27/10/2017, 09.10
SIRIA - ONU
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Onu: nell’attacco a Khan Sheikhoun il governo siriano ha usato armi chimiche

Il rapporto elaborato da un panel di esperti accusa Damasco di aver utilizzato gas sarin. Ambasciatrice Usa all’Onu: “Una conferma di ciò che sapevamo da tempo”. Nessun commento da Damasco e Mosca. Il 28 novembre nuovo round di colloqui di pace Onu a Ginevra. 

 

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - Il governo siriano è responsabile del mortale attacco al bastione ribelle di  Khan Sheikhoun, a circa 50 km da Idlib, nel nord-ovest della Siria, in cui sono state utilizzate armi chimiche. È l’accusa lanciata dal panel congiunto formato dagli esperti delle Nazioni Unite e dell’Osservatorio specializzato, secondo cui le forze governative fedeli a Damasco avrebbero usato il gas sarin provocando la morte di oltre 90 persone, fra cui bambini. 

Per il momento non si registrano risposte ufficiali del governo siriano e della Russia. 

Il rapporto, rilanciato dall’Associated Press (Ap), riferisce che la commissione di esperti è “fiduciosa del fatto che la Repubblica araba della Siria è responsabile del rilascio di sarin a Khan Sheikhoun, il 4 aprile 2017”. E una ulteriore conferma delle accuse già lanciate nei mesi scorsi dalle Nazioni Unite contro i vertici di Damasco. 

All’indomani dell’attacco Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna avevano incolpato l’aviazione siriana di aver sganciato bombe contenenti gas sarin sulla cittadina. E gli Stati Uniti avevano lanciato un raid punitivo contro la base aerea siriana di Shayrat. “Il rapporto diffuso oggi - ha commentato l’ambasciatrice Usa all’Onu Nikki Haley - conferma ciò che sapevamo essere vero da tempo”. 

In passato il presidente siriano Bashar al-Assad e la Russia, il più stretto alleato di Damasco, hanno a più riprese respinto le accuse di aver usato gas sarin. E nei giorni scorsi Mosca ha messo il veto in sede di Consiglio di Sicurezza Onu sulla estensione delle indagini sull’uso delle armi chimiche da parte degli esperti del Meccanismo di inchiesta congiunto (OPCW-UN). 

L’attacco a Khan Sheikhoun aveva destato profonda indignazione in seno all’opinione pubblica internazionale; video e foto delle ore successive all’esplosione, fra cui bambini agonizzanti ripresi dalle telecamere, hanno riempito per giorni le cronache dei media e le pagine dei social network. 

Nella stesura del rapporto il panel di esperti ha intervistato 17 testimoni oculari dell’incidente, raccogliendo inoltre materiale rinvenuto sul luogo dell’attacco. A questo si aggiungono “informazioni sostanziali” circa l’attività delle forze aeree siriane il 4 aprile scorso.

Il rilascio di gas sarin sarebbe avvenuto da un cratere fra le 6.30 e le 7 del mattino in un’area a nord della cittadina. Un cratere che si è formato, concludono gli esperti, in seguito all’impatto sul terreno “di un oggetto pesante che viaggiava ad alta velocità”, come una “bomba aerea o una piccola carica esplosiva”. Meno probabile, infine, che sia stato frutto di un “ordigno artigianale”.

L'inviato speciale Onu in Siria, Staffan de Mistura, ha annunciato infine che il 28 novembre si terrà un nuovo round di colloqui sulla Siria a Ginevra, in Siria, con l'obiettivo di porre fine al conflitto che sta insanguinando il Paese mediorientale da circa sei anni.(DS)

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