25/10/2011, 00.00
INDIA-ASSISI 2011
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Mons. Machado: Assisi sia un raggio di luce fra le tenebre della violenza

di Nirmala Carvalho
L’arcivescovo di Vasai ha parlato al South Asian Symposium sulla Dottrina sociale della Chiesa con una relazione su: “Il dialogo interreligioso essenziale per rispondere alle sfide del materialismo e del secolarismo in Asia”, nella prospettiva di Assisi 2011.
Mumbai (AsiaNews) – Il nome di Dio deve essere sempre di più quello che è: un nome di pace e un appello alla pace, e “le persone di fede non possono restare passive di fronte a un mondo che è sconvolto da odio e violenza”: così l’arcivescovo Felix Machado, di Vasai, e presidente dell'ufficio per il dialofo interreligioso per la Conferenza episcopale indiana, ha illustrato il senso del pellegrinaggio per la pace che Benedetto XVI ha indetto per il 27 ottobre nella città di San Francesco. Il presule ha svolto un intervento, intitolato: “Il dialogo interreligioso essenziale per rispondere alle sfide del materialismo e del secolarismo in Asia” in occasione del South Asian Symposium celebrato a Mumbai dal 14 al 16 ottobre sulla Dottrina sociale della Chiesa.

“Il fenomeno della globalizzazione ha portato il materialismo sulla soglia delle nostre case. L’etica del consumismo spesso si impone come una forza secolarizzatrice nella società. L’egemonia della cultura globale del consumo impone che le tradizioni religiose di una società vengano relegate alla sfera privata”, ha detto il presule, che è presidente dell’Ufficio per il dialogo interreligioso della Conferenza dei vescovi indiani. Ma questa tendenza non è slegata dalla nascita di fenomeni quali i Talebani, Al Qaeda e gli Hindutva.

“Il potere secolarizzante della cultura del consumismo globale spinge la religione verso la sfera privata. Ma questo provoca la resistenza della gente religiosa, e questa resistenza alla privatizzazione della religione spesso assume la forma di un’affermazione risorgente e militante dei valori e dell’identità religiosa”, spiega mons. Machado. La secolarizzazione però tocca anche un altro aspetto: “Il fenomeno della globalizzazione, imposto senza rispetto alla solidarietà fra tutti I popoli deve diventare una seria preoccupazione per tutti i credenti”, che però devono cogliere quanto di positivo nel processo di globalizzazione. “L’aspetto positivo è che adesso abbiamo a disposizione numerosi mezzi per offrire assistenza umanitari ai nostri fratelli e sorelle nel bisogno…La preoccupazione per il prossimo trascende i confini nazionali e ha ampliato i suoi orizzonti al mondo intero”.

Mons. Machado ricorda l’intuizione profetica di Giovanni Paolo II nel chiamare tutti i fedeli del mondo ad Assisi, nel 1986. “La giornata mondiale di preghiera per la pace è stata e rimarrà un evento unico; in questo senso è irripetibile. Ma è un evento aperto sul futuro: il suo spirito vuole incoraggiare iniziative ulteriori per costruire ponti di amicizia attraverso confini religiosi in tutto il mondo per ispirare una cultura di dialogo e pace”. In questo contesto è necessario però che lo “Spirito di Assisi” sia inteso bene, e seguito attentamente così che non vi sia nessun pericolo di sincretismo o relativismo. “Mentre lo Spirito di Assisi incoraggia un dialogo serio e genuino fra le religioni, il relativismo e il sincretismo dovrebbero essere considerati i nemici peggiori di quel dialogo”.

Dal 1986 molte cose sono mutate: “Gli avvenimenti sconvolgenti che hanno scosso il mondo all’inizio del terzo millennio hanno sparso semi di violenza e odio, e hanno infranto la magia di una società che si considerava libera e progredita, e in un istante si è scoperta fragile, divisa e minacciata”, ha ricordato mons. Machado. “E’ in questo contesto dal carattere precario del nostro mondo che deve essere compreso il significato audace del gesto profetico del Beato Giovanni Paolo II”. E anche adesso “possa il simbolo di Assisi, come un raggio di speranza, continuare a restare forte nella memoria di tutti i popoli e possa lo Spirito di Assisi, come un raggio di luce, continuare a illuminare il mondo segnato dalle tenebre dell’odio e della violenza”.
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