02/05/2018, 07.56
VATICANO-COREA-MONGOLIA
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Mons. Xuereb, nuovo nunzio apostolico: In Corea e Mongolia per ‘costruire ponti’

di Paolo Fossati

“Voglio conoscere le Chiese di Corea e Mongolia il più possibile, affinché possa amarle e servirle”. “Ho sempre ammirato l'entusiasmo di missionari e missionarie. Spero di diventare come loro e portare avanti l'opera evangelizzatrice, parlando di Gesù e accogliendo nuovi cristiani nella Chiesa”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Voglio continuare sui passi dei miei predecessori, farò la mia piccola parte per costruire ponti”. È quanto dichiara ad AsiaNews mons. Alfred Xuereb (foto), nuovo nunzio apostolico in Corea e Mongolia, a poche settimane dalla sua partenza per l’Asia, prevista per fine maggio. Già prelato segretario generale della Segreteria per l'Economia e segretario particolare di Benedetto XVI e papa Francesco, lo scorso 26 febbraio la Santa Sede ne aveva annunciato la nomina e l’elevazione in pari tempo alla sede titolare di Amantea (Cs), con dignità di arcivescovo.

“Sono giorni molto intensi questi – afferma il 59enne prelato maltese – Al momento mi sto occupando degli aspetti logistici del mio trasferimento in Corea del Sud. L’incarico conferitomi dal Santo Padre richiede grandi responsabilità ed io lo ringrazio per la fiducia accordatami. Mi ha fatto molto piacere che mons. Hyginus Kim Hee-joong, presidente della Conferenza episcopale di Corea (Cbck), a Roma per assolvere ad alcuni impegni, mi abbia fatto visita. Parlando del mio prossimo arrivo nel Paese, egli mi ha detto: ‘Staremo alle sue istruzioni’. Io ho risposto: ‘No Eccellenza, impareremo a conoscerci e ci aiuteremo in maniera vicendevole. Le istruzioni le darà solo il Santo Padre’. Voglio conoscere le Chiese di Corea e Mongolia più a fondo possibile, affinché possa amarle e servirle. Così facendo, spero di santificarmi insieme a loro”.

“Voglio continuare sui passi dei miei predecessori, farò la mia piccola parte per costruire ponti. Anzitutto con i vescovi ed i loro collaboratori, affinché il loro legame con Pietro sia sempre più saldo. Ma non solo, anche tra la Chiesa e le altre religioni. Il mio motto ‘Ut unum sint’ è la preghiera che Gesù ha rivolto al Padre e vuol dire proprio questo: che tutti siano uno, affinché il mondo creda. Io confido molto in questa frase del testamento di Gesù e per questo motivo intendo cercare di costruire ponti, anche a livello culturale”.

La nunziatura immergerà mons. Xuereb in due realtà molto differenti tra loro, le cui storie sono unite dal profondo impegno missionario di quanti vi hanno portato il Vangelo. Solo nel 1992 la Mongolia ha accettato la presenza della Chiesa cattolica nel Paese, dove oggi vi sono sette parrocchie, 77 missionari, un sacerdote locale e 1255 battezzati. Gli oltre 230 anni della Chiesa in Corea sono invece un racconto di martirio e azione, da cui è sorta una comunità cattolica attiva e partecipe per la riconciliazione del popolo coreano, vicina agli emarginati e sostenitrice della democrazia e dei diritti umani. Inoltre, la Chiesa coreana sostiene da tempo la missione in Mongolia: il primo sacerdote mongolo ha infatti studiato presso la diocesi sudcoreana di Daejeon.

“Pur essendo una comunità piccola, di soli 1.300 cattolici, la Chiesa mongola avrà tutta la mia attenzione ed ho proposto alla mia diocesi di Gozo (Malta) di istituire un gemellaggio con essa, affinché sia possibile aiutarla, anche dal punto di vista finanziario, nelle esigenze pastorali e di evangelizzazione. Sono già in contatto con p. Giorgio Marengo, un sacerdote missionario della Consolata da 15 anni nel Paese, che mi ha dato la bellissima notizia della celebrazione di otto battesimi nella notte di Pasqua. Sin dai tempi del seminario, ho sempre ammirato l'entusiasmo di missionari e missionarie. Spero di diventare come loro e portare avanti l'opera evangelizzatrice, parlando di Gesù e accogliendo nuovi cristiani nella Chiesa”.

In questi giorni, mons. Xuereb ha seguito con particolare interesse gli sviluppi positivi del summit inter-coreano. A tal proposito, il nuovo nunzio apostolico afferma: “In virtù del mandato che mi ha conferito il papa, seguo con profonda attenzione lo sviluppo dei dialoghi tra le due Coree ed ho molto a cuore il loro esito. I ponti che io desidero costruire sono anche quelli che riguardano la concordia e la collaborazione, non solo la mancanza di conflitto tra i Paesi. Come chiesto dal pontefice, offro speciali preghiere ed invito altre persone a fare altrettanto. Una volta in Corea, se potrò prestare un mio aiuto concreto, non mi tirerò indietro e lo farò con tutto il mio cuore”.

Nato a Rabat (Malta) il 14 ottobre 1958, mons. Xuereb è stato ordinato sacerdote della diocesi di Gozo il 26 maggio 1984. Dopo completato gli studi in Teologia, ha iniziato il servizio amministrativo presso la segreteria del rettore della Pontificia Università Lateranense nel settembre 1991. A partire dal settembre 1995, ha lavorato nella Segreteria di Stato della Santa Sede e dal novembre 2000 nella Prefettura della casa pontificia. Il 12 settembre 2007, papa Benedetto XVI ha nominato mons. Xuereb secondo segretario privato e papa Francesco, dopo la sua elezione il 13 marzo 2013, lo ha nominato suo segretario particolare. Il 28 novembre 2013, egli ha assunto l’incarico di delegato per la Pontificia Commissione referente sull'Istituto per le Opere di Religione e per la Pontificia Commissione referente di studio e di indirizzo sull'organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede. Dal marzo 2014 e fino alla sua nomina a nunzio apostolico in Corea e Mongolia, egli ha ricoperto il ruolo di prelato segretario generale della Segreteria per l'Economia.

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