12/06/2008, 00.00
VIETNAM-VATICANO
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Musiche tradizionali accolgono a Dalat la delegazione della Santa Sede

di JB VU
Il vescovo Peter Nguyen Van Nhon: “siamo una piccola realtà, ma aspettiamo che il Papa possa venire a trovarci”. Fonti di Hanoi parlano di preoccupazione di ambienti cattolici perché le autorità pubbliche non avrebbero dato risposte per la soluzione della questione della ex nunziatura.
Dalat (AsiaNews) – Musiche tradizionali per la calorosa accoglienza riservata da Dalat alla delegazione vaticana giunta ieri pomeriggio in città. Più di 10mila persone si sono raccolte di fronte alla cattedrale, dove il vescovo Peter Nguyen Van Nhon, che è anche presidente dei vescovi vietnamiti, ha voluto ringraziare mons. Pietro Parolin, sottosegretario di Stato vaticano per i rapporti con gli Stati, che guida la delegazione, e mons. Luis Mariano Montemayor e mons. Nguyen Van Phuong, che lo accompagnano.
 
Il vescovo di Dalat ha ringraziato per la visita i rappresentanti della Santa Sede ed il governo del Paese per aver creato le condizioni ed aiutato a compiere il viaggio. “Anche se la nostra è una piccola diocesi – ha aggiunto – noi aspettiamo che il Santo Padre possa venire a trovarci”. Dalat è nella regione degli Altipiani, a 330 chilometri da Ho Chi Minh City. La provincia ha 1.218.000 abitanti, con almeno 300mila cattolici. La diocesi è abitata da vari gruppi di minoranza etniche, delle quali si cura, in particolare i K’Ho e i Churu.
 
“Preghiamo insieme – ha detto mons. Parolin durante la messa – per avere cooperazione ed unità. Come missionari, che portano la fede al popolo, dobbiamo avere una grande fede. Noi – ha aggiunto - aiutiamo le altre persone e mostrando la nostra umanità testimoniamo l’amore di Gesù verso di noi”. “Noi – ha detto ancora – porteremo al Santo Padre le attività spirituali e religiose dei vietnamiti. Egli conosce le cose ed ha voluto che venissimo qui”.
 
Alcuni parrocchiani hanno detto ad Asianews di essere “veramente felici per questa visita. Noi - hanno proseguito – spriamo che la Santa Sede possa avere rapporti diplomatici con il governo del Vietnam, così che noi possiamo avere maggiore libertà religiosa. La Chiesa del Vietnam ha dato il suo contributo al benessere del Paese e quando serve la Chiesa locale aiuta la gente, collaborando sempre di più con le altre religioni, gli uffici del governo e le organizzazioni sociali. Riteniamo che essendoci cooperazione con la Santa Sede  potremmo avere maggiore sviluppo per il Paese”.
 
In proposito, da Hanoi riferiscono di preoccupazione di ambienti cattolici per gli esiti degli incontri della delegazione vaticana con le autorità (nella foto), in particolare per ciò che riguarda la restituzione alla Chiesa del complesso della ex nunziatura. Causa di una pacifica protesta dei cattolici, il complesso dovrebbe tornare alla Chiesa, secondo un impegno informalmente preso dal governo per porre fine alle manifestazioni. Ad una richiesta sulla vicenda che, a quanto riferiscono da Hanoi, sarebbe stata avanzata da mons. Parolin, Nguyen The Thao, presidente del Comitato popolare cittadino ha lodato “il contributo offerto dalla comunità cattolica alla causa comune per il progresso e lo sviluppo di una società pacifica ed equa”, ma ha evitato di riferire dati concreti per risolvere il problema. (Ha collaborato J.B. An Dang).
 
 
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