29/07/2010, 00.00
INDIA
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Orissa: Cristiani e indù, Dalit e tribali di Kandhamal in marcia per la pace

di Santosh Digal
Oltre mille persone in marcia per le strade di Bhubaneswar per chiedere alle autorità locali di garantire pace, giustizia e tranquillità dopo i pogrom anticristiani del 2008. Dalit e tribali lamentano continue discriminazioni da parte degli indù.

Bhunasewar (AsiaNews) – Oltre mille tra cristiani, Dalit indù e tribali di Kandhamal (Orissa) hanno marciato ieri per le strade di Bhubaneswar, capitale dell’Orissa, per chiedere pace e tranquillità nel distretto epicentro dei pogrom anticristiani del 2008. 

Hemant Nayak, operatore sociale cristiano e organizzatore dell’evento, dice che la marcia ha lo scopo di sensibilizzare il governo locale a utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione per portare giustizia a Kandhamal e scongiurare in futuro nuove violenze contro i cristiani.

Tra dicembre 2007 e agosto 2008, gli estremisti indù hanno ucciso 93 persone, bruciato e depredato oltre 6500, distrutto oltre 350 chiese e 45 scuole. A causa dei pogrom oltre 50mila persone sono rimaste sfollate e molte di loro sono ancora senza casa.

Dopo la marcia a Bhubaneswar, i leader dei manifestanti hanno presentato un memorandum alle autorità dello Stato, chiedendo lo sviluppo di progetti economici e sociali per la popolazione di Kandhamal.

"Vogliamo mantenere aperta la questione di Kandhamal – afferma Nayak - non vogliamo che la gente dimentichi ciò che è accaduto. L’amministrazione locale deve confrontarsi con i nostri bisogni e le nostre paure".

Oltre ai cristiani i pogrom hanno colpito le popolazioni di Dalit e tribali originarie del distretto. Sfruttando il clima di anarchia e di impunità, diversi indù, provenienti da altre aree della regione, si sono insediati nei villaggi con l’aiuto dei gruppi radicali. A tutt’oggi essi sfruttano e maltrattano i fuoricasta che per questa il 27 luglio hanno deciso di marciare insieme ai cristiani.

P. Prasanna Kumar Pradhan, sacerdote di Kandhamal, afferma: “Stiamo cercando di promuovere la pace nel distretto. Anche tribali e Dalit desiderano la pace”. “Loro – aggiunge - sono orgogliosi delle loro tradizioni e hanno bisogno di sentirsi accolti”. 

 

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