02/12/2013, 00.00
EGITTO
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Nella nuova Costituzione egiziana libertà religiosa, ma troppo potere ai militari

Presentata ieri, la bozza del documento riconosce il rispetto dei diritti umani, la libertà religiosa e di culto. Cristiani, donne, portatori di handicap e altre categorie avranno quote di rappresentanza, ma il testo non precisa ancora la loro entità. Polemiche sui troppi poteri dati all'esercito e al governo ad interim. P. Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica: "La nuova costituzione sarà solo un 'buon testo' scritto per accontentare tutti, oppure un efficace strumento legislativo in grado di cambiare il Paese?".

Il Cairo (AsiaNews) - Libertà di culto e religiosa, possibilità di costruire chiese ed edifici religiosi, quote di rappresentanza in parlamento e nelle amministrazioni locali per cristiani, donne e portatori di handicap, pieno rispetto della vita umana, ma anche corte marziale per i cittadini autori di attacchi contro i militari. Sono alcuni passi della nuova Costituzione presentata ieri sera dall'Assemblea costituente egiziana. Dopo l'approvazione al Senato (Shura), i 247 articoli della bozza saranno sottoposti a un referendum popolare entro il gennaio 2014.

Intervistato da AsiaNews, p. Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica egiziana, sottolinea che il "documento è ricco di cambiamenti positivi", tuttavia "delude le aspettative dei cristiani". Il sacerdote parla l'introduzione della quota di rappresentanza come una  "discriminazione positiva", che da un lato offre ai cristiani la possibilità di avere rappresentanti eletti e in parlamento e negli enti locali, dall'altra tradisce il concetto di uguaglianza politica e sociale rispetto ai musulmani.  

P. Greiche rileva anche il grande impegno di Antonios Aziz, rappresentante per la Chiesa cattolica nell'Assemblea costituente, che si è battuto per inserire nel documento riferimenti all'Enciclica "Humanae Vitae" di Paolo VI, in particolare il rispetto dei diritti dell'infanzia e delle donne, il diritto all'istruzione e la difesa della vita. Il sacerdote avverte però che gli pur presentando molte novità, la bozza, e in futuro la nuova Costituzione, potrebbe restare un semplice documento scritto fatto di parole e non di fatti: "Come avviene per ogni costituzione anche quella egiziana avrà significato solo se applicata sul campo". La domanda è se essa sarà solo un 'buon testo' scritto per accontentare tutti, oppure un efficace strumento legislativo in grado di cambiare il Paese".

Dalla deposizione di Mohamed Morsi l'Egitto è piombato in un clima di caos e tensione. Da settimane gli studenti islamisti manifestano davanti all'Università d'ingegneria del Cairo contro il governo ad interim e la nuova legge che blocca le manifestazioni non autorizzate. Ieri un giovane è stato ucciso da un colpo di pistola. L'omicidio è stato subito attribuito a un agente di polizia, ma gli investigatori hanno scoperto che il proiettile non fa parte delle munizioni in dotazione alle forze dell'ordine. Nell'Alto Egitto i cristiani continuano a subire violenze e attacchi da parte della maggioranza musulmana. L'ultimo è avvenuto lo scorso 28 novembre a Wabor (Minya). Un gruppo d'islamisti del vicino villaggio di Hawarta ha assaltato e distrutto abitazioni e negozi della comunità copta ortodossa. Gli islamisti si sono ritirati solo dopo l'intervento congiunto di polizia ed esercito, che però si è limitato a disperdere la folla senza arrestare gli autori delle violenze.  

L'applicazione delle leggi e il reale rispetto dei diritti umani da parte del governo e della società restano uno dei problemi fondamentali dell'Egitto. Nonostante i cambiamenti rispetto al documento presentato durante il governo islamista di Mohamed Morsi, in molti hanno criticato la nuova bozza che darebbe ancora troppo potere al governo ad interim. Un esempio è l'articolo 204 che vieta i processi militari per i civili "tranne i casi di attacchi diretti alle istituzioni delle forze armate, agli edifici e tutto ciò che cade sotto l'autorità militare". La Corte marziale è prevista anche nei casi di attacchi diretti contro esponenti soldati e ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni. Sotto accusa vi sono anche gli articoli 229, 243 e 244, relativi al punto 2 del capitolo 6 della Carta che riguarda il periodo di transizione politica.  L'art. 229 che in un primo tempo prevedeva riservava i due terzi del parlamento a politici indipendenti con solo un terzo proveniente da liste di partito è stato lasciato in sospeso. La questione sarà decisa nei prossimi mesi dal presidente a interim Adly Mansour.

Gli altri due articoli contestati sono il 243 e il 244, riguardanti la rappresentanza politica di donne, cristiani, giovani, lavoratori, contadini e portatori di handicap. Nella precedente versione  era già stato stabilita la quota specifica per ogni categoria, ma i costituenti hanno preferito lasciare in sospeso anche questo punto, sottolineando che "ogni minoranza avrà una rappresentanza adeguata". Fra gli articoli contestati vi è il 230 che definisce la time-line elettorale. La prima versione imponeva elezioni parlamentari dopo un periodo minimo di 30 giorni e un massimo di 90 giorni dalla ratifica della costituzione, ed elezioni presidenziali entro 30 giorni dalla convocazione del parlamento. Nella nuova versione è stata eliminata la successione temporale che impone prima le elezioni parlamentari e in seguito quelle presidenziali. Essa afferma, senza specificare, che "le elezioni si dovranno svolgere entro sei mesi dalla ratifica del documento", mentre la campagna elettorale potrà iniziare dopo un mese dall'approvazione della Costituzione. (S.C.) 

 

 

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