14/03/2007, 00.00
ITALIA - RUSSIA
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Non solo affari dietro la visita di Putin in Italia

di Maurizio d'Orlando
Prima di partire per la Grecia, il presidente russo ha definito accordi economici e commerciali. A spingerlo a Roma e in Vaticano l'eterno timore russo dell'accerchiamento e la storica ricerca dei "mari caldi".
Bari (AsiaNews) – È un groviglio di interessi religiosi, politici e strategici quello che ha portato il presidente russo Vladimir Putin in Italia, da dove oggi ripartirà verso la Grecia. Dopo le discussioni su “estremismo, intolleranza ed ecumenismo”, trattate ieri con il Papa, Putin si è focalizzato oggi su energia e sicurezza in occasione del vertice bilaterale italo-russo, da poco conclusosi a Bari.
 
All’ordine del giorno anche banche, aerei, adozioni internazionali, e i grandi nodi della politica internazionale: dal Kosovo all’Iran. I diversi accordi che oggi attendono di essere siglati coinvolgono società italiane come Enel, Finmeccanica, Ferrovie, Banca Intesa e Mediobanca. L’Enel firmerà una lettera d’intenti con l’Agenzia federale russa per l’energia atomica. Lo scopo è collaborare nel settore della produzione di energia elettrica. Finmeccanica, invece, firmerà un protocollo di collaborazione industriale tra la controllata Alenia e Sukhoi per la costruzione di jet civili regionali nei prossimi 20 anni.
Slitta invece l'ulteriore definizione dell’accordo stretto tra Eni e Gazprom pochi mesi fa e che avrebbe potuto essere perfezionato al vertice di Bari. L’incontro tra i numeri uno delle due società non è infatti avvenuto. Ad ogni modo – hanno detto fonti competenti – continuano “colloqui tecnici”. L’accordo concede al colosso russo il libero accesso nel mercato italiano, come fornitore diretto di gas. Gazprom dovrebbe distribuire gas agli italiani in cambio di forniture garantite al Paese fino al 2035. A regime si arriverà fino a 3 miliardi di metri cubi (mc) l’anno.
 
Interessi economico-strategici
Anche se ancora non definito nei dettagli, l’accordo rappresenta, per la Russia, comunque una vittoria di tipo economico, ma anche e soprattutto strategico: la conquista di uno sbocco sui mari caldi ed in particolare di una presenza nel Mediterraneo; obiettivo che da sempre ha condizionato le scelte politiche degli zar - dalla Guerra di Crimea alla I Guerra mondiale, dove la mira era Costantinopoli e gli Stretti. Uno delle caratteristiche della Russia è il senso dell’accerchiamento, che ha mosso anche il complotto di Sarajevo per conquistare Costantinopoli ed il Bosforo (l’obiettivo del ministro degli Esteri zarista Sazonov e dei panslavisti nel 1914), in vista dell’imminente crollo dell’Impero Ottomano. Di fondo c’è l’idea che chi controlla l’Eurasia, controlla il mondo (la teoria espressa per la prima volta nel 1904 dal moderno fondatore delle teorie della geopolitica, Sir Halford John Mackinder, 1861 –1947). Mosca occupa gran parte di questa enorme massa continentale, ma ancora non lo controlla e per farlo sta usando l’arma delle sue risorse naturali. Il controllo del Mediterraneo – e Roma è al centro di esso – consente il controllo della “Heartland”, il cuore dell’Eurasia, e quindi del mondo. A sua volta, da sempre, una delle più importanti chiavi del Mediterraneo è il controllo dei Dardanelli e degli Stretti, da cui oggi passano una gran parte delle forniture energetiche al Mediterraneo ed all’Italia in particolare.
La vendita in Italia porta a Gazprom buone commissioni, ma anche un notevole plusvalore industriale: il gigante statale russo può rivendere anche all’ingrosso, sul mercato del gas, a prezzi più interessanti di quelli a cui era costretto a vendere esclusivamente al gruppo Eni, che nel settore in Italia mantiene un monopolio di fatto. Nella prova di forza verificatasi tra le due parti è risultata vincente Gazprom.
L’Italia ci guadagna nel fatto che vi sarà una maggiore concorrenza sul mercato e nella garanzia di forniture. Dopo l’ondata di privatizzazioni l’Italia oggi si trova fortemente dipendente dalle forniture estere per di più, come in buona parte degli Stati occidentali, il bilancio statale dipende molto dalle imposte agli idrocarburi. A breve termine, l’alternativa alla dipendenza dai metanodotti provenienti dalla Russia dalla Libia e dall’Algeria (con cui Gazprom ha raggiunto accordi di cooperazione monopolistica) sarebbe la disponibilità di impianti di rigassificazione del metano liquefatto trasportabile via nave, che potrebbe far abbassare di molto il prezzo del gas naturale.
 
Interesse religioso/politico
Il viaggio in Italia di Putin ha però anche una caratteristica religioso-politica da non sottovalutare, esemplificata dalla prima vista a Benedetto XVI. Dietro la volontà di recarsi dal Papa c’è infatti la necessità di conquistare il Vaticano dalla propria parte nell’ambito del grande scontro mondiale sui campi energetico, politico, ideologico e religioso. In questo quadro l’appoggio della Chiesa di Roma serve a Putin da una parte a sdoganarlo da molte critiche rivoltegli da Europa e Usa - diritti umani, utilizzo dell’arma energetica, ostacolo a procede con sanzioni contro l’Iran – dall’altra ad evitare l’accerchiamento, da sempre la paura storica della Russia.  
Soprattutto in Medio Oriente – la Russia zarista era paladina dell’ortodossia in Terra Santa e forse Putin ritiene che anche oggi a Mosca competa tale ruolo – evitare la possibilità che il Vaticano si avvicini alle posizioni delle destra estremista statunitense, strenua sostenitrice di Israele, risulta un obiettivo chiave per evitare l’isolamento senza doversi accodare all’islamismo che viene percepito come un pericolo anche dai russi.
 
 
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