01/03/2013, 00.00
RUSSIA-VATICANO
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Nunzio in Russia: con Benedetto XVI sviluppi positivi fra cattolici e ortodossi

di Nina Achmatova
Mons. Jurkovic sottolinea l'importanza della difesa dei valori cristiani da parte del papa emerito come elemento "molto apprezzato" dalle Chiese orientali. "Tutto il mondo aspetta il nuovo Pontefice, il quale dovrà, spesso in solitudine, affrontare difficili questioni poste dall'uomo".

Mosca (AsiaNews) - Il pontificato di Benedetto XVI, che ha subito posto come centrale il rispetto della tradizione cristiana, ha segnato un momento importante e positivo nel dialogo tra cattolici e ortodossi. A fare un bilancio in questo senso dei quasi 8 anni di papa Ratzinger è il nunzio apostolico in Russia, mons. Ivan Jurkovic, in un'intervista all'agenzia Ria Novosti. "Negli ultimi 100 anni i pontefici della Chiesa cattolica si sono rivolti con straordinaria sensibilità sia ai bisogni della Chiesa, che alle esigenze della società moderna - ha spiegato - e se si prendono in considerazione gli enormi cambiamenti politici, economici, sociali che sono avvenuti nel XX secolo, si può capire meglio la portata delle sfide, affrontate dal papato nel secolo passato".

Questi stravolgimenti, hanno portato "non solo a un nuovo contesto culturale, ma anche a un radicale cambiamento della visione del mondo, particolarmente sentita nell'interpretazione della vita nella sfera familiare". Questo processo - a suo dire - interessa anche l'Europa orientale, "che ha conservato pienamente la devozione a valori e tradizioni, che per secoli sono stati parte integrante della vita di questi Paesi". Interessante notare che "proprio queste nazioni sono quelle più pronte a battersi per quelle posizioni tradizionali che la stessa Chiesa cattolica difende nell'arena internazionale". Il fatto che Benedetto XVI abbia posto la difesa dei valori cristiani in Europa al centro della sua missione è stato molto apprezzato in questa parte d'Europa, ha sottolineato il nunzio.

Prova di questo è il "positivo" sviluppo dei rapporti con gli ortodossi, a detta di mons. Jurkovic, il quale cita il recente articolo del metropolita Hilarion, capo del dipartimento del Patriarcato di Mosca per le relazioni esterne, sull'Osservatore Romano, definito "rispettoso e di toni cordiali" nei confronti del Papa dimissionario.

Secondo mons. Jurkovic, il nuovo Pontefice dovrà essere sicuramente "una persona straordinaria". "Non solo la Chiesa - ha sottolineato - ma tutto il mondo aspetta il nuovo Papa con grande interesse". "E' evidente che il mondo non smetterà di rivolgersi al nuovo Papa con numerose domande, da lui si aspetteranno una partecipazione attiva alla vita dell'umanità". "Ma il Papa - ha aggiunto - è prima di tutto il capo della Chiesa, della comunità dei credenti, e il suo servizio è di tipo religioso e spirituale. Il Papa è soprattutto un dono alla Chiesa, ma anche gravato da fenomeni inerenti al mondo moderno. Anche per la Chiesa è difficile dare risposa adeguata a molte e difficili questioni, poste dall'uomo, e prima di tutto alle questioni legate alle sofferenze generate dall'ingiustizia e dalla disuguaglianza tra le persone, la mancanza di pace; alle domande di carattere etico e morale. In questo senso, al Papa spetterà - spesso in solitudine - seguire la sua vocazione spirituale e cercare ispirazione e consolazione nella vita della Chiesa per continuare a essere una guida per tutti".

 

 

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