22/11/2019, 12.43
ISRAELE
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Netanyahu incriminato per corruzione

Il premier uscente dovrà rispondere in corruzione, frode e abuso d’ufficio in tre diversi filoni di inchiesta. Egli attacca la magistratura e parla di “tentato colpo di Stato”. Fonte di AsiaNews: Cresce la fronda interna al partito che vuole l’allontanamento. Quadro politico “in fermento”, possibili nuovi leader all’orizzonte. 

Gerusalemme (AsiaNews) - Benjamin Netanyahu sarà processato e dovrà rispondere di accuse gravissime. Per la prima volta nella storia del Paese un Primo Ministro israeliano in carica è stato incriminato per corruzione, frode e abuso d’ufficio. Ieri il procuratore generale Avichai Mandelblit, nominato nell’incarico proprio da Benjamin Netanyahu, ha rinviato a giudizio in via ufficiale il premier uscente, che rischia una condanna a diversi anni di carcere. 

A poche ore dall’annuncio ufficiale dell’incriminazione formale da parte della procura generale, che ha promosso per mesi un’inchiesta composta di filoni diversi, Netanyahu ha indetto una conferenza stampa per annunciare che non intende dimettersi. E dice di essere pronto a dare battaglia contro i magistrati, accusandoli di “tentato colpo di Stato” e di giustizia a orologeria per mettere fine alla sua carriera politica

Fonti istituzionali di AsiaNews in Israele, dietro garanzia di anonimato, sottolineano però che questo processo è destinato a segnare “la fine del primato” di Netanyahu sulla politica del Paese, che guida senza sosta dal 2009, dopo aver già ricoperto l’incarico negli anni ’90. “Molti anche nel suo stesso partito - aggiunge la fonte - dicono che deve fermarsi, perché per troppo tempo ha anteposto il proprio interesse davanti al bene della nazione”.

Anche l’attuale crisi politica, con il Paese che rischia di andare per la terza volta in un anno alle urne perché nessun leader politico, nemmeno Netanyahu, riesce ad assicurarsi una maggioranza alla Knesset, è legata a doppio filo alla divisiva figura del premier uscente. Tuttavia, potrebbero trascorrere diversi mesi prima dell’inizio del procedimento in aula ed è probabile che “Bibi” tenterà tutte le carte per ottenere l’immunità parlamentare.

Nell’inchiesta cosiddetta 1000 Bibi è indagato per frode e abuso di ufficio per donazioni ricevute da uomini d’affari. Nel caso 2000 era sotto indagine assieme businessman  Arnon Mozes, proprietario del giornale Israel Hayom, per favori legislativi in cambio di una copertura favorevole sul più diffuso quotidiano nazionale. Infine il più complesso, il 4000 legato alla carica di ministro per le Comunicazioni: egli avrebbe favorito la compagnia telefonica Bezeq, facendole guadagnare [con leggi ad hoc] milioni di shekel.

“Questo è un tentato golpe - accusa Netanyahu - basato su accuse infondate e un processo investigativo contaminato e distorto”. Continuerò, ha aggiunto, a guidare il Paese secondo i dettami della legge, con responsabilità, devozione e preoccupazione per il nostro futuro”. Egli ha poi attaccato i magistrati, affermando che “è il momento di investigare sugli investigatori”. 

Immediata la replica del principale rivale Benny Gantz, della coalizione Blu Bianco, che in un tweet ha affermato che “in Israele non vi è alcun colpo di Stato, solo un tentativo [di Netanyahu] di restare attaccato al potere”. Ieri sera il procuratore ha affidato al presidente della Knesset il memoriale di accusa, parlando di “giorno difficile e triste” per Israele; il premier ha 30 giorni per avvalersi dell’immunità. 

“All’interno del Likud - prosegue la fonte di AsiaNews - sta crescendo una fronda che chiede a Netanyahu di farsi da parte, perché non si può sacrificare partito e Paese per la sua causa. Se ha coraggio, deve affrontare le imputazioni in tribunale. D’altronde, tre casi sono troppi e se la procura non avesse avuto prove rilevanti non avrebbe agito con tale decisione”. Resta la risposta “troppo aggressiva” del premier contro la procura e il ministero della Giustizia “che sa di tradimento verso le istituzioni e di atteggiamento egoista”.  

“Il passo migliore che potrà fare sarà dimettersi e sono convinto che in tribunale emergeranno le prove che lo hanno portato in giudizio”. Ora, conclude la fonte, “Netanyahu per difendersi attaccherà, sbandierando nemici esterni come Iran, Hezbollah per far vedere che è l’unico in grado di salvare Israele. Il quadro politico è in fermento e non è escluso che in questi 21 giorni possa uscire un altro nome in grado di trovare una maggioranza in Parlamento e dare vita a un esecutivo”. 

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