03/10/2005, 00.00
LAOS
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Nel Laos i contadini rischiano la vita per trovare rottami di metallo

Dopo 30 anni, sarebbero 9 milioni le bombe americane inesplose. Povertà e fame portano i contadini a disinnescare gli ordigni per vendere il metallo e l'esplosivo.

Vientiane (AsiaNews/Agenzie) – Nei giardini e nei campi del Laos giacciono numerose le bombe americane inesplose. Talvolta i contadini tentano di disinnescarle per venderle. Spesso esplodono e lanciano centinaia di schegge di metallo in ogni direzione, alla velocità di 2 km al secondo.

Nei villaggi della provincia di Xieng Khuang, sulle montagne del Laos settentrionale, i genitori vivono con la paura delle bombe e non possono lasciare soli i bambini.

"Ricordo – racconta Phomm Mma, un contadino che ospita nel giardino un ordigno di 453 kg – quando nel 1973 gli aerei americani lanciavano bombe come pioggia. Ero un bambino. Non avrei mai pensato che avrebbero ancora ucciso 30 anni dopo."

L'aumento del prezzo dell'acciaio e l'aumento della richiesta per gusci di bombe, parti di alluminio degli aerei caduti, pezzi di artiglieria, ha portato un incremento delle esplosioni e delle morti. Un contadino può guadagnare, da questa attività, circa 16,8 milioni di kip (12 mila dollari americani) all'anno; i rottami di acciaio vengono pagati oltre 1.600 kip al chilo e l'esplosivo estratto dalle bombe (usato per le miniere) vale 50 mila kip al chilo.

Khamsing Maliya, direttore dell'orfanotrofio della provincia, racconta che la gran parte dei suoi 130 bambini hanno perso i genitori per le esplosioni.

Il Laos settentrionale ha subito il maggior bombardamento della storia. I campi sono disseminati dei crateri delle esplosioni vecchie di decenni: si parla di 580 mila raid aerei con il lancio di oltre 2 milioni di tonnellate di esplosivo, soprattutto nella provincia di Xieng Khuang. Secondo stime, circa il 30% delle bombe non sono esplose e nel Paese ci possono essere ancora 9 milioni di ordigni.

"I contadini – spiega Mick Hayes, esperto in materia ed ex dirigente nel Laos del Mines Action Group, ente che si occupa della bonifica dalle mine – conoscono molto bene i pericoli. Ma raccolgono le bombe per venderle perché sono disperati per trovare il cibo per la famiglia. Il lavoro ha bassi salari e la gran parte del terreno è troppo pericoloso per venire coltivato."  (PB)

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