23/07/2011, 00.00
TAGIKISTAN
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Nelle università tagike è allarme corruzione

Il ministero dell'Istruzione è l'istituzione pubblica più corrotta. Per passare i test di ingresso alle facoltà scientifiche, gli studenti arrivano a pagare anche mazzette da 20mila dollari. Ma il 47% della popolazione vive in condizioni di povertà.
Dushanbe (AsiaNews) - L'istruzione universitaria è tra i settori più corrotti in Tagikistan. La dimensione del fenomeno è tale che il Paese sta affrontando una carenza di "professionisti qualificati", avvertono gli esperti. Le cifre parlano da sole: si calcola che solo pochi studenti ottengano la laurea senza pagare mazzette durante gli anni di studi e secondo la classifica dell'agenzia nazionale Anti-corruzione, il ministero dell'Istruzione è l'istituzione pubblica più corrotta.

Stando a testimonianze riportate dal sito EurasiaNet.org, in alcuni atenei gli amministratori possono arrivare a chiedere a uno studente anche 20mila dollari solo per passare il test di ingresso alla facoltà di medicina. Per immatricolarsi in corsi di laurea umanistici, la cifra scende tra i mille e i 3mila dollari; per legge o economia, la mazzetta va dai 4.500 ai 10mila dollari. Il prezzo "dipende anche dal prestigio dell'università", spiegano fonti anonime al sito specializzato in notizie dall'Asia centrale. Per capire di che somme si tratta, basti pensare che - secondo i dati della Banca mondiale - quasi il 47% dei tagiki vivono in condizioni di povertà, vale a dire con meno di 2 dollari al giorno.

"Chi ha soldi può facilmente avere un'istruzione superiore, ma per molti ragazzi intelligenti e capaci questa via rimane bloccata per mancanza di denaro", spiega Oynihol Bobonazarova, che dirige uno studio legale a Dushanbe. "La corruzione porta all'instabilità e in questo caso mina le fondamenta stesse della nostra società - continua Bobonazarova - ci mancano veri specialisti qualificati e si alimenta quella cultura, già diffusa durante l'Urss, che pagando si può ottenere tutto e più facilmente".

Le autorità sono consapevoli della sfida da affrontare, racconta Savzali Jafarov, direttore del nuovo Centro governativo per gli esami. L'organismo è stato creato proprio per controllare l'applicazione di uno standard nazionale ai test di ingresso universitari, che dovrà avvenire entro il 2014. Secondo il sistema attuale, infatti, ogni ateneo organizza il proprio test con le proprie regole. "Standardizzando gli esami di ammissione - garantisce Jafarov - elimineremo il fattore umano". (N.A.)

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