29/12/2015, 00.00
CINA
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Ningxia, espulso dirigente comunista: crede nel feng shui

Per la prima volta dalla morte di Mao Zedong, un funzionario viene punito perché crede nella pratica taoista che ricerca l’armonia fra gli elementi del cosmo. La Commissione disciplinare del Partito: “Attività superstiziose da punire”. Il provvedimento cozza con le dichiarazioni di Xi Jinping a favore delle religioni “sinicizzate”.

Pechino (AsiaNews) – Per la prima volta in assoluto dalla morte di Mao Zedong, il Partito comunista cinese ha espulso un proprio dirigente perché sostiene il feng shui, credo tradizionale alla base della dottrina taoista. La Commissione centrale per la disciplina e l’ispezione del Pcc ha formalizzato l’apertura di un’inchiesta nei confronti di Bai Xueshan, accusato di “aver violato la disciplina politica” e di “aver organizzato attività superstiziose per molto tempo”. Il riferimento è appunto alla dottrina del feng shui, che regola l’armonia degli elementi del mondo e dell'uomo fino a definire una particolare forma di architettura e ingegneria civile.

Bai Xueshan era vice presidente della Regione autonoma Ningxia Hui. Secondo le prime indiscrezioni, la sua caduta in disgrazia è collegata all’impegno profuso dal funzionario nell’espansione urbana di una municipalità: Bai voleva che questa avvenisse nei pressi del Fiume Giallo “secondo i criteri taoisti”. Per la Commissione “questo dimostra una mancanza di consapevolezza politica”. Il riferimento è alla capitale provinciale Yinchuan, che il dirigente comunista (54 anni) ha guidato fino al 2007: secondo gli inquirenti, la sua volontà di farla espandere verso nord “nascondeva interessi economici che hanno portato alla corruzione”.

Il feng shui (in cinese: "vento- acqua") studia la geomanzia e ricerca l'armonia fra gli elementi del cosmo in funzione del benessere dell'uomo. Ancora oggi nella costruzione delle case, negli arredi, nella sepoltura dei defunti i cinesi studiano le posizioni topografiche e l'orientamento nello spazio in cui vi è la migliore armonia fra vento, acqua, fuoco, aria. Queste tradizioni hanno sfidato millenni e sono sopravvissute a tutte le rivoluzioni del Paese, in particolare alla Rivoluzione culturale, la più iconoclasta verso ogni aspetto religioso.

Dopo decenni di ateismo militante di Stato, nelle città e campagne i cinesi stanno ritornando alle credenze di una volta. Anzi, medicina cinese e feng shui vengono utilizzati per attrarre turisti e studiosi, e sono valorizzati come parte della tradizione culturale del Dragone. Fino a ora, questo atteggiamento sembrava sostenuto persino dal presidente Xi Jinping: questi in più occasioni ha proclamato la sua “volontà di garantire la libertà religiosa nel Paese”, sottolineando che le fedi “devono essere sinicizzate il più possibile”. Ma a quanto pare la "sinicizzazione" non è quella del feng shui.

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