01/03/2018, 11.20
PAKISTAN

Pakistan, Chiese cattolica e protestante condannano le torture a un giovane cristiano (Video)

di Kamran Chaudhry

Sajid Masih si è lanciato da una finestra della questura del Punjab per sfuggire agli abusi dei poliziotti. Dopo giorni di attesa in ospedale, ieri è stato operato alle gambe. Leader cristiani chiedono un’indagine indipendente e giustizia. Il cugino Patras ancora arrestato per presunta blasfemia.

Lahore (AsiaNews) – I leader cattolici e protestanti del Pakistan condannano le torture inflitte a Sajid Masih, 24enne cristiano del Punjab che si è lanciato dal quarto piano della questura mentre era sottoposto ad interrogatorio insieme al cugino Patras, 17 anni, accusato di blasfemia. Le gerarchie cristiane chiedono che la Corte suprema cancelli il caso aperto per tentato suicidio e indaghi su quanto davvero avvenuto: gli abusi e le torture subite dai due giovani in mano della polizia.

Ieri la Commissione nazionale Giustizia e pace (Ncjp) della Conferenza episcopale pakistana ha diffuso una dichiarazione. Nel documento – a firma di mons. Joseph Arshad, presidente, p. Emmanuel Yousaf (Mani), direttore nazionale, e Cecil S. Chaudhry, direttore esecutivo – si legge: “Alla luce delle prove [raccolte], la Corte suprema deve agire immediatamente suo motu per ritirare l’inchiesta contro Sajid Masih per tentato suicidio. Egli stava cercando di scappare dalle torture fisiche e psichiche e dalla richiesta forzata di praticare del sesso orale al cugino minorenne. Lo Stato deve condurre un’indagine indipendente, assicurando un giusto processo e l’accesso alla giustizia agli accusati”.

I cattolici denunciano di essere a conoscenza che “persino in ospedale egli [Sajid Masih] viene discriminato dai medici, che non intervengono su di lui accampando scuse e usando tattiche dilatorie”. Il governo, aggiungono, “deve garantire la sicurezza degli accusati e delle loro famiglie, in modo da prevenire la reale ed effettiva minaccia di violenza e adottare azioni severe contro i responsabili”.

Sajid al momento è ricoverato in condizioni stabili. Ieri è stato sottoposto ad un intervento chirurgico ad entrambe le gambe fratturate. La famiglia fa sapere che l’operazione è durata quattro ore ed è andata bene. Ora i timori maggiori riguardano un secondo intervento, che dovrebbe essere effettuato tra 4-5 giorni. Si tratta di una delicata operazione alla mascella, della durata di otto ore. Il fratello ringrazia i cristiani per il sostegno dimostrato e chiede di continuare a pregare per la sua guarigione.

Intanto il cugino Patras è ancora sotto arresto. L'accusa è di aver pubblicato commenti blasfemi sul profilo Facebook. Secondo la Ncjp, nel 2017 sono stati registrati 18 casi di blasfemia. In tutto, dal 1985 ce ne sono stati 1505, culminati spesso in attacchi di massa contro le minoranze religiose.

Anche i protestanti hanno espresso le loro preoccupazioni. Tra questi, il rev. Amjat Niamat, moderatore della Lahore Presbyterian Church of Pakistan. In un video diffuso il 25 febbraio, egli parla della crescente insicurezza tra i cristiani. “Il nostro maggior timore – afferma – è che i cristiani accusati di blasfemia vengano uccisi in esecuzioni extra giudiziali, che le loro famiglie possano passare dei guai e che le proprietà vengano bruciate”. Poi, rivolto ai musulmani, domanda: “Credete forse che i cristiani possano essere tagliati come le verdure? Noi mangiamo lo stesso cibo che mangiate voi, condividiamo gli stessi problemi che ogni patriota pakistano affronta. Non vogliamo spingere il nostro Paese verso una guerra civile. Siamo molto preoccupati per l’abuso di questa legge [sulla blasfemia, ndr]”.

Nel video, il pastore lancia “un appello al presidente della Corte suprema del Pakistan, al capo dell’esercito e al direttore della Fia [la Federal Intelligence Agency che indaga sul caso di blasfemia, i cui agenti sono responsabili degli abusi contro Sajid – ndr], affinchè puniscano i colpevoli. State dalla nostra parte e fermate l’abuso della legge. Contesto il silenzio dei media e dei maggiori presentatori televisivi. Noi serviamo questo Paese nell’educazione e della sanità, ma veniamo trattati come cittadini di seconda classe”. In seguito esorta: “Dove sono i partiti politici? Chiedo a tutta la comunità cristiana di far valere il proprio potere di voto e unirsi in queste ore difficili. Uscite fuori con una guerra per la nostra dignità e i nostri diritti, o il tempo non ve lo perdonerà. Dio sostiene coloro che sono indifesi”.

(Ha collaborato Shafique Khokhar)

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