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» 11/10/2004 10:48
israele - vaticano
Ospedali cattolici e malati terminali braccati dal fisco israeliano

Le autorità fiscali di Gerusalemme stanno intensificando una campagna di intimidazione contro gli ospedali cattolici, violando gli accordi fra la Santa Sede e Israele.



Gerusalemme (AsiaNews) – Il municipio di Gerusalemme ha minacciato di confiscare i beni del St Louis Hospital se le suore che guidano l'ospedale non pagheranno le tasse di proprietà entro il 31 ottobre. L'ospedale di St Louis è retto dalle suore di San Giuseppe dell'Apparizione ed è specializzato nel trattamento di malati terminali. Attualmente sono ospiti 50 malati israeliani ed arabi; cristiani, musulmani ed ebrei. Secondo i trattati internazionali, firmati da Israele, l'ospedale dovrebbe essere esente dalle tasse. Ma la municipalità di Gerusalemme ha minacciato di confiscare

i contributi per la sanità e i fondi per gli stipendi: in tal modo le suore non potranno pagare  lo staff dell'ospedale e i malati terminali dovranno essere abbandonati, non avendo questi nessun parente che si occupi di loro.

La crisi violenta provocata dalla municipalità di Gerusalemme avviene contro il trattato fra Santa Sede e Israele del 30 dicembre 1993, conosciuto come Accordo Fondamentale. In esso Israele accetta di non richiedere tasse che la Chiesa cattolica giudica controverse, fino a che un nuovo accordo comprensivo sulla materia non venga stipulato fra Santa Sede e stato di Israele. La posizione della Santa Sede è che le suore del St Louis, come tutti i conventi e le istituzioni cattoliche sono esenti dalle tasse municipali di proprietà, secondo quanto stabiliscono le norme internazionali. Lo stesso riconoscimento di Israele è frutto di una norma internazionale, la risoluzione Onu del 29 novembre 1947. Essa è la base della legittimità internazionale per la creazione dello stato di Israele, come è riconosciuto dalla Dichiarazione di indipendenza dello stato di Israele (14 maggio 1948). In esso si afferma che lo stato ebraico è creato "sulla forza di una risoluzione Onu".

Fino ad ora il governo di Israele ha rifiutato di riconoscersi legato all'Accordo internazionale con la Santa Sede, fino ad affermare di fronte ai tribunali che l'Accordo con la Santa Sede non ha valore. Alcune settimane fa l'arcidiocesi di Colonia – che ha diverse istituzioni nella Terrasanta – si è rivolta all'Alta Corte di Giustizia d'Israele perché obblighi il governo ad affermare pubblicamente se riconosce vincolante o no l'Accordo solenne con la Santa Sede. Secondo osservatori a Gerusalemme, è possibile che proprio l'attesa decisione dell'Alta Corte, spinga le autorità municipali a fare in fretta, intensificando la loro campagna di intimidazione contro le istituzioni cattoliche, in violazione dell'Accordo.

Alcune settimane fa il Ministro degli Interni israeliano, Avraham Poraz, in visita al Vaticano, aveva affermato ad AsiaNews che le istituzioni cattoliche non dovranno pagare le tasse. L'azione della municipalità di Gerusalemme tradisce questa promessa.

Intanto le suore di San Giuseppe dell'Apparizione sono in grande difficoltà. Una fonte di AsiaNews a Gerusalemme spiega: "Da una parte esse, come altre istituzioni religiose, seguono le indicazioni delle alte autorità della Chiesa cattolica di non capitolare di fronte alle richieste ingiuste e illegali delle autorità fiscali: ogni avallo anche minimo bolla come una presa in giro i negoziati in corso fra Israele e Chiesa Cattolica. Tali negoziati tendono proprio a un 'accordo generale' riguardante tutte le istituzioni cattoliche. La prossima sessione dei negoziati – che tratterà anche delle tasse municipali – è in programma per il 27-28 ottobre, alcuni giorni prima dell'ultimatum dato alle suore dell'ospedale St Louis.  Dall'altra parte, le suore non possono accettare di mettere sulla strada uomini e donne moribonde, da loro curati con amore e dedizione. La municipalità gioca proprio su questo: prima o poi, per amore ai malati, le suore si arrenderanno e questo potrà essere il primo di una serie di capitolazioni di ogni istituzione. Le autorità della Chiesa non lasceranno che succeda questo".

Il dramma dell'ospedale  St Louis richiama un dramma simile, quello dell'ospedale St. Joseph, che ha portato a numerosi scambi diplomatici fra la Santa Sede e Israele. Nel caso dell'ospedale St.  Joseph, il governo ha detto esplicitamente, di fronte a un tribunale, che l'Accordo Fondamentale non ha valore per nulla e ha chiesto alla corte di accettare la posizione del governo. La Chiesa, da parte sua, si è appellata alla Corte Suprema e il caso è ancora in attesa di pronunciamento, insieme alla petizione dell'arcidiocesi di Colonia.


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