06/04/2017, 14.40
VATICANO
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Nel mondo aumentano cattolici, vescovi e missionari laici, diminuiscono sacerdoti e suore

I 1.285 milioni di cattolici sono il 17,7% della popolazione mondiale. Sono 3,2 ogni 100 abitanti in Asia, 19,4 in Africa, 26,4 in Oceania, 39,9 in Europa e 63,7 in America. L’Asia con 34.741 unità è il continente con il maggior numero di seminaristi.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Nel mondo aumentano i cattolici (saliti da 1.272 milioni nel 2014 a 1.285 milioni nel 2015) e cresce anche il numero di vescovi, diaconi permanenti, missionari laici e catechisti, ma diminuiscono sacerdoti, religiose e seminaristi. Sono alcuni dei dati che emergono dalla pubblicazione dell’Annuario Pontificio 2017 e dell’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2015, in distribuzione nelle librerie.

Il numero di cattolici battezzati è passato da 1.272 milioni nel 2014 a 1.285 milioni nel 2015, con un incremento relativo dell’1%. Questo ammonta al 17,7% della popolazione totale. In particolare, i cattolici sono 3,2 ogni 100 abitanti in Asia, 19,4 in Africa, 26,4 in Oceania, 39,9 in Europa e 63,7 in America. “Se si adotta una prospettiva di medio periodo, ad esempio con riferimento al 2010, si constata una crescita più robusta, pari al 7,4%. La dinamica di tale incremento risulta diversa da continente a continente: mentre, infatti, in Africa si registra un aumento del 19,4%, essendo il numero dei cattolici passato, nello stesso periodo, da 186 a 222 milioni, in Europa invece si manifesta una situazione di stabilità (nel 2015 i cattolici ammontano a quasi 286 milioni e sono poco più di 800 mila rispetto al 2010 e 1,3 milioni in meno rispetto al 2014). Tale stasi è da imputare alla ben nota situazione demografica, la cui popolazione è in lieve aumento e anzi è prevista in netto declino per i prossimi anni. Situazioni intermedie tra le due sopra descritte sono quelle registrate in America ed in Asia, dove la crescita dei cattolici è certamente importante (rispettivamente, +6,7% e +9,1%), ma del tutto in linea con lo sviluppo demografico di questi due continenti. Stazionarietà, su valori assoluti ovviamente inferiori, anche per quanto riguarda l’Oceania”.

Quanto ai chierici, nel 2015 erano 466.215, con 5.304 vescovi, 415.656 sacerdoti e 45.255 diaconi permanenti.

Il numero di vescovi è aumentato nel corso del tempo, soddisfacendo alle esigenze di un accresciuto numero di fedeli e di un riequilibrio numerico e funzionale rispetto al corpo sacerdotale. Nell’ultimo quinquennio si è registrato un incremento del 3,9%. Tale movimento di crescita si riscontra in tutti i continenti.

Diminuito, invece, è il numero dei sacerdoti rispetto all’anno precedente, invertendo così il trend crescente che ha caratterizzato gli anni dal 2000 al 2014. La diminuzione tra il 2014 e il 2015 è di 136 unità ed interessa in particolare il continente europeo (-2.502 unità), dato che per i rimanenti continenti si registrano, da un anno all’altro, variazioni positive: +1.133 unità per Africa, +47 per America, +1.104 per Asia e +82 per Oceania. L’ammontare globale dei sacerdoti nel mondo nel 2015, rispetto a quello del 2010, ha subito un aumento di 0,83% (passando da 412.236 a 415.656 unità). Se Africa e Asia mostrano una dinamica sostenuta (rispettivamente, +17,4% e +13,3%) e l’America si mantiene pressoché stazionaria (+0,35%), Europa e l’Oceania registrano, invece, nello stesso periodo, i tassi di variazione decisamente negativi e pari, rispettivamente, al -5,8 e al -2,0 per cento.

La diminuzione dipende dai sacerdoti religiosi. I diocesani, infatti, sono passati da 277.009 nel 2010 a 281.514 nel 2015, mentre i religiosi sono in costante flessione (-0,8% nel periodo sotto esame), attestandosi a poco più di 134 mila nel 2015.

Continuano a crescere i diaconi permanenti, aumentati, nel 2015, di 14,4% rispetto al dato di cinque anni prima, passando da 39.564 a 45.255 unità. Il numero dei diaconi migliora in tutti i continenti a ritmi significativi.

In leggera flessione i religiosi professi non sacerdoti: se ne annoveravano 54.665 unità nel 2010 e sono diventati 54.229 nel 2015. La flessione è da ascriversi, in ordine di importanza, al gruppo europeo, a quello americano e a quello oceanico, mentre in Africa questi operatori si sono incrementati e così come in Asia seppure in misura minore.

Netta invece la diminuzione delle religiose professe: esse scendono da 721.935 unità, nel 2010, a 670.320 nel 2015, con una flessione relativa del 7,1%. Si rilevano profonde differenze. In Africa crescono passando da 66.375 nel 2010 a 71.567 nel 2015, con un aumento relativo del 7,8%. Segue l’area dell’Asia del Sud-Est, dove le religiose professe sono passate da 160.564 nel 2010 a 166.786 nel 2015, con un incremento pari al 3,9% nell’intero periodo ed un tasso di incremento medio annuo di 0,78%. Scendono invece nel sud e centro America: fra l’inizio del periodo e la sua fine si passa da 122.213 religiose nel 2010, a 112.051 nel 2015, con un decremento globale di 8,3% ed uno medio annuo di -1,7%. Infine, si annoverano tre aree continentali accomunate da una evidente contrazione: si tratta dell’America del Nord (-17,9% sull’intero periodo e il -3,6% come tasso di variazione medio annuo), dell’Europa (-13,4% e -2,7%) e dell’Oceania (-13,8% e -2,7%). Queste aeree risultano pertanto rilevanti sul dato mondiale.

Prosegue anche il calo che già da qualche anno caratterizza l’andamento delle vocazioni sacerdotali: nel 2015 i seminaristi maggiori sono pari a 116.843 unità, contro i 116.939 del 2014, i 118.251 del 2013, i 120.051 del 2012, i 120.616 del 2011 e i 118.990 del 2010. Anche qui si registrano significative differenze. In Africa il numero dei seminaristi maggiori nel quinquennio sotto esame è costantemente aumentato, realizzando nell’intero periodo un incremento del 7,7%. In tutte le partizioni dell’America si è assistito ad una continua diminuzione delle vocazioni che si è concretizzata in una variazione di -8,1%. Nel Medio Oriente, la diminuzione è stata accentuata fino al 2013 e il successivo andamento non mostra tendenze univoche; viceversa nell’Asia Sud Orientale, alla crescita iniziale terminata nel 2012 (+4,5% rispetto al 2010), ha fatto seguito una accentuata diminuzione che ha portato il numero dei seminaristi maggiori nel 2015 ad un livello inferiore di 1,6% a quello massimo del 2012. In Europa dal 2010 al 2015, il numero dei seminaristi è diminuito del 9,7%. In Oceania, la consistenza più alta è stata registrata nel 2012; il successivo andamento è in continuo calo e il numero dei seminaristi nel 2015 risulta inferiore del 6,9% rispetto a quello del 2012. Dei 116.843 seminaristi di tutto il mondo, nel 2015, il continente con il maggior numero di seminaristi è l’Asia con 34.741 unità. Ad esso seguono l’America con 33.512 unità, l’Africa con 29.007, l’Europa con 18.579 ed infine l’Oceania con 1.004 seminaristi.

 

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