22/04/2015, 00.00
NEPAL
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Nepal, allarme influenza suina: almeno 30 morti e centinaia di malati

di Christopher Sharma
Si teme che il contagio possa diffondersi in tutto il Paese e sconfinare in Cina e India. Inefficienze del governo e carenza di medicinali. Il personale medico si rifiuta di lavorare per timore di infezioni. L’esercito e la Caritas in aiuto alla popolazione.

Kathmandu (AsiaNews) – Almeno 30 vittime e centinaia di malati è il bilancio provvisorio causato dall’influenza suina (H1N1) che da giorni ha colpito il Jajarkot, distretto nord-est del Paese. Secondo i media locali mancano i medicinali e il personale sanitario è restio a lavorare nell’area dopo alcuni casi di medici infettati dallo stesso virus. L’esercito nepalese, i privati, le associazioni dei medici e la Caritas sono impegnati a risolvere il problema.

Geeta Shakya, direttore del National Public Helath Laboratory, ha dichiarato: “Il test campione prova che l’influenza suina si sta diffondendo rapidamente. La situazione della gente è complicata anche dal cambiamento di temperature stagionali. Se non prendiamo serie contromisure – ha continuato – è probabile un’epidemia in tutto il Paese e nei Paesi vicini: Cina e India”.

Il problema più grave resta la mancanza dei medicinali necessari alla cura: per questo il personale sanitario operante nel distretto incolpa il governo di incompetenza.

Secondo la popolazione locale, i medici e il personale sanitario si rifiutano di operare per paura di contrarre il morbo. In molti hanno lasciato il distretto e quelli dislocati da altre regioni si rifiutano di lavorare. “L’ambiente di lavoro non è igienico – racconta uno di loro – e non abbiamo vitto e alloggio garantiti per lavorare qui. Se il governo ci obbligherà a lavorare in queste condizioni malsane, ci licenzieremo per salvare le nostre vite”.

Khagaraj Adhikari, Ministro della Sanità, giustifica l’operato del governo: “Ce la stiamo mettendo tutta per far giungere più medici e più medicinali. Se qualche medico o personale sanitario si rifiuterà di lavorare, prenderemo provvedimenti”.

Le condizioni del distretto montagnoso del Jajakort sono allarmanti. Oppresse da povertà e privazioni, le famiglie non possono permettersi di frequentare buone cliniche e mancano di educazione sanitaria di base, diventando vulnerabili a nuove epidemie. Sei anni fa ci fu un caso simile, quando la gente iniziò a morire di diarrea (che poi si scoprì essere colera) perché mancavano i medicinali di base.

Gopal Rokaya, membro del Village Development Committee della città di Paink, ha perso i suoi due figli due giorni fa: “Ho perso i miei due figli perché non ho avuto le medicine. Quando sono andato all’ufficio sanitario del distretto, mi hanno detto che il negozio era vuoto e che la capitale non aveva fornito altri medicinali. Stiamo perdendo le nostre vite – continua – e il governo ci prende in giro con parole di facciata. Nemmeno medicine di base, come il paracetamolo, sono facili da trovare”.

La sottospecie A H1N1 pdm09 del virus, trovata in otto pazienti, è la stessa che ha causato la pandemia globale del 2009, che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità provocò oltre 18mila vittime. Dall’inizio dell’anno, circa 900 persone sono morte di influenza suina in India.

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