e la carenza di sacerdoti sono alcune delle sfide che attendono la nuova diocesi.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Rafforzare la fede ed il cuore delle persone, affinché non si lascino attirare dalla tentazione delle ricchezze ma si affidino a Cristo”: è questo l’obiettivo di mons. Joseph Vuthilert Haelom (foto 1), neoeletto vescovo e primo prelato di Chiang Rai, nel nord della Thailandia. AsiaNews ha intervistato il prelato, ricevuto oggi da papa Francesco insieme agli altri vescovi thai, in Vaticano per la visita ad limina.

Lo scorso 25 aprile, il pontefice ha eretto la nuova diocesi, per dismembramento da quella di Chiang Mai, e l’ha resa suffraganea della sede metropolitana di Bangkok. Nel territorio di Chiang Rai, nel nord del Paese, i cattolici sono 16.500, a fronte di una popolazione totale di oltre 2,6milioni di persone. Essi appartengono a diverse minoranze etniche tribali (Akka, Lana, Lahu, Isan, Thaiyai e Kachin), che vivono tra montagne ed aree rurali in un contesto di povertà ed emarginazione, sia sociale che geografica. La Chiesa ha dunque disposto la partizione della vasta ed impervia diocesi di Chiang Mai, al fine di servire in modo migliore le esigenze pastorali di questi gruppi.

“Questa decisione – afferma mons. Joseph Vuthilert Haelom – comporterà un miglioramento per la vita della Chiesa nella regione. Dettata dalla convenienza, essa è anche un segno di continuità. In passato sono stato vicario generale di Chiang Mai e conosco la realtà della diocesi, che copriva tutto il nord della Thailandia. La divisione favorirà sicuramente una maggiore vicinanza alle necessità delle varie parrocchie e missioni”.

Nonostante la diffusa povertà, Chiang Rai è una regione di confine ed in futuro si prevede una sempre maggiore apertura economica verso i Paesi dell'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (Asean). Ciò rappresenta per il vescovo una sfida anche per il futuro dell’evangelizzazione e dei cattolici: “Un lavoro che dovrà esser svolto a livello pastorale sarà rafforzare la loro fede, perché essi non si perdano nel solo aspetto economico del miglioramento della vita”.

“Uno dei campi in cui la Chiesa locale è impegnata da tempo è quello dell'educazione – afferma il prelato 67enne – Ad esempio, vi sono diversi ostelli che ospitano bambini e giovani studenti. Cerchiamo di fornire alla gente il nostro aiuto, sia nella formazione professionale, che nella ricerca di un lavoro. L'immagine che le popolazioni locali, cattolici e non, hanno della Chiesa è in parte quella dei missionari di un tempo, che venivano ed aiutavano. Perciò una delle aspettative che possono avere è un aiuto, non soltanto a livello spirituale, ma soprattutto a livello materiale. Queste aspettative devono ricordarci il nostro impegno, non solo caritatevole, ma volto anche ad aiutare le persone a credere”.

Il rapido e pericoloso passaggio da una realtà rurale alle possibilità create dallo sviluppo economico non sono tuttavia le uniche difficoltà a Chiang Rai. “L’esiguo numero di sacerdoti è un problema – prosegue mons. Joseph Vuthilert Haelom – I preti diocesani locali sono solo due. In questo contesto, l’attività svolta dai catechisti sarà molto importante perché, sebbene sacerdoti e religiosi siano pochi, essi sono piuttosto numerosi. Il loro contributo sarò fondamentale per l'opera di evangelizzazione”.

Oltre all’impegno dei laici, la diocesi di Chiang Rai può contare sul servizio dei diversi istituti missionari e religiosi che operano sul territorio. “Vi sono 10 istituti religiosi, tra i quali il Pime [Pontificio Istituto Missioni Estere] è una forza consistente, e 10 congregazioni religiose femminili – afferma il prelato – Un grande compito che dovrò assolvere sarà quello di coordinare il loro lavoro”. Ad agevolare il vescovo, vi è l’esperienza maturata nel corso degli anni. Vicario generali di Chiang Mai tra il 2005 ed il 2012, nello stesso anno ha assunto la carica di vicario generale di Bangkok. “La Chiesa thai è molto piccola (foto 2), per questo si può dire che conosco tutti, sacerdoti e suore”, dichiara mons. Joseph Vuthilert Haelom.

Il prelato ha accolto con gioia la sua nomina da parte di papa Francesco e riconosce “il peso dell’essere il primo vescovo di Chiang Rai”. “Già l'esser diventato prete, tanti anni fa, è di per sé una grande grazia. Adesso - conclude - il Signore mi ha scelto per diventare vescovo. Sono tranquillo, di notte dormo, so che è una grande responsabilità ma sono anche cosciente che il Signore mi darà la grazia di essere un vescovo capace. Quando prego, sono solito dire: ‘Signore, tu mi hai scelto, quindi anche tu dovrai lavorare di più perché io sono solo uno strumento’. Tutto dipenderà da Lui”.

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