14/04/2012, 00.00
VATICANO - CINA

P. Lazzarotto e il futuro della Chiesa in Cina

di Angelo S. Lazzarotto
In libreria la nuova opera del missionario del Pime che racconta i rischi di scisma presenti nella Chiesa in Cina e le difficoltà prodotte dagli ultimi avvenimenti, quali le ordinazioni illecite volute dal governo di Pechino. Il testo presenta anche la vitalità evangelizzatrice delle comunità cristiane in Cina.

Milano (AsiaNews) - P. Angelo Lazzarotto, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) e grande esperto del mondo religioso cinese, ha scritto un nuovo libro che nei prossimi giorni sarà nelle librerie: "Quale futuro per la Chiesa in Cina?", Emi, Bologna, 2012.

Avvalendosi anche della consulenza di un altro membro del Pime, p. Gianni Criveller, Lazzarotto mostra la situazione attuale della Chiesa cinese, piena di vivacità evangelizzatrice, ma anche soffocata dal governo cinese fino a spingerla a un possibile scisma. Il riferimento è alle ordinazioni episcopali illecite che Pechino insiste ad eseguire, costringendo vescovi fedeli al papa a parteciparvi con la forza. Fin dai tempi di Mao il progetto del governo è stato quello di distruggere la Chiesa (e le religioni) o farne crescere una parvenza "indipendente" dal papa e alla mercé dello Stato. L'autore mostra come la Chiesa cattolica è cresciuta pur in una situazione così ambigua e sotto mille pressioni e violenze. E traccia alcune piste per il prossimo futuro nella speranza che il governo cinese capisca che i cristiani lasciati liberi sono anche dei buoni cittadini. Ma questo potrà avvenire attraverso l'unità e la solidarietà con la Chiesa universale. Per gentile concessione dell'autore, presentiamo qui l'Introduzione del libro.

 

 Papa Benedetto XVI in un recente intervento ha ancora una volta messo in evidenza l'impegno e il coraggio dei cattolici asiatici che riescono a  dare "una testimonianza trasparente della rilevanza della questione di Dio in ogni campo del pensare e dell'agire": questo permette  di "intravedere come in Asia, grazie alla loro fede, si stiano aprendo per la Chiesa del terzo millennio vasti scenari di evangelizzazione". Egli si rivolgeva alla XXV assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici (24-26 novembre 2011), affermando  fra l'altro: "Il vastissimo continente asiatico ospita popoli, culture e religioni diversi, di antica origine, ma l'annuncio cristiano ha raggiunto sinora soltanto una piccola minoranza, che non di rado vive la fede in un contesto difficile, a volte anche di vera persecuzione" (AsiaNews, 25/11/2011).

 In questo panorama promettente  e insieme preoccupante occupa un  posto centrale  la Repubblica Popolare Cinese, non solo per la vastità del territorio e il numero di abitanti, ma per il peso sia economico sia politico che è destinata ad esercitare negli equilibri mondiali. Anche se oggi non ama fregiarsi del titolo di "Regno di Mezzo" o "Impero del  Centro", la centralità di questo Paese viene assicurata anche dalla civiltà millenaria di cui è portatore e che ha improntato e ancora influenza tutta una vasta area dell'Asia orientale con elementi caratteristici della tradizione confuciana.

Non dobbiamo dimenticare che, almeno fino alla metà del secolo scorso,  si concentrava  in Cina il maggiore sforzo missionario della Chiesa.  Oggi si è pressati fra  due sentimenti: da una parte l'intuizione che vi possa finalmente essere  realizzato il sogno che ha animato generazioni di annunciatori del Vangelo, e dall'altra l'amara realtà di un contrasto che sta portando  la Chiesa addirittura sull'orlo di uno scisma dalle conseguenze imprevedibili.

 Questo breve studio, che  si avvale anche  di contributi apparsi su un recente numero della rivista   Ad Gentes [1],  si articola nelle seguenti fasi. Anzitutto la presentazione, forse un po' brutale, del grave pericolo  sentito  oggi come incombente sulla Chiesa cattolica in Cina. Segue nel capitolo II una veloce rassegna delle passate esperienze di evangelizzazione in  Cina, mentre  un particolare spazio viene  riservato al dramma più lacerante, la cosiddetta "Controversia dei Riti Cinesi"; questo III capitolo è ad opera del confratello Gianni Criveller, noto ricercatore sulla storia del Cristianesimo in Cina.  I due capitoli seguenti (IV e V) raccontano più in dettaglio l'evolversi dei drammatici fatti che hanno determinato  l'attuale crisi, cercando di individuare pure possibili spazi per riavviare un dialogo costruttivo. L'ultimo capitolo intende fare il punto della complessa situazione all'inizio del nuovo anno 2012,  mettendo in evidenza le enormi difficoltà ma anche la vitalità della comunità cattolica  cinese e sottolineando l'apporto prezioso che le può venire dalla solidarietà della Chiesa universale in un momento tanto difficile.

 Una  solidarietà che,  aiutando la  Chiesa  in  Cina ad essere pienamente se stessa, permetterà a quella  piccola minoranza cattolica di dare serenamente il suo contributo allo sviluppo della società in cui è immersa. E questo nella convinzione che  la crescita e la  testimonianza di quella minoranza  avranno riflessi positivi sulla Chiesa  tutta intera, offrendo un modello credibile di attuazione dell'impegno per una "Nuova Evangelizzazione", cui Papa Benedetto XVI chiama tutti i fedeli.

 Milano, 29 febbraio 2012

 


[1]   La rivista  semestrale di  Teologia e Antropologia della Missione  Ad Gentes,  diretta da Mario Menin,  ha  dedicato il n. 1 del 2011 (anno 15°) ad una monografia dal titolo  "La Cina e il Cristianesimo",  curata da Gianni Criveller.  Utilizzandola, verrà citato l'autore del testo interessato, con la sigla delle rivista (A.G.) e la pagina.

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