07/09/2011, 00.00
COREA DEL SUD
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Oltre 3mila fedeli in pellegrinaggio per la beatificazione dei 124 Servi di Dio

di Joseph Yun Li-sun
Il vescovo di Daejeon e presidente della Commissione episcopale per la cura pastorale degli immigrati ha guidato i fedeli in preghiera sui luoghi della vita dei martiri: “Questi missionari laici, morti per aprire la Corea a Cristo, illuminano la nostra strada. E noi li onoriamo con la preghiera e il silenzio”.
Daejeon (AsiaNews) - Oltre 3mila fedeli cattolici hanno camminato per 13 chilometri in preghiera e in silenzio per poi assistere a una messa solenne in memoria dei 124 Servi di Dio coreani che la Santa Sede potrebbe elevare presto al rango di Beati. Secondo mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon e presidente della Commissione episcopale per la cura pastorale degli immigrati, “questa passeggiata dell’anima dimostra che il nostro Paese ha bisogno di meditazione e preghiera, per raggiungere una vera pace”.

Parlando con AsiaNews, il presule racconta: “È appena uscito un Manuale per i Pellegrinaggi in Corea del Sud curato dalla mia Commissione. Abbiamo deciso di presentarlo in settembre perché questo, su invito dei nostri laici, è il mese che vogliamo dedicare ai martiri coreani. E l’esempio dei 124 Servi di Dio è illuminante: insieme al padre Thomas Choe Yang-eop, il secondo sacerdote nella storia della Corea, sono stati uccisi per la loro fede e oggi illuminano la nostra strada”.

I martiri sono morti tra il 1791 e il 1884. La maggioranza è composta da laici, mentre p. Thomas Choe è ricordato come “il martire del sudore” per aver percorso 2800 km evangelizzando le zone più remote del Paese. Nella Chiesa coreana, spiega mons. You, “il contributo di questi laici vittime delle persecuzioni anti-cattoliche è visto come il motivo che ha aperto il Paese a Cristo. Ecco perché, dopo i 103 santi proclamati da Giovanni Paolo II, aspettiamo con ansia la beatificazione di questi altri testimoni”.

Il vescovo ha portato i suoi fedeli in pellegrinaggio “proprio sui luoghi in cui hanno vissuto e operato i martiri. Ho chiesto prima di partire a tutti i partecipanti di spegnere i telefonini, che qui in Corea sono onnipresenti, perché potessero sentire tramite la preghiera l’importanza del momento. Nessuno di loro ha disobbedito, e di questo sono felice: stiamo crescendo, tutti insieme”. Proprio per continuare su questa strada, è stato organizzato un altro pellegrinaggio, questa volta di 16 chilometri, per il prossimo 15 ottobre.

Stesso atteggiamento anche da parte dei 90 giovani cattolici che, insieme a mons. You, sono andati a Madrid per la Giornata Mondiale della Gioventù: “Sono persone che crescono, esuberanti come è giusto che sia. Ma imparano sempre di più la contemplazione e la gioia della preghiera, e il contatto con i giovani del resto del mondo li ha edificati. Andremo insieme sicuramente anche a Rio de Janeiro, e speriamo con tutto il cuore che entro 4 anni la Gmg venga qui da noi in Corea”.


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