09/05/2014, 00.00
PAKISTAN
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Pakistan, leader cristiani e musulmani condannano l’assassinio di Rashid Rehman

di Jibran Khan
Da tempo nel mirino degli estremisti islamici, egli aveva denunciato invano le minacce alla polizia. Attivisti e società civile in piazza per chiedere l’arresto dei colpevoli. Sacerdote a Lahore: persona “coraggiosa” che si è spesa in prima persona per difendere quanti erano accusati “in modo ingiusto”. Leader musulmano: “Atto barbaro”. Un venerdì di preghiera e lutto per le due comunità.

Islamabad (AsiaNews) - Attivisti cristiani e musulmani, politici e membri della società civile pakistana osservano un venerdì di lutto e preghiera per onorare la memoria di Rashid Rehman, avvocato anti-blasfemia, ucciso da un commando estremista la sera del 7 maggio scorso. Coordinatore della Commissione per i diritti umani del Pakistan (Hrcp), egli era una figura di punta nell'attivismo e nella lotta per la libertà nel Paese asiatico; da tempo nel mirino del fondamentalismo islamico, è stato ucciso dentro il suo ufficio a Multan, città nella provincia del Punjab. Più volte in passato aveva denunciato a magistratura e istituzioni le minacce ricevute dalle frange islamiste, ma le forze di polizia non si sono mai occupate nel concreto della sua sicurezza. 

Il fascicolo di inchiesta relativo all'assassinio di Rashid Rehman, durante il quale sono rimaste ferite altre due persone, non menziona minacce e attacchi ricevuti in passato da gruppi estremisti; tuttavia, era nota da tempo la sua presenza del suo nominativo nella lista nera dei movimenti estremisti, banditi dal governo. 

Attivisti e società civile chiedono l'arresto dei colpevoli; l'Ordine degli avvocati del Multan ha già annunciato l'intenzione di boicottare le udienze in aula per protesta. Quello di Rehman non è certo il primo caso di omicidio ai danni di un legale (di un giudice, di un attivista) in Pakistan, in particolare fra quanti lottano per difendere le vittime delle leggi sulla blasfemia accusate ingiustamente. E nessuno è mai stato arrestato e punito per le proprie azioni. 

Esponenti della Chiesa cattolica a Lahore hanno condannato l'assassinio e si uniscono alle associazioni attiviste nella giornata di lutto e preghiera. P. Anwar John, dei missionari Oblati di Maria Immacolata, sottolinea che "la violenza a sfondo confessionale ha reclamato un'altra vittima". Il sacerdote aggiunge che Rashid Rehman era una persona "coraggiosa", che si è spesa in prima persona "per difendere gente accusata in modo ingiusto". Incidenti di questo tipo "sono destinati ad aumentare", dopo gli omicidi eccellenti del passato che hanno riguardato il governatore del Punjab Salman Taseer e il ministro cattolico per le Minoranze Shahbaz Bhatti. 

Mualana Tahir Ashrafi, leader musulmano e presidente del Consiglio degli Ulema, condanna anch'egli l'omicidio: "La sua sola colpa - afferma - è di aver difeso una persona accusata di blasfemia, ma è compito dei giudici stabilire se qualcuno è colpevole o meno, nessuno ha il diritto di bollare un altro come criminale". Egli parla di "atto barbaro" e vuole mandare "un messaggio chiaro a quanti pensano di difendere essere i baluardi della religione... non riuscirete a instillare la paura nei cuore di uomini coraggiosi che si battono a difesa degli innocenti". 

 

 

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