29 Luglio 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 24/08/2011
GIAPPONE
Moody’s taglia il rating del Giappone: da Aa2 a Aa3
La decisione era attesa per l’elevato debito pubblico del Paese, i problemi di ricostruzione ed energetici post-tsunami, la forte incertezza politica con l’elezione del nuovo premier il 29 agosto. Esperti: il debito pubblico è ora considerato il banco di prova per tutti i Paesi.

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – L’agenzia Moody’s ha tagliato oggi il rating del Giappone da Aa2 ad Aa3, quale conseguenza della continua crescita del debito pubblico a causa della recessione mondiale del 2009 e per le difficoltà a risolvere i problemi politici interni, anche se ha aggiunto che considera “stabile” la situazione del Paese. Il debito estero nipponico è il più elevato tra le economie sviluppate.

Il Giappone è indebitato per 943.800 miliardi di yen pari, circa due volte il suo prodotto interno lordo, e la somma aumenta ogni anno attraverso l’emissione di buoni del tesoro per coprire rientri molto inferiori alle spese. Moody’s ha spiegato che “l’abbassamento del rating è motivata da importanti disavanzi di bilancio e l’accumulo del debito pubblico giapponese dalla recessione mondiale di 2009”. Il Paese è in recessione e la sua crescita è in diminuzione da 3 trimestri consecutivi, anche per i gravissimi danni causati dal terremoto e tsunami dell’11 marzo. Questo ha anche causato una contrazione degli investimenti delle imprese e dei consumi pubblici, diminuendo le entrate fiscali e ostacolando i progetti di bilancio. Tuttavia è la prima volta dopo la catastrofe che una grande agenzia di rating abbassa la valutazione sul Giappone.

La decisione arriva mentre Tokyo combatte contro spinte speculative che nei giorni scorsi hanno causato un forte apprezzamento dello yen. Oggi il governo ha annunciato aiuti alla imprese per contrastare il forte rafforzamento dello yen sulle altre valute, tra cui facilitazioni creditizie per 100 miliardi di dollari per favorire gli investimenti giapponesi all’estero.

Il governo progetta di azzerare il debito pubblico entro il 2020. Ma Moody’s ha spiegato che, anche se il governo ha la volontà di ridurre il deficit, l’instabilità politica può ostacolarlo e comunque “ha impedito al governo di adottare strategie economiche e fiscali di lungo periodo”: in 5 anni si sono succeduti 5 primi ministri e il 29 agosto ben 7 candidati si contenderanno il ruolo di presidente del Partito Democratico del Giappone e nuovo premier al posto di Naoto Kan, diventato impopolare perché accusato di avere mal gestito la risposta allo tsunami e, soprattutto, la crisi dell’impianto nucleare di Fukushima.

Tokyo ha anche carenze di energia, dopo l’incidente di Fukushima e la critica verso molti grandi impianti ritenuti non sicuri. Il governo da tempo ha invitato i cittadini a limitare l’uso di elettricità ma ancora non riesce a disporre adeguate forniture.

E’ diffusa la convinzione che non si saranno forti conseguenze sul mercato, perché i problemi indicati sono noti e la decisione era allo studio da maggio e prevista, anche se molti la attendevano dopo la scelta del nuovo premier. Per cui è considerata anche un giudizio sulla poca fiducia che i candidati alla guida del Paese possano imprimere importanti cambiamenti sui principali problemi: la crisi energetica dopo Fukushima, la ricostruzione post tsunami, il risanamento del debito pubblico, le speculazioni contro lo yen. Quasi tutti i 7 candidati hanno nel programma il taglio del 5% delle tasse sulle vendite, per aumentare il benessere sociale e i consumi.

E’ il primo declassamento di Moody’s verso il Giappone dal 2002, quando era stato portato al rating di A2. Da allora Tokyo aveva invece avuto 3 miglioramenti di rating. Peraltro la valutazione su Tokyo si allinea così a quella di Standard & Poor’s, che lo aveva già declassato a gennaio.

Esperti interpretano la decisione anche come ulteriore monito alle economie avanzate a tenere sotto controllo il debito estero, dopo che questo mese l’agenzia Standard & Poor’s ha declassato gli Stati Uniti dallo standard AAA, massimo livello possibile, e dopo che a giugno sempre Moody’s ha ammonito l’Italia che potrebbe declassarla per l’elevato debito pubblico.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
29/01/2010 ASIA - USA
Ben Bernanke ancora a capo della Fed, ma con molti oppositori
05/07/2010 ASIA
Banche cinesi da ricapitalizzare: la Cina come la Grecia
di Maurizio d'Orlando
25/07/2011 ASIA - CINA - STATI UNITI
Debito pubblico Usa, preoccupata l’Asia, crolla la borsa di Shanghai
08/10/2013 CINA – GIAPPONE – STATI UNITI
Default Usa: Pechino e Tokyo chiedono a Washington garanzie sul debito
13/01/2011 CINA - GIAPPONE - EUROPA
L’Asia aiuta l’Europa in crisi

In evidenza
VATICANO
Il Papa su Medio Oriente, Iraq, Ucraina: "Fermatevi, ve lo chiedo con tutto il cuore! Fermatevi!"Il ricordo dei bambini, vittime delle guerre, "ai quali si toglie la speranza di una vita degna". Affrontare "ogni diatriba con la tenacia del dialogo e del negoziato e con la forza della riconciliazione". Domani, i 100 anni dallo scoppio della Prima guerra mondiale, "un giorno di lutto". Imparare le lezioni della storia. Il Vangelo ti fa conoscere Gesù vero, vivo; ti parla al cuore e ti cambia la vita, come per san Francesco di Assisi. "La gioia di avere trovato il tesoro del Regno di Dio traspare, si vede. Il cristiano non può tenere nascosta la sua fede".
IRAQ - VATICANO
Patriarca di Baghdad: Il cuore "sanguina" per gli innocenti in lraq, Siria e Gaza. Ed è "triste" per la timidezza del mondo civilizzatoMar Louis Sako invia un messaggio al card. Barbarin, in occasione della marcia di solidarietà con i cristiani dell'Iraq, che si tiene oggi a Lione. "Non ci dimenticate!".
VATICANO
Papa: sono con i cristiani perseguitati di Mosul e del Medio Oriente"Il Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la violenza. La violenza si vince con la pace!". All'Angelus Francesco ha commentato la parabola del buon grano e della zizzania. Dio è "paziente", sa che "la stessa zizzania, alla fine, può diventare buon grano". Ma "al tempo della mietitura, cioè del giudizio, i mietitori eseguiranno l'ordine del padrone separando la zizzania per bruciarla".

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate