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  • » 20/12/2017, 11.50

    CINA

    Natale a Pechino: una mela per la pace, il presepio ‘nel cuore’



    Due sacerdoti, p. George della comunità sotterranea e p. Luigi, della comunità ufficiale, raccontano come in Cina ci si prepara alla festa cristiana. Sebbene qua e là vi siano proibizioni e divieti, l’atmosfera natalizia – anche commerciale – invade le città. Ma il vero senso della festa si trova in chiesa. Le chiese di Pechino riempite da migliaia di persone.

    Pechino (AsiaNews) – Regalare una mela a Natale è diventato una pratica molto diffusa fra i cristiani di Pechino, tanto che le parrocchie ne regalano una a tutti quelli che vengono alla messa di mezzanotte. Perché? Per l’omofonia fra “mela” e “pace”, che in cinese si dicono entrambi “ping”.

    Le strade, i negozi, i centri commerciali sono pieni di segni natalizi. In chiesa la solennità viene preparata con canti, addobbi, presepe, ma soprattutto costruendo “il presepe nel proprio cuore”.

    Sono alcune note che due sacerdoti, p. George, della comunità sotterranea, e p. Aloysius, della comunità ufficiale, hanno fatto giungere ad AsiaNews. Ecco cosa ci hanno scritto.

    P. George

    Il nostro popolo festeggia in diversi modi la nascita di Gesù: prepariamo il presepio, decoriamo la chiesa, organizziamo momenti musicali e di spettacolo. Durante questo periodo svolgiamo anche attività assistenziali e caritative, con una cena alla vigilia di Natale e tante altre cose.

    La vita di fede si concentra soprattutto nella celebrazione liturgica. All’inizio di Avvento, il sacerdote deve preparare bene ogni passo perché il cuore dei fedeli giunga fino alla nascita di Gesù.

    Per l’aspetto liturgico, si prepara il presepio che rappresenta da vicino la nascita di Gesù; si forniscono maggiori informazioni liturgiche ai fedeli in modo che tutti siano pronti a camminare nel nuovo anno liturgico insieme con la Santa Chiesa.

    Sottolineiamo molto la meditazione quotidiana; la parola di Dio ci aiuta a seguire meglio la via del Signore. Bisogna sottolineare l’importanza del tempo di Avvento, preparando attentamente l’omelia e predicando fedelmente a tutti fedeli. Senza la vita spirituale e l’apertura del cuore, tutte le altre attività natalizie appaiono vuote e superficiali.

    Bisogna tener presente l’importanza del Sacramento di della riconciliazione e i sacerdoti devono poter offrire ai laici del tempo sufficiente per riceverlo. In questi casi, è opportuno invitare qualche prete da altre parrocchie vicine per soddisfare le esigenze dei fedeli.

    Preparare il presepio non è il lavoro esclusivo del parroco o delle suore. Ritengo che sia una buona occasione per invitare i laici a collaborare. Inoltre, il presepio deve essere semplice tenendo a mente la povertà e l’umiltà di Nostro Signore. Attraverso un umile pentimento, il duro sacrificio, la preghiera e dedizione, possiamo costruire il nostro presepio nel cuore.

    L’amore non si limita solo alle parole, ma si manifesti con le azioni. A Natale, prestiamo maggior attenzione agli ultimi e ai poveri, riservando per loro i posti migliori nelle celebrazioni, in modo che sentano di più l’amore del Signore vicini al presepe e all’altare. Per i malati, credo che il regalo più bello sia visitarli e portare loro il Sacramento della riconciliazione e l’eucaristia.

    Con molto anticipo prepariamo il gruppo dei cerimonieri e il coro. Una liturgica ordinata e solenne, accompagnate da musiche e canti, aiuta i fedeli a entrare di più in un’atmosfera di ringraziamento e nel mistero della fede alla vigilia di Natale.

    Dopo che riceviamo il Messaggio del papa [il Messaggio Urbi et Orbi del giorno di Natale], lo condividiamo con i leader laici. Ma è importante che il sacerdote lo assapori bene per primo, in modo personale.

    Ai tempi di Gesù, a Gerusalemme c’erano tanti alberghi, ma non vi era posto per il Bambino. Di recente ho letto che in qualche parte della Cina si boicotta il Natale. Dopo 2mila anni ci sono ancora tante ostilità verso Gesù in molte parti del mondo. Mi ricordo che qualche anno fa abbiamo preparato tutto per il Natale, ma ci hanno proibito di festeggiare proprio il pomeriggio del giorno prima. Non potendo celebrare la messa della Vigilia di Natale, quella sera siamo rimasti solo 30 persone. Il Natale si sta avvicinando di nuovo. Sarà un Natale di pace? Il Bambino Gesù sorride dalla mangiatoia degli animali e abbraccia tutti i popoli del mondo. È lui il Re della Pace.

     

    P. Luigi

    Nel mese di dicembre a Pechino, in negozi, ristoranti, panifici, e centri commerciali troviamo sempre tante decorazioni natalizie. Non vi sono solo le locandine pubblicitarie: a partire da metà dicembre, anche i commessi indossano il cappuccio rosso di Babbo Natale. Ieri sera, sono passato in un negozio di abbigliamento, ho visto che davanti al negozio, c’era una renna di peluche, piccola ma carina. Per festeggiare il Natale, dappertutto ci sono lampadine e alberi di Natale, nelle piazze, davanti ai palazzi e a volte anche nei quartieri residenziali. Piano piano, mi sono reso conto che il Natale oggi non rappresenta una festa esclusivamente per i cristiani, ma diventa sempre più popolare e commerciale. Accanto a questo crescente fenomeno, non mancano voci contraddittorie. Ad esempio, diverse scuole e università hanno vietato ogni tipo di festeggiamento natalizio.

    La città è immersa nell’atmosfera natalizia: alberi di Natale, la figura di Babbo Natale, musiche natalizie, ecc. Ma per i cristiani, il vero significato del Natale si trova solo in Chiesa. Ogni anno alla messa di Natale a Pechino vi sono centinaia, migliaia di partecipanti. Le chiese locali cercano di celebrare più messe possibili e distribuiscono in anticipo il biglietto d’ingresso in modo gratuito. Purtroppo, a causa della folla e della limitata dimensione delle chiese, a volte è comunque difficile soddisfare le esigenze di ogni singolo fedele. In particolare quest’anno, dopo alcuni incendi in città, le chiese saranno controllate ancora più rigidamente. 

    Fare un regalo a Natale fa parte dei simboli di questa festa. C’è qualche regalo speciale in Cina?

    Sì: si regala una mela. Nella lingua cinese, l’omofonia è usata spesso per comunicare. Alla Vigilia di Natale si regala una mela perché la pronuncia di mela (“ping guo”)  ha lo stesso suono della parola pace (“he ping”). Preparata in una scatoletta colorata, con un biglietto di auguri, la mela è diventata ormai un regalo Doc del cristianesimo in Cina. Tutti coloro che visitano la chiesa potranno riceverne.

    La gioia dei cattolici cinesi si manifesta anche nelle due messe della Vigilia di Natale: una la si celebra nel tardo pomeriggio; l’altra verso 11.30 di sera. Durante tre o quattro ore d’intervallo tra le due messe, spesso vengono organizzate diverse attività: una veglia con la preghiera di Taizé, o un concerto di Natale. Grazie alle danze, canzoni e tanti altri spettacoli, la festa arriva al suo culmine.

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